PSG, un club “made in Bundesliga”

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Dopo anni di investimenti, altissime aspettative e scottanti delusioni, il PSG è riuscito ad arrivare in finale di Champions League. Dopotutto, vincere soltanto la Ligue 1 non può essere un risultato soddisfacente, se in rosa si hanno campioni del calibro di Neymar, Mbappé e Di Maria, tanto fondamentali quanto Tuchel che, alla sua seconda stagione con i parigini, è riuscito finalmente a rendere il PSG una vera squadra, e non un mero ammasso di talenti strapagati.

Quando è arrivato a Parigi, però, l’ex allenatore del Borussia Dortmund non pensava di creare una sorta colonia tedesca in terra francese. Dopotutto, al momento della firma sul contratto, c’era un solo giocatore tedesco al PSG, e quel giocatore era Draxler, considerato il presente e il futuro del club parigino e del calcio tedesco. Ironia della sorte, quell’unico tedesco ora è un vero e proprio separato in casa, che Leonardo vorrebbe vendere a tutti i costi. Tuttavia, nei due anni della gestione Tuchel, a Draxler si sono aggiunti molti calciatori formatisi in Bundesliga e alcuni di loro rappresentano delle vere e proprie colonne portanti della formazione transalpina, che deve questa finale a un eroe inaspettato, cresciuto e si è affermatosi proprio nel campionato tedesco.

Questo vero e proprio idolo, che in passato si è reso protagonista anche di errori al limite del surreale, è Choupo-Mouting, attaccante ex Mainz e Schalke arrivato a parametro zero nel 2018. Il suo ruolo sarebbe stato quello del vice-Cavani, e infatti l’attaccante camerunense, che pur possedendo la cittadinanza tedesca ha scelto di giocare per il Camerun, ha trovato pochissimo spazio nella formazione di Tuchel, che lo aveva già allenato al Mainz. Di lui si è sempre lodata la professionalità e, dal suo gol all’Atalanta, se ne loda anche la sua capacità di fare la differenza a partita in corso. Il suo contratto in scadenza, però, non verrà rinnovato e il suo addio sfoltirà quella colonia tedesca che anche lo stesso Draxler si prepara a lasciare, con il rimpianto di non aver dimostrato il suo reale valore. Ai tempi del Wolfsburg e dello Schalke, infatti, erano in tantissimi a volere quel gioiello del calcio tedesco, che invece ora deve sperare di trovare una squadra adatta alle sue qualità.

Destino diametralmente opposto quello di Bernat, che, dopo essere arrivato dal Bayern, dove si era affermato (pur essendo cresciuto in Spagna), e dopo aver superato nelle gerarchie Kurzawa nel corso della passata stagione, si è definitivamente affermato come il leader della corsia mancina parigina, dimostrando di essere un terzino tanto affidabile quanto talentuoso, capace di garantire una buona solidità difensiva e una grande spinta offensiva.

Dopo lo spagnolo, tuttavia, a Parigi è arrivato anche un altro giocatore della Bundesliga: Thilo Kehrer, difensore centrale, mediano e all’occorrenza terzino destro, comprato dallo Schalke per oltre 30 milioni di euro. Tanti, tantissimi soldi per un giocatore che di fatto è stata la seconda scelta di Tuchel. La prima scelta, infatti, era Jerome Boateng, di cui, però, non se ne fece nulla. Anzi: i club furono vicini alla rottura, visto che il Bayern disse che il PSG con l’ex direttore sportivo Antero Henrique “non si presentava bene”. Eppure, il classe 1996, soprattutto nella prima stagione, non ha assolutamente sfigurato, per poi non riuscire a ripetersi nel corso di questa stagione a causa di un grave infortunio al piede, che, nel corso della scorsa estate, ha convinto il PSG a “fare la spesa” ancora una volta nel campionato tedesco, questa volta nel “reparto” Borussia Dortmund, da dove è arrivato il giovane Abdou Diallo, considerato uno dei più promettenti centrali del calcio francese: forte fisicamente e atleticamente, il classe 1996 è un difensore dotato di un’eccellente tecnica, che gli permette di costruire il gioco con qualità e precisione. Purtroppo nel corso del girone di ritorno una serie di infortuni ne hanno limitato le prestazioni, tanto da permettergli di scendere in campo solo in quattro occasioni.

Una finale, quella contro il Bayern, in cui Tuchel (che è stato spesso accostato proprio ai bavaresi) e molti suoi giocatori affronteranno il loro passato. Perché, come abbiamo visto, il PSG è un club “Made in Bundesliga”. Bundesliga, che, però, nessuno di loro è riuscito a vincere. Escluso, ovviamente, Bernat, che di Meisterschale ne ha vinti ben 4, con la maglia del Bayern, a cui ora cercherà di soffiare quella Champions League che non ha mai vinto in terra bavarese.

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