I 5 colpi più importanti del mercato estivo della Bundesliga 2020

5 colpi importanti

Leroy Sané (45 milioni, dal Manchester City al Bayern)

Di origini senegalesi ma nato e cresciuto nella Ruhr, Leroy Sané è sempre stato considerato uno dei giovani più promettenti della Bundesliga, tanto da trasferirsi ad appena 20 anni al Manchester City, dove per tre stagioni ha dimostrato di valere tutti i 50 milioni spesi dai Citizens per portarlo in Inghilterra. Nell’estate del 2019, poi, il Bayern aveva cominciato a corteggiarlo, arrivando ad offrire 100 milioni di euro per riportarlo in Germania: nemmeno un anno dopo, questa cifra si è più che dimezzata, a causa del gravissimo infortunio che ha colpito l’ex Schalke il 4 agosto del 2019. Ora, però, dovrà riprendersi e prendersi il Bayern di Flick, che vorrà sicuramente puntare sulle sue straordinarie qualità, rendendolo un elemento imprescindibile del reparto offensivo bavarese.

I colpi di mercato della Bundesliga che vi siete persi

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La più attesa cessione riguardante la Bundesliga ha avuto finalmente la sua conclusione: Kai Havertz è un giocatore del Chelsea. Il gioiello del Bayer Leverkusen si trasferisce in Premier League per 80 milioni di euro più ulteriori 20 milioni in bonus che portano la cifra totale ai 100 milioni richiesti dalle Aspirine. Havertz saluta la Bundesliga dopo 118 partite, 36 reti all’attivo e svariati record infranti con la speranza di ripetersi in Inghilterra dove giocherà al fianco di Timo Werner.

Oltre ad Havertz, il Bayer Leverkusen saluta anche un altro importante protagonista degli ultimi quattro anni: Kevin Volland. L’attaccante tedesco saluta la Bundesliga con 77 gol e 62 assist per accasarsi al Monaco, alla corte di Niko Kovač, per una cifra attorno ai 15 milioni di euro.

Un’altra cessione, arrivata un po’ a sorpresa, è quella di Philipp Max. Il terzino sinistro dell’Augsburg ha salutato tutti destinazione Eredivisie, per la precisione al PSV Eindhoven. Sorprende soprattutto la cifra, solamente 10 milioni il costo di uno dei migliori esterni bassi delle ultime stagioni di Bundesliga.

Fuori un terzino dentro un altro, seppur dall’altro lato del campo. L’Augsburg ha infatti completato il trasferimento dal Lech Poznan di Robert Gumny per due milioni di euro. Il classe ’98 era stato inserito nella lista UEFA dei giovani calciatori da tenere d’occhio ed ora ha la possibilità di mettersi in mostra in una dei campionati top d’Europa.

In questa settimana si è mosso anche lo Schalke 04 che ha finalmente trovato la sua punta. Dall’Hertha Berlino arriva Vedad Ibisevic che nonostante i suoi 36 anni è ancora in grado di dire la sua in Bundesliga (sette gol lo scorso anno) e va a coprire una lacuna che i Knappen si portano avanti ormai da anni. Non è di certo la soluzione finale, ma una buona toppa assolutamente sì. Ibisevic ha peraltro annunciato di voler donare ad associazioni benefiche l’intero stipendio che percepirà dallo Schalke.

Dall’Olanda alla Germania passando dalla Russia. Guus Til approda in prestito biennale con diritto di riscatto al Friburgo dallo Spartak Mosca che lo aveva acquistato appena un anno fa dall’AZ Alkmaar per 18 milioni di euro. Trequartista in grado di giocare anche nel centrocampo a tre, Streich trova una valida opzione per il suo attacco su cui lavorare e progettare.

Doppio colpo per l’Arminia Bielefeld che firma a costo zero il difensore centrale ex Swansea Mike van der Hoorn e ottiene in prestito l’ala giapponese Ritsu Doan. Il difensore olandese garantisce esperienza ad alti livelli e anche la possibilità di impostare partendo dal basso, mentre l’esterno classe 1998 arriva dal PSV Eindhoven e su di lui ci sono molte aspettative per quanto fatto vedere in Olanda. Doan, mancino naturale, è dotato di una grande velocità e di ottimo tocco potrebbe davvero fare la differenza per gli Arminien.

Felix Kroos, fratello minore di Toni, scende di categoria dopo l’annata trascorsa in Bundesliga all’Union Berlin, dove per la verità ha trovato poco spazio, e lo fa andando a vestire la maglia dell’Eintracht Braunschweig.

Continua il tour europeo di Lasse Sobiech, calciatore di proprietà del Colonia, che dopo aver giocato gli ultimi mesi della scorsa stagione in Belgio in forza al Royal Excel Mouscron ora va in prestito allo Zurigo dove avrà modo di trovare la continuità voluta.

Dal rischio amputazione al ritiro: Julian Koch, l’ex promessa del Dortmund

julian koch

Provate ad immaginare di passare dall’esser considerato uno dei migliori talenti di tutta Germania al doversi ritirare a soli 29 anni con la maglia del Ferencváros, club ungherese famoso tra le altre cose per aver avuto tra le sue fila Flórián Albert pallone d’oro del 1967. Questa è quello che ha vissuto Julian Koch nell’arco di nove anni, dal 2011 ad oggi.

La sua storia comincia a Dortmund dove cresce giocando per tutte le squadre giovanili sino ad approdare in prima squadra dove ha debuttato nel 2010 a diciannove anni. L’avventura in giallonero dura il tempo di due presenze ufficiali e qualche bel ricordo da portarsi a casa. Da Klopp che ha creduto in lui promuovendolo in prima squadra al match giocato contro il Real Madrid dove ha marcato Cristiano Ronaldo: “Lo ricordo come se fosse ieriracconta a Goal Deutschland. Non ci credevo che la mia prima partita al Westfalenstadion sarebbe stata contro i Blancos. Nel prepartita ho chiamato tutti i miei amici per raccontarglielo. Del match in sé ricordo il boato del pubblico dopo aver vinto un contrasto aereo contro Cristiano“.

Nel 2011 in accordo con Klopp viene mandato in prestito al Duisburg allora in Zweite Liga per accumulare esperienza prima di tornare alla casa base. La stagione va alla grande, ma il 25 febbraio 2011 nel match contro il Rot-Weiss Oberhausen tutto inizia a crollare. In uno scontro con Dimitros Pappas al tredicesimo minuto, Koch si rompe i due legamenti crociati, il legamento collaterale ed il menisco. Un infortunio di cui Julian parla poco volentieri, solo ripensarci lo mette davanti ai fantasmi del passato. Con il greco non ci ha mai più parlato, ma non porta rancore verso di lui: “È solo sfortuna, il caso ha deciso che io non uscissi vincente da quel contrasto”.

Julian Koch
Julian Koch con la maglia del Mainz. Fonte: Getty/OneFootball

Il peggio però doveva ancora arrivare. Dopo il primo soccorso negli spogliatoi del Niederrhein, Julian Koch è tornato a casa in attesa di sottoporsi a risonanza magnetica nel successivo pomeriggio ma durante la serata ha iniziato ad avvertire un fortissimo dolore al ginocchio e suo padre, dopo aver consultato il medico sociale del Borussia Dortmund, ha la decisione di portarlo immediatamente al pronto soccorso. Mai decisione fu più azzeccata. Koch viene sottoposto immediatamente ad un’operazione d’urgenza ed al suo risveglio gli comunicano che per via delle fratture il sangue non stava più giungendo alla parte inferiore della gamba. Se fosse arrivato il pomeriggio seguente avrebbe subito l’amputazione dell’arto.

Una notizia del genere non è facile da ricevere e processare. Dopo quella operazione salvifica, Koch subì molti altri interventi per ricostruire il ginocchio sfiorando quasi la dipendenza da antidolorifici, come da lui dichiarato. La storia del giovane Julian sembra poter avere un lieto fine quando nel 2014 approda al Mainz e torna a giocare in Bundesliga sotto la guida di Thomas Tuchel – “il miglior allenatore mai avuto”, racconta sempre a Goal – ma l’avventura dura solo poche partite dopodiché inizia un altro giro di prestiti. St.Pauli e Fortuna Düsseldorf gli ridanno un posto da titolare in Zweite Liga e fino al gennaio 2017 resta in Germania. In quella finestra invernale arriva il trasferimento in Ungheria al Ferencváros a causa del poco spazio rimasto al Fortuna e da lì il ritiro.

Da grande promessa del Borussia Dortmund al ritiro a 29 anni. La carriera di Julian Koch è stata breve, anche troppo, ed ora sta cercando di rilanciarsi come allenatore. Attualmente guida la squadra Under 17 del Bochum e per tenere un contatto con il pallone gioca nella squadra del proprio paese in una lega amatoriale.