Il triste declino di Holger Badstuber

Holger Badstuber

Dodici volte campione tra Bundesliga, DFB-Pokal e Supercoppa di Germania, ma anche una Champions League, una Coppa del mondo per club e una Supercoppa Europea. Il palmarès di Holger Badstuber è quello del grande campione, del fuoriclasse che sembrava destinato a diventare quando, ormai quasi 10 anni fa, si prendeva la scena come uno dei migliori giovani difensori del mondo. Sembrava, appunto. Invece Badstuber a 31 anni è nella seconda squadra dello Stoccarda, militante nella Regionalliga, al culmine di una parabola discendente talmente sfortunata da non sembrare vera.

Se sta bene, gioca sempre”. Siamo nel dicembre 2010 e Louis Van Gaal – uno che va raramente per il sottile – parla così del 21enne Badstuber in conferenza stampa. Nella stagione precedente, su input del manager olandese, il difensore tedesco è diventato un perno del Bayern Monaco insieme ad un altro ragazzo preso dal settore giovanile – un certo Thomas Müller. In realtà non è una grande stagione per i bavaresi, che ad aprile cambiano l’allenatore e chiudono “soltanto” terzi in classifica. Poco male, perché a Van Gaal segue Jupp Heynckes che affianca Jerôme Boateng a Badstuber e ne fa la coppia centrale titolare del Bayern che perde la Champions League in finale dopo aver eliminato Real Madrid, Napoli e Manchester City. Ai Roten basterà una stagione per sollevare la Coppa dalle Grandi Orecchie, ma nel frattempo l’agonia di Badstuber è già iniziata.

Il primo di dicembre del 2012 il Bayern Monaco sta ospitando il Borussia Dortmund di Klopp in un big match attesissimo. Poco dopo la mezz’ora la partita è ancora bloccata sullo 0-0 quando Holger Badstuber, come abituale per un difensore del suo livello, interviene pulito sul pallone dopo un controllo sbagliato di Götze. Badstuber però si scontra con il compagno Javi Martinez e, in spaccata, mette male il ginocchio destro: capitan Schweinsteiger si avvicina al compagno rimasto a terra e immediatamente indica alla panchina che c’è bisogno di una sostituzione. La prognosi del giorno dopo è, parola di Heynckes, “tragica”: rottura del legamento crociato anteriore, stagione finita ed Euro 2012 saltato. Badstuber però non si perde d’animo e ritorna in campo col Bayern nella stagione successiva, non più da cardine della difesa ma da buon complemento, tanto da guadagnarsi un rinnovo di contratto fino al 2017. A maggio 2013 però il ginocchio destro cede di nuovo, e come per ogni ricaduta questa volta la faccenda è più grave. Badstuber salta tutta la stagione 2013/14 e pure il Mondiale vinto dalla Germania, con cui aveva collezionato 30 presenze tra il 2010 e il 2012.

Non vedo l’ora (di ritornare in campo) ovviamente. Partite come queste mi danno sempre più sicurezza, forza e resistenza”.

Badstuber, dopo il primo turno di DFB Pokal dell’estate 2014, sembra entusiasta della fiducia garantitagli da Pep Guardiola, che lo sceglie come titolare anche per le prime tre gare di campionato della stagione 2014/15. Il 13 settembre però un infortunio alla coscia lo ferma ancora per dei mesi. Il ritorno nella formazione titolare avviene solo a febbraio 2015: un mese più tardi Badstuber segna di testa in Champions League in un 7-0 allo Shakhtar Donetsk. È il suo primo gol in gare ufficiali dal 2009.

Dopo tutti questi infortuni però Badstuber ha perso lo smalto dei tempi migliori e, soprattutto, la fiducia di poter tornare a essere importante per il Bayern. A gennaio 2017 sceglie di trasferirsi in prestito allo Schalke, dopo aver collezionato solo 12 presenze nell’arco di un anno e mezzo. Nemmeno a Gelsenkirchen le cose vanno benissimo e il difensore tedesco finisce svincolato. La musica non cambia nemmeno nella tappa più recente del suo viaggio: a Stoccarda arrivano 37 presenze in due anni di Bundesliga, prima della retrocessione e della stagione 2019-20, in cui è finito addirittura ad essere una sorta di riserva di lusso in Zweite.

Ora sembra che Holger Badstuber si trasferirà in MLS, per andare a strappare l’ultimo grande contratto di una carriera caratterizzata da una sfortuna evidente, ovvia, clamorosa. Nell’arco di due anni Badstuber sembrava aver conquistato un mondo che poi gli è crollato addosso nel modo peggiore possibile. Magari in America troverà finalmente continuità nel fare ciò che lo appassiona più di ogni altra cosa. Ma chissà che non possa provare a mettersi in gioco di nuovo ai massimi livelli, con la resilienza che ha caratterizzato gli ultimi anni della sua vita.

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