Manuel Baum, l’uomo in missione alla guida dello Schalke 04

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La telenovela Schalke 04 si arricchisce di un’ulteriore puntata: Manuel Baum è stato nominato nuovo allenatore dopo l’esonero di David Wagner. L’allontanamento dello statunitense è sembrato inevitabile una volta arrivata la diciottesima partita consecutiva senza vittoria in Bundesliga, considerando la seconda parte della scorsa stagione e l’inizio di questa.

Baum è per certi versi una scelta di basso profilo: dopo i tre anni ad Augsburg, nell’ultima stagione ha ricoperto il ruolo di selezionatore per l’under-20 tedesca. Un tecnico giovane (classe 1979), che nella sua breve carriera ha mostrato uno stile di gioco in linea con la nuova scuola teutonica. I suoi dettami tattici si discosteranno poco da quelli del suo predecessore: pressing alto – almeno nelle intenzioni – recupero palla aggressivo e gioco di transizione per mettere in difficoltà la difesa avversaria. La DFB ha apprezzato il suo lavoro con i giovani, tema che potrebbe tornare d’attualità in uno Schalke a corto di risultati, idee, fiducia e risorse economiche.

Proprio il discorso delle difficoltà finanziare ha probabilmente impedito ai Knappen di puntare a profili diversi: su tutti, il nome che era ovviamente rimbalzato nelle ultime settimane è quello di Ralf Rangnick. Una scelta di cuore, per certi versi romantica, con l’ex-Red Bull pronto a riabbracciare il club col quale si è tolto le migliori soddisfazioni da allenatore, giudicata però troppo impegnativa per le casse del club. Club che, per la cronaca, nel peggiore dei casi dovrà continuare a pagare lo stipendio a Wagner fino al 2022.

Pur avendo ereditato una patata a dir poco bollente, Baum avrà dalla sua la possibilità di ritoccare leggermente la rosa in questi ultimi giorni di mercato. Difficile, per i motivi già citati, assistere a colpi ad effetto, ma sarà interessante capire se il nativo di Landshut ed il suo staff (tra cui spicca il volto, familiarissimo a Gelsenkirchen, di Naldo) riusciranno ad utilizzare le loro doti di scouting per portare nella Ruhr qualche giovane talento.

La “linea verde” sembra l’unica strada realmente percorribile che potrebbe portare lo Schalke fuori dal baratro, ridando un briciolo di linfa e fiducia ad una squadra che sembra smarrita e demotivata, ad un passo dal record di astinenza da vittorie della Bundesliga (attualmente 20 partite, con la firma dello storico Tasmania Berlin). La batteria di ragazzi promettenti già in rosa non è foltissima, ma potrebbe fruttare al neo-allenatore dei risultati da non sottovalutare: dai 2000 Kabak, Matondo e Kutucu al 2001 Can Bozdogan, fino ad arrivare a Boujellab (1999), Harit e Serdar (1997). Peraltro, Kabak dovrà saltare le prossime cinque partite dopo lo sputo ad Augustinsson nella sfida contro il Werder.

Nelle dichiarazioni che hanno accompagnato il suo annuncio, Manuel Baum ha parlato dello Schalke come “un club eccezionale, con un grandissimo potenziale ed un incredibile tradizione“. Una piccola gaffe, se si considera che due settimane fa, nelle sue previsioni per il campionato consegnate a Sky Sports, aveva posizionato lo Schalke al quindicesimo posto, appena oltre la zona salvezza.

L’ex-Augsburg ha aggiunto che “il nostro compito più urgente ora è ridare alla squadra la sensazione di lottare per un obiettivo comune, in allenamento e in partita. Sono convinto della qualità della squadra”.

Tutti gli altri, tifosi ed addetti ai lavori compresi, sembrano esserlo meno. Tocca a lui fare cambiare idea.

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