🗞 BundesCafé, 3ª giornata – Lewangoalski e altre leggende

Bundesliga 2020/21 giornata 3

Una vittoria in trasferta, sei successi interni e due pareggi nella giornata 3 della Bundesliga 2020/21. 29 goal totali realizzati, 3,22 a partita di media.

Bundesliga 2020/21 giornata 3

IL TOPSPIEL 💥

La partita più sentita della terza giornata della Bundesliga 2020/21 era quella tra il Colonia e il Borussia Mönchengladbach, il Rheinderby. Che, di fatto, è durato 16 minuti. Tempo che Hofmann regalasse due assist a Pléa e Lainer, prima del rigore dello 0-3 di Stindl. Non è stato molto consolatorio il goal finale dei padroni di casa. Derby dimenticabile e terza sconfitta su tre per la squadra di Gisdol. Il Gladbach festeggia anche la prima vittoria.

L’MVP 👑

Sì, certo, ha realizzato un poker da mani nei capelli, ma visto che Lewandowski ha già riempito la mensola di premi (in ultimo quello di giocatore dell’anno per l’UEFA), premiamo un ragazzo che diventerà maggiorenne il prossimo 13 novembre, ma intanto  sta già dando spettacolo. Gio Reyna contro il Friburgo, nel 4-0 finale, ha confezionato tre assist: due per Haaland, più il corner che Emre Can ha incornato in porta. 17 anni. Favre di lui ha detto che “solo un cieco non vede il suo talento”. Ci ha preso.

L’ALTRO PROTAGONISTA 🎖

Max Kruse ha giocato la prima partita da titolare con la maglia dell’Union Berlino. Risultato: 4-0 al Mainz, margine di vittoria più ampio nella (breve) storia del club in Bundesliga. Con goal di Kruse dopo 13 minuti, il primo in maglia Eisernen. Con lui in campo, l’Union ha una fiducia diversa. Ed è solo l’inizio.

IL VOLTO NUOVO 🆕

Non una novità per la Bundesliga, ma per lo Schalke sì: Manuel Baum si è seduto per la prima volta sulla panchina dei KnappenE ha perso 4-0 contro il Lipsia. Non una prima memorabile, ma ve l’avevamo detto: avrà un lavoro lungo e difficile.

LA SORPRESA 😮

Se il Lipsia è una conferma e l’Augsburg era già in testa da settimana scorsa, la sorpresa è che dopo 3 giornate di Bundesliga 2020/21 davanti a tutti c’è anche l’Eintracht Francoforte, che ha battuto l’Hoffenheim per 2-1 in casa ed è salito in testa alla classifica.

LA STATISTICA 📊

Andrej Kramaric è ancora il capocannoniere della Bundesliga e probabilmente l’attaccante più caldo d’Europa, nonostante la sua squadra sia stata battuta dall’Eintracht. Ha realizzato 10 goal nelle ultime quattro partite di Bundesliga, 12 nelle ultime cinque contando anche la DFB-Pokal. Degli ultimi 14 goal dell’Hoffenheim, solo due non portano la sua firma.

LA CITAZIONE 🎙

Assist di Reyna, goal di Haaland. Un motivetto che tenderemo a risentire abbastanza spesso quando i due saranno in campo insieme. Contro il Friburgo, due volte: ‘The American dream’ innesca, il norvegese finalizza. E dopo il secondo goal, Haaland lo ha detto al compagno.

“Tu me la passi, io segno”.

Semplice, no?

LA FOTO 📸

Nello Schalke non ha ‘esordito’ solo Baum, ma anche Naldo: l’ex difensore di Werder, Wolfsburg e appunto Schalke, leggenda della Bundesliga, è stato scelto da Baum come assistente nella sua nuova avventura. E rivederlo in panchina, dopo il ritiro dopo l’anno a Monaco, ha fatto brillare gli occhi a tanti.

LA CURIOSITÀ 🧐

Robert Lewandowski (MVP ad honorem) ha segnato il goal numero 100 (e anche il 101, il 102 e il 103…) in carriera all’Allianz Arena in Bundesliga. Ci ha giocato per 98 volte. Sostanzialmente, quando si paga il biglietto, un goal di Lewa è incluso nel prezzo di default.

LA CLASSIFICA 📃

La Bundesliga 2020/21 dopo la giornata 3 non ha più squadre a punteggio pieno, ma un trio curioso che comanda la classifica: il Lipsia di Nagelsmann, l’Augsburg di Herrlich e l’Eintracht di Adi Hütter. Colonia, Mainz e Schalke le uniche ancora a zero punti, tre pareggi su tre per Leverkusen e Wolfsburg.

Bundesliga 2020/21 giornata 3

 

Choupo-Moting, dai gol salvezza a Mainz a eroe per caso a Parigi

choupo moting

Una delle rivelazioni dei quarti di finale di Champions è stata senza dubbio Eric Choupo-Moting del Paris Saint-Germain. Dopo l’ingresso decisivo nel finale contro l’Atalanta gli elogi in Francia si sono sprecati. ‘L’Equipe’ ha titolato “Chapeau Moting” e l’allenatore Thomas Tuchel (il suo nome tornerà parecchie volte in questo articolo) ha dichiarato:

Avevo fiducia in lui, era il suo momento. So che è un buon giocatore, che può entrare e fare la differenza”.

In realtà il contratto tecnicamente sarebbe già scaduto a giugno, ma il PSG ha rinnovato per due mesi giusto per far numero nella lista Champions, visto l’addio di Cavani. Questo è un po’ il leitmotiv della carriera di Choupo-Moting. Classe 1989, camerunense nato ad Amburgo, cresce proprio con gli anseatici, esordisce diciottenne in Bundesliga ed è protagonista con le nazionali giovanili tedesche (poi sceglierà il Camerun). Nella stagione 2009/10 viene mandato in prestito al Norimberga, dove contribuisce alla salvezza con un gol nel Relegationspiel contro l’Augsburg, al termine di una buona annata a livello personale. Torna ad Amburgo e dopo una stagione con più ombre che luci i Rothosen lo scaricano, lasciandolo andare a parametro zero.

È il Mainz a dargli una possibilità e Choupo-Moting la coglie alla grande. L’allenatore Tuchel non gli fa saltare una partita il primo anno, chiuso con 10 gol e 4 assist. Sono 32 le presenze il terzo anno, anche questo chiuso in doppia cifra. La stagione storta è la seconda, 2012/2013, a causa di un persistente problema al menisco. L’esperienza nel Palatinato resta comunque decisamente buona: i suoi gol salvano il Mainz e i tifosi lo adorano. L’addio di Tuchel e la voglia di provare a fare il passo successivo lo portano però allo Schalke.

A Gelsenkirchen vive tre anni tutto sommato positivi. Certo a livello realizzativo non arriva mai in doppia cifra, ma gioca con regolarità sia in Bundesliga che nelle coppe, Europa League in primis. Al termine della terza stagione rivive però la strana situazione già provata ad Amburgo: scaricato senza grossi demeriti.

Dopo un anno in Premier con lo Stoke City, chiuso con la retrocessione, arriva a sorpresa la chiamata del suo mentore, l’allenatore con il quale ha reso di più. La curiosità è che quel mister è Thomas Tuchel e allena uno squadrone come il PSG. A Parigi i media faticano a capire questa scelta: un attaccante di ventinove anni, appena retrocesso, che al massimo ha segnato 10 reti in una stagione, come può essere utile al Paris Saint-Germain? Peraltro nonostante l’impegno ciò che viene ricordato di più della sua prima stagione è l’incredibile errore sulla linea contro lo Strasburgo, quando con un intervento goffo “salva” un gol del compagno Nkunku.

Tuchel però non molla, anche perché Choupo-Moting continua a lavorare in allenamento e a ricoprire senza fiatare il ruolo da comprimario alle spalle di grandi campioni. Gli undici minuti (più il decisivo recupero) e il gol contro l’Atalanta sono una piccola grande rivincita per il camerunense – peraltro, il rapporto con la nazionale non è facile, sia istituzionalmente che per il ruolo e il rendimento – anche perché al termine i compagni dimostrano tutta la loro stima. Sia con i gesti, come quello di Neymar che gli consegna il premio di “man of the match” appena ricevuto, sia a parole. Emblematica la dichiarazione del veterano Ander Herrera:

Choupo ha giocato dieci minuti incredibili. Voglio davvero parlare di lui. Il suo contratto sta scadendo, ma è qui, pronto ad aiutare, si allena sempre come se fosse l’ultimo allenamento della sua vita”.

La Champions League con il PSG è svanita, ma ora Choupo-Moting potrebbe tornare a sognare quel trionfo con un’altra maglia, quella del Bayern Monaco. La squadra che lo ha fermato ad agosto a Lisbona e contro cui, in finale, lui non brillò (eufemismo). La strada di Choupo nel calcio ad alti livelli è ancora tutta da percorrere.