Alphonso Davies, dalla scoperta della neve in Canada alla Champions

Alphonso Davies Champions

Il quarto di finale contro il Barcellona lo ha messo sulla bocca di tutti grazie alla grandissima prestazione offerta e ovviamente grazie a quell’highlight sul quinto gol del Bayern Monaco. La vittoria della Champions League, poi, lo ha consacrato. Primo canadese a vincere la Champions League. Da protagonista assoluto. Ma Alphonso Davies non è né nato, né sbocciato in agosto.

L’esterno, per come lo sta interpretando da un anno a questa parte, è certamente nato in Germania – del resto “se il Bayern Monaco ti chiama non dici di no” – ma Phonzie viene da lontano, molto lontano, come raccontato al The Player Tribune nella lettera pubblicata il trenta luglio. Da un campo rifugiati in Ghana al trasferimento ad Edmonton, Canada, il passo non è stato facile e nemmeno l’ambientamento in un paese totalmente differente rispetto a quello dove ha vissuto i suoi primi sei anni, a partire dal clima. Come racconta lui stesso, c’è un motivo se non nascono molti calciatori di talento nel Nord America ed uno di questi è certamente il meteo.

“Parliamoci chiaro. Ci sono molte ragioni per cui ci sono molti più calciatori provenienti da Rio de Janeiro che da Edmonton. Non è freddo, è come vivere in un freezer. A settembre inizia a nevicare e non puoi giocare a calcio per strada. La prima volta che ha nevicato sono rimasto shockato. Ricordo di essermi svegliato ed aver visto questa roba bianca che si appoggiava sul suolo pensando “cos’è questa?”. Mi sono alzato e sono uscito in pantaloncini e t-shirt per toccarla ed ho scoperto che era fredda”.

I legami, però, si creano in gran parte come nel resto del mondo, attraverso lo sport. Prima di iniziare a giocare a calcio, Alphonso Davies, si è cimentato in atletica, basket, pallavolo e ovviamente con l’hockey – sport nazionale canadese – con scarsi risultati ed un rapporto con il ghiaccio ed il freddo che continua a non sbocciare. La scintilla con il calcio nasce grazie a suo papà ed alle partite del Chelsea che guardavano ogni weekend. Il primo passo è stato entrare negli Edmonton Internationals, ma la svolta è stata passare agli Edmonton Strikers dove incontra Nick Househ – il suo agente – che allora era l’allenatore della squadra e papà del ragazzo che convinse Phonzie a seguirlo in quella avventura. Da lì in poi Davies ha iniziato la sua crescita e a quattordici anni si è trasferito, da solo, a Vancouver per far parte dei Whitecaps.

La società lo aiutò nell’ambientamento e nella sua crescita fino alla promozione in seconda squadra dove iniziarono i primi problemi. Phonzie non riusciva a replicare quanto fatto nelle giovanili ed i primi dubbi sul futuro iniziarono a farsi strada nella sua testa fino ad una frase sibillina rivoltagli da Pa-Modou Kah – giocatore della prima squadra – che gli si insinua nella testa: “Solo quelli con una forte mentalità ce la fanno”. Da lì le sue prestazioni migliorano a vista d’occhio fino alla promozione in prima squadra che ha portato ovviamente nuove difficoltà ma anche uno sblocco degno di nota.

“Quando a 15 anni ho iniziato ad allenarmi con la prima squadra ho provato a giocare come sempre, ma loro giocavano molto più velocemente di me. I dubbi si rifecero vivi e io ripensai nuovamente alla frase di Pa-Modou. Ho continuato ad allenarmi e ogni giorno che passava mi adattavo sempre più fino a quando, un giorno, ho dribblato grazie ad giochetto il capitano della squadra. I compagni erano tutti esterrefatti, ma lui era piuttosto arrabbiato. Tutti hanno amato quel momento, ma io pensavo solo “adesso mi uccide”. Inutile dire che per il resto dell’allenamento non l’ho mai più superato”. 

Poco dopo avvenne l’esordio in MLS, il secondo più giovane a farlo, ed un altro blocco risolto immediatamente con un dribbling alla prima palla toccata e da lì la sua carriera decollò fino all’offerta di dieci milioni di euro del Bayern Monaco ed alla partita sontuosa giocata contro il Barcellona nei quarti di finale di Champions League contro quello che è il suo idolo, Leo Messi. Adesso Alphonso Davies è uno dei migliori esterni al mondo. Ed è un simbolo per il Canada (lo segue anche Drake su Instagram). Ed campione d’Europa. Con buona pace della fidanzata Jordyn Huitema, anche lei canadese, unita a Phonzie dal calcio, che gioca nel PSG. Sicuramente lo perdonerà.

“Voglio che la mia storia ispiri le persone, dimostra che tutto è possibile se lo vuoi”.

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