Javi Martinez, un vincente alla corte del Bayern

Javi Martinez Bayern

Il suo contratto scadrà il 30 giugno 2021, ma è possibile che Javi Martinez, centrocampista del Bayern Monaco, lasci i campioni di Germania con una stagione d’anticipo. Karl-Heinz Rummenigge, amministratore delegato dei bavaresi, ha ventilato l’ipotesi di una cessione dello spagnolo e diversi club sono alla finestra. Se il giocatore nato in Navarra dovesse andarsene, in Baviera si chiuderebbe un’era, durata otto anni. Iniziata con una stagione da triplete e terminata con un goal decisivo in Supercoppa Europea.

La scelta di Jupp – Nel 2012, all’indomani della cocente delusione per la finale di Champions League persa all’Allianz Arena con il Chelsea, l’allora allenatore del Bayern Jupp Heyckes indica alla dirigenza guidata dal ds Matthias Sammer il giocatore, che secondo lui, potrebbe far fare ai tedeschi il salto di qualità anche in Europa. Ha 24 anni, è reduce dalla vittoria con la Spagna agli Europei e dalla finale di Europa League persa dal “suo” Athletic Bilbao. Si chiama Javi Martinez e si dice che quando i dirigenti abbiano fatto il suo nome a Franz Beckenbauer lui abbia detto “Wer?” (“Chi?”). A differenza sua Heynckes lo conosce benissimo. L’ha osservato nei mesi precedenti nelle file dei baschi, allenati da Marcelo Bielsa. Per strapparlo alla concorrenza Jupp usa tutta la sua influenza, visto che ha allenato (e bene) l’Athletic a metà Anni Novanta e che Josu Urrutia, il presidente dei biancorossi è stato un suo giocatore. Alla fine l’affare si conclude per 40 milioni di euro, il trasferimento più costoso della storia della Bundesliga.

Javi+Basti=Triplete – Heynckes, a differenza di Bielsa che l’aveva utilizzato come difensore, schiera il neoacquisto, arrivato con l’ingombrante soprannome di “Kaiser di Ayegui”, in mezzo al campo, accanto a Bastian Schweinsteiger. La coppia diventa la migliore della Bundesliga e forse d’Europa. Nelle semifinali di Champions League contro il Barcellona dominano il centrocampo del Barcellona di Xavi e Iniesta. Una sintesi perfetta, tra capacità di costruzione, inserimento e copertura che porta al Bayern uno storico triplete, con Martinez che segna il suo primo gol tedesco contro l’Hannover, in rovesciata.

Versatile – Con l’arrivo in panchina di Pep Guardiola nell’estate nel 2013 il navarro torna a fare il difensore centrale, come a Bilbao. È bravo con i piedi, sa impostare, è forte fisicamente, non ha paura dei tackle, caratteristiche ideali per il gioco del tecnico catalano. In questa posizione, anche a causa degli infortuni dei colleghi di reparto, lo utilizza il tecnico spagnolo e il suo successore Carlo Ancelotti. I risultati sono ottimi, anche perché Martinez e il Bayern vincono tutto quello che c’è da vincere, con Javi, che nel 2013 segna pure la rete del pareggio nella finale di Supercoppa Europea con il Chelsea, poi decisa ai rigori. Tornerà a fare il centrocampista difensivo con Heynckes, nel ritorno di Jupp in panchina dopo l’esonero di Ancelotti, Nico Kovač e ultimamente Hansi Flick.

Gli infortuni – A limitare il rendimento e la continuità del giocatore nato in Navarra sono stati soprattutto i suoi guai fisici. Il più grave, la rottura del legamento crociato del ginocchio, rimediato nella Supercoppa di Germania 2014, che gli ha fatto perdere una stagione 2014-2015, oltre alla rottura della clavicola del 2017 e le lesioni muscolari che l’hanno accompagnato nelle ultime stagioni. Infortuni che hanno impedito a Martinez di essere protagonista, come a inizio carriera.

L’ultimo successo in Champions League lo ha vissuto in panchina, salvo poi diventare mattatore in spogliatoio a suon di tamburi. Gli ultimi mesi della sua esperienza bavarese li ha vissuti ancora una volta vincendo la Champions League, esattamente come la prima stagione, e poi segnando un goal decisivo in Supercoppa, proprio come nel 2013. Una stagione iniziata in lacrime sulle spalle di Flick a ottobre, dopo le troppe esclusioni di Kovac, e terminata alzando al cielo la coppa più importante.

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