L’osservato speciale: Patrik Schick e la partita del destino

Patrik schick

Nel big match del secondo turno di Bundesliga si affronteranno Bayer Leverkusen e Lipsia, partita che metterà di fronte due squadre che presumibilmente saranno impegnate fino alla fine della stagione nella lotta per la qualificazione alla Champions League. L’osservato speciale sarà indubbiamente Patrik Schick, che ora difende i colori delle Aspirin, ma che l’anno scorso era protagonista in campionato con i Roten Bullen. Sarebbe potuto esserlo anche quest’anno, ma le cose sono andate diversamente da come previsto.

A luglio sembrava tutto apparecchiato per la permanenza di Schick al Lipsia: l’esperienza del ceco nella città sassone era stata tutto sommato positiva e aveva convinto staff e dirigenza a riscattare dalla Roma il giocatore e a puntare di lui anche per la stagione seguente. Al di là dei numeri, Schick con i Roten Bullen aveva trovato le condizioni tecnico-tattiche ideali, che gli avevano permesso di trovare la continuità giusta e di avere un buon rendimento, condizionato anche dall’ottimo rapporto con Nagelsmann e con la tifoseria. Insomma, il Lipsia sembrava davvero la squadra perfetta per l’attaccante

Dopo un lungo dialogo tra i due club, invece il riscatto non è arrivato: l’opzione d’acquisto del giocatore non è stata esercitata dal Lipsia, perché i 29 milioni pretesi dalla Roma sono stati ritenuti eccessivi, e la richiesta di un altro anno con la formula del prestito è stata declinata. Schick ha fatto così rientro alla base, e le voci di mercato su di lui si sono sprecate. Alla fine, sull’attaccante è piombato il Bayer Leverkusen (che aveva appena ceduto Kevin Volland), che in breve tempo ha chiuso l’affare con i capitolini: acquisto a titolo definitivo sulla base di circa 27 milioni di euro. La volontà del ceco di tornare in Bundesliga è stata determinante per il buon esito della trattativa.

“Nelle gare con il Lipsia ho visto con i miei occhi che grande squadra che ha il Bayer: gioca un calcio offensivo ed aggressivo, che corrisponde alla mia concezione calcistica. Il Bayer è un top club in Bundesliga e sono molto contento di poter continuare a giocare in Germania e in campo internazionale per questo club. Sono convinto della qualità nella squadra, molti giocatori di qualità giocano qui; molti giovani giocatori hanno fame e vogliono conseguire risultati sempre più importanti, penso che sia un buon modo per avere successo”.

Nel sistema di mister Peter Bosz, che nelle prime uscite stagionali delle Aspirin ha usato il 4-1-4-1 o il 4-2-3-1, Schick – che si alternerà con Lucas Alario – ricoprirà principalmente il ruolo di prima punta: una prima punta che sarà il punto di riferimento per la squadra e giocherà soprattutto nella zona centrale dell’attacco, oltre a dialogare costantemente e giocare di sponda con gli esterni o i centrocampisti, per poi girarsi e concludere a rete; un’altra possibilità da non escludere, soprattutto a partita in corso, è il tandem d’attacco, sempre in coppia con Alario, proprio come avveniva l’anno scorso con Werner, con l’argentino nel ruolo di centravanti “puro” e Schick a muoversi su tutto il fronte ed attaccare gli spazi lasciati liberi.

Messa da parte quel poco di amarezza rimasta per la mancata permanenza a Lipsia, Schick ha subito chiarito i suoi obiettivi per la nuova stagione:

“Il mio obiettivo principale è fare quello che posso, e farò del mio meglio. Cercherò di segnare molti gol e di aiutare la mia squadra a raggiungere i primi quattro posti, che valgono la Champions League”.

Il suo primo gol con i Werkself Schick l’ha già trovato, all’esordio, segnando la rete del definitivo 0-7 nel primo turno di DFB-Pokal, in cui la squadra ha ben figurato sul campo dell’Eintracht Norderstedt; ha poi giocato un’altra mezz’ora nella prima partita di Bundesliga, pareggiata 0-0 in casa del Wolfsburg, in cui ha avuto un paio di occasioni: in entrambi i casi, il ceco è partito dalla panchina ed è subentrato ad Alario, leggermente più pronto dal punto di vista della condizione e che conosce meglio i meccanismi della squadra.

E così, dopo solo due spezzoni di gara con il Leverkusen, per Patrik Schick arriva una partita molto importante. In Germania molti scherzano sul cognome del giocatore: “Schicksal” in tedesco significa destino; al di là di ogni paragone linguistico, per il ceco questo match è davvero la “Schicksal Fußballspiel”, la partita del destino, in cui sfiderà il suo passato – la squadra che ha creduto in lui dopo anni bui ma alla fine non lo ha trattenuto – giocando con il suo presente – la squadra che gli ha dato un’altra opportunità nel campionato dove tanto ha fatto bene lo scorso anno. Patrik Schick lo sa benissimo, sa benissimo quanto vale ed è pronto a sfruttare l’occasione per proseguire il suo buon avvio, ma anche per farsi subito rimpiangere: la sua nuova avventura in Bundesliga comincia ufficialmente da qui.

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