Supercoppa di Germania: la grande serata di Bibiana Steinhaus

bibiana Steinhaus

Nel giugno del 2007, Bibiana Steinhaus era ‘solo’ una poliziotta di Hannover che doveva garantire la sicurezza al G8 di Heiligendamm che, nel tempo libero, dirigeva partite di calcio sognando di arrivare tra i professionisti. Tredici anni e qualche mese dopo, sarà l’arbitro della sfida tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund, il primo Klassiker della sua carriera, nonché la sua prima finale. A 41 anni, l’unica donna che arbitra regolarmente le partite della Bundesliga vivrà la notte più importante della sua carriera, dirigendo la Supercoppa di Germania. E sarà anche l’ultima, perché Bibiana, dopo questa partita, smetterà di arbitrare: si dedicherà soltanto alla sala Var di Colonia. Aveva scelto di seguire le orme del papà, anche lui arbitro. Forse non avrebbe immaginato di poter arrivare così in alto.

Fino a pochi anni fa, vedere una donna arbitrare una partita così importante di calcio maschile sembrava utopia. Colpa di cliché e di un mondo che sembrava ancora elitario per gli uomini. Fino a quando Bibiana non ha rotto il tabù. Di lei hanno parlato in tutto il mondo, inevitabilmente. Già da prima del suo esordio in Bundes, avvenuto nel 2017, era un nome noto nell’ambiente: aveva arbitrato Champions League, olimpiadi, europei e mondiali femminili, finali comprese, vincendo anche il premio di miglior arbitro nel 2014. Il salto tra il calcio femminile e la Bundesliga ha cambiato la prospettiva. Anche se già da tempo era impegnata in Zweite e in Dritte.

La poliziotta della Bassa Sassonia aveva esordito il 10 settembre 2017 nella sfida tra Hertha Berlino e Werder Brema. I padroni di casa per l’occasione avevano offerto biglietti scontati alle donne, passati alla storia col nome di ‘Bibiana tickets’. Storia. Poi diventata normalità.

“Dopo la prima partita, l’attenzione mediatica è calata. Non importava più a nessuno. Mi ha mostrato che le persone accettano un buon arbitraggio, a prescindere che questo sia uomo o donna. Non importa la storia, la religione, la cultura. Se hai le qualità e la passione per fare il tuo lavoro, si aprono tutte le porte”.

Il suo nome, in realtà, era già noto. Per un ‘tocco al seno’ in una partita del 2010 tra Hertha e Alemannia Aachen in Zweite. Per delle chiacchierate con Uli Hoeneß mentre era a bordocampo. Nel 2014, ebbe un diverbio con Guardiola (all’epoca era il quarto uomo). O quando nel 2015 Kerem Demirbay le indirizzò commenti sessisti dopo un’espulsione – “non c’è posto per le donne nel calcio degli uomini” – prendendosi cinque giornate di squalifica. Oppure, perché pochi giorni prima del suo esordio, Ribéry le aveva slacciato una scarpa durante il match tra Chemnitzer e Bayern in DFB-Pokal. Presa con un sorriso. Ovviamente.

Non è mai stato tutto oro, anche nel rapporto coi tifosi. In alcuni casi dagli spalti sono piovuti insulti pesanti, che non l’hanno particolarmente toccata. Anzi, Bibiana Steinhaus ha tirato dritto. Difesa anche da Ilkai Gündogan, che con un tweet aveva zittito un po’ di detrattori: “Sono impauriti, pensano che una donna non sia brava quando gli uomini che loro stessi insultano ogni weekend”.  E ha sempre dimostrato di essere uno dei migliori arbitri di Germania. Meritandosi il riconoscimento di arbitrare una Supercoppa che sarà, inevitabilmente, il punto più alto, nonché l’ultimo, della sua straordinaria carriera arbitrale.

Rispondi