Andrej Kramaric è l’attaccante più caldo d’Europa

Andrej Kramaric

Lothar Matthäus di lui ha detto che sarebbe un giocatore in grado di fare la differenza nel Bayern Monaco. Difficile in effetti dire il contrario, quando si segnano 12 goal nel giro di cinque partite, quattro dei quali al Dortmund, più due proprio al Bayern. E i bavaresi, secondo la stampa tedesca, stavano seguendo i consigli dell’ex colonna del club, nonché opinionista tra i più quotati di Germania. Andrej Kramaric però non si muoverà dall’Hoffenheim. Anche se a Sinsheim avevano deciso che tutti per la giusta cifra potevano partire. Quella ‘giusta cifra’ per il croato era di 40 milioni. Troppi per il Bayern, che in quel ruolo ha già un polacco che di goal ne segna e dietro di lui il tedesco più vincente di sempre. Andrej Kramaric, comunque, se n’è fatto una ragione e non ha perso tempo in chiacchiere, impuntandosi chiedendo un trasferimento o quant’altro. Grazie, arrivederci, magari la prossima. Ora ho dei goal da fare. Eccome. A nastro.

Dopo i quattro al BVB nell’ultima giornata della scorsa stagione (con rigore no-look annesso), i due in DFB-Pokal, i tre al Colonia, i due al Bayern, è arrivato anche il sigillo all’Eintracht. In un pomeriggio che, statisticamente, gli ha abbassato la media. Perché ormai la notizia è quando Andrej Kramaric non tira in piedi uno show personale e non vince le partite da solo. Quell’uno, comunque, lo ha fatto in grande stile: sinistro a giro all’incrocio da fermo, dopo aver mandato a vuoto un avversario con il controllo di suola. Uno di quei goal che a molti escono una volta della vita. Non di certo al capocannoniere della Bundesliga 2020/21 con sei goal all’attivo — e il fatto che non sia Robert Lewandowski è già di per sé sarebbe una notizia.

Nell’Hoffenheim disegnato dal neo-tecnico Sebastian Hoeneß, è la variabile impazzita insieme a Baumgartner, altro talento, con caratteristiche diverse, che come lui ha libertà di svariare alle spalle del riferimento rappresentato da Dabbur. Un ruolo che gli si addice meglio di ogni altro. Proprio come accadeva nella nazionale croata fino al Mondiale 2018, quando spalleggiava Mario Mandzukic al centro dell’attacco, oppure negli anni con Julian Nagelsmann, nei suoi vari tridenti mobili. Anni nei quali, tra un acciacco e l’altro, è sempre andato in doppia cifra abbondante. 18, 13, 22 (coppe comprese). Lo scorso anno 12, giocando un totale di 1500 minuti. Fate voi i calcoli. Aggiungendoci anche trenta assist dal gennaio 2016, ovvero il suo arrivo. Dopo che nel Leicester era considerato un flop, non quel marcatore implacabile che era stato in Croazia tra Rijeka, Locomotiva e Dinamo.

Una questione di caratteristiche, forse anche di posizione. Kramaric, in effetti, non è mai stato un vero ‘riferimento’ come forse si immaginavano in Inghilterra. Dal suo arrivo in Bundesliga ha sempre avuto vicino attaccanti più statici, uomini d’area che occupassero la zona centrale del campo. Il classe 1991 non è fatto per stare in area, ma per muoversi e sfruttare la sua straordinaria capacità di leggere il gioco. Sia con la palla al piede, che senza palla. Per questo una squadra della caratura dell’Hoffenheim, dove ha segnato 77 goal in 153 partite – sembra la sua isola felice, con tante responsabilità che è in grado di reggere. Lui sogna il grande salto e probabilmente prima o poi arriverà, ma intanto si gode il momento.

Degli ultimi 14 goal dell’Hoffenheim in tutte le competizioni, soltanto due non portano la firma di Kramaric. Per la precisione, i primi due contro il Bayern Monaco. Tutti gli altri sono stati solo ed esclusivamente suoi. Quelli del poker al Westfalenstadion, il tris al Colonia – compreso il goal vittoria al 90’ – la doppietta al Chemnitzer in Coppa. E quello, inutile ai fini del risultato finale, contro l’Eintracht. Non è riuscito a vincere da solo anche quello che alcuni considerano una specie di derby. Un incidente di percorso più che giustificabile per una squadra che in estate ha iniziato un nuovo percorso. E da chi, comunque, ha dimostrato ancora una volta di essere l’attaccante più caldo d’Europa.

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