Il senso del mercato last-minute del Bayern Monaco

Bayern Monaco mercato

Sembra un po’ la classica crisi del 23 dicembre, quando Natale si avvicina e mancano ancora un po’ di regali da spuntare sulla lista. Nelle ultime quarantotto ore di mercato, il Bayern Monaco ha chiuso – o chiuderà, o dovrebbe chiudere… – quattro acquisti. Marc Roca dall’Espanyol a centrocampo per 9 milioni più bonus, Eric-Maxim Choupo-Moting a parametro zero in attacco, Bouna Sarr come terzino per 10 milioni dal Marsiglia, Douglas Costa in prestito dalla Juventus. In più, tre operazioni in uscita: Joshua Zirkzee, Adrian Fein, Michaël Cuisance. I primi due in prestito secco a Feyenoord e PSV Eindhoven, l’ultimo con diritto di riscatto a Marsiglia. Di fatto, una rivoluzione delle seconde linee che ha lasciato, più che altro, alcune perplessità su quale sia la vera strada da seguire.

Karl-Heinz Rummenigge, in effetti, aveva indicato chiaramente la via nei mesi scorsi: 16-17 giocatori da considerare ‘titolari’, più tanti giovani per completare le rotazioni, di modo da poterli far crescere in casa e inserirli gradualmente. Piano che, l’anno scorso, ha portato a vincere ogni singola competizione possibile. Direzione che sembrava coerente anche quest’anno. Vogliamo fare i nomi? Neuer, Nübel, Pavard, Boateng, Süle, Alaba, Hernandez, Davies, Kimmich, Goretzka, Martínez, Tolisso, Coman, Gnabry, Sané, Müller, Lewandowski come ‘titolari’ stabili. Più i giovani dal 1999 in avanti: Hofmann, Richards, Kouassi, Fein, Cuisance, Musiala, Tillman, Zirkzee.

In queste ultime quarantott’ore, sono arrivati in quattro, tutti da includere nel ‘gruppo’ della prima squadra – e siamo a 21 – mentre sono partiti tre giocatori che rappresentavano la ‘quota giovane’ che tanto ama Rummenigge. Il quale, probabilmente, fosse stato per lui, avrebbe mantenuto la stessa ossatura. L’idea evidentemente non era condivisa da Hansi Flick, il quale evidentemente è stato poco convinto dello stato fisico della squadra e della resistenza, in una stagione lunga e chiaramente compressa rispetto al solito, su consiglio del fido Holger Broich, capo preparatore e istituzione in Baviera.

Eppure, le risposte offerte dai giovani in queste prime cinque uscite stagionali – tre di campionato più due trofei vinti – sono sembrate tutt’altro che negative. Viene in mente ad esempio l’impatto di Chris Richards (ne parleremo nei prossimi giorni) nella partita contro l’Hertha Berlino: un assist completato per Müller prima del goal annullato, uno per Lewandowski che gli ha tolto Schwolow con un miracolo, poi uno (finalmente) effettivo. Prestazione convincente sia offensivamente sia difensivamente. Lecito chiedersi se ci fosse effettivamente bisogno di andare ad acquistare un altro terzino.

Lo stesso vale per Musiala, giocatore giovanissimo e con ampi margini di miglioramento, già nel giro della prima squadra. Bisognerebbe chiedersi come mai il Bayern lo ritenga inaffidabile come alternativa a Sané, Coman e Gnabry. Forse per le condizioni fisiche non brillanti dei primi due. Il dubbio ci può essere. Ma ci può essere anche Alphonso Davies come alternativa validissima. Casi emblematici sono anche Zirkzee, il vice Lewandowski, e Fein, l’alternativa a Kimmich. Pariruolo. Entrambi in odore di prestito, di fatto ‘sostituiti’ dagli arrivi di Eric Maxim Choupo-Moting e di Marc Roca. Ovviamente l’esperienza può esser considerata un fattore, ma l’attaccante olandese classe 2001 raramente ha deluso quando gli è stato chiesto di rimpiazzare Lewandowski. E, allo stesso tempo, anche come sostituto dalla panchina a gara in corso.

Facile immaginare che nella testa di Flick e di Hasan Salihamidzic – non in quella di Rummenigge, probabilmente – sia scattato qualcosa dopo il 4-1 subito dall’Hoffenheim. Anche una preparazione piuttosto compressa, senza gran tempo per mettersi a punto, può aver contribuito. La volontà di fare rotazioni da parte dell’allenatore sembra chiara ed evidente. Giocare ogni tre giorni per tutta la durata di una stagione, salvo qualche break in inverno, è logorante e se l’obiettivo è ripetere il treble allora c’era bisogno di alcuni cambi. Il dubbio è se questi cambi dovessero essere per forza quattro e in ruoli non così scoperti come sembravano.

Chiaramente una valutazione migliore su queste scelte di mercato si avrà a maggio, quando il Bayern Monaco avrà concluso i propri impegni e i giocatori in prestito torneranno a Säbener Straße più o meno maturi. Una conclusione, comunque, possiamo prenderla: anche l’inflessibile Karl-Heinz Rummenigge a volte cambia idea. Chissà cosa avrebbe avuto da dire il suo ex socio Uli Hoeneß.

Un pensiero riguardo “Il senso del mercato last-minute del Bayern Monaco

Rispondi