Grifo e l’Italia: “Un grande torneo in azzurro sarebbe il punto più alto”

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Il 20 novembre 2018, alla Luminus Arena di Genk, Vincenzo Grifo ha realizzato il sogno di una vita, quello di giocare per l’Italia. Lo aveva fatto soltanto a livello giovanile, mai da professionista. Quel giorno, all’intervallo, fece il suo esordio assoluto con la maglia azzurra. Con la numero 10 sulla schiena. I primi 45 minuti e una maglia da conservare per sempre. Per il classe 1993 nato a Pforzheim, però, è stato solo l’inizio di un viaggio che ancora non ha conclusione. È entrato nel giro di Mancini e ha un obiettivo: Euro 2021. O il Mondiale 2022. O Euro 2024. Insomma, un grande torneo. Il desiderio, l’obiettivo, la chiusura di un cerchio iniziato da bambino al mercato, come lui stesso ha raccontato.

“Giocare per l’Italia in un grande torneo sarebbe il punto più alto della mia carriera. Tutti conoscono la mia storia e quanta passione ho per l’Italia. Compravo le maglie al mercato per cinque euro, ora ho la mia maglia a casa incorniciata con il numero 10. L’Italia per me è qualcosa di meraviglioso. Ho sempre sognato di giocarci e conoscere Bonucci, Chiellini, Insigne e tutti gli altri. Ce l’ho fatta, ho giocato con loro. Di certo non voglio fermarmi e voglio essere sicuro di continuare così. Spero di essere convocato più volte possibili per mettermi alla prova”.

Di certo l’ambiente azzurro non sta largo a Vincenzo Grifo, un italiano che gioca in Germania come lui stesso si è definito. Anche se, avendo doppio passaporto, può ‘scegliere’ da che punto di vista vederla. Di certo per i compagni in azzurro è una fonte di informazioni e curiosità, anche per i più esperti come Giorgio Chiellini.

“Posso scegliere da che parte stare, avendo doppio passaporto. Quando viaggio in Italia per giocare con la Nazionale, sono un italiano che gioca in Germania… I miei compagni sono molto divertenti. Spesso mi chiedono com’è la Bundesliga. A loro piacciono molto gli stadi tedeschi e sanno che in Bundesliga c’è sempre il tutto esaurito. Anche Chiellini una volta mi ha chiesto com’è la lega e come è organizzata. Apprezzano la qualità del campionato e lo seguono. Mi rende orgoglioso, specialmente perché ci ho giocato per diversi anni. Dimostra che ho scelto bene”.

Il 2020 è stato un anno difficile per tutta l’Italia, colpita dal Coronavirus: Grifo ha vissuto il dramma a distanza di kilometri, da casa sua nel Baden-Württemberg, stando vicino alla famiglia tramite telefonate o contatti Skype. Il massimo che si potesse fare in un momento così difficile.

“Da italiano, ho seguito da vicino la situazione nel mio paese. Ho ancora molti parenti che vivono in Italia. Qui in Germania siamo stati fortunati per come le cose si sono evolute. Avevamo il permesso di uscire di casa, era una situazione molto diversa. Abbiamo parlato con le nostre famiglie da qui, attraverso Skype o telefono. Abbiamo speso bene il tempo sotto quel punto di vista. Mi ha fatto molto riflettere, anche se il calcio mi mancava. È il nostro sport, la nostra passione, il nostro lavoro”.

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