Il Bayern Monaco e i francesi: una storia vincente

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Nelle ultime due Champions League vinte dal Bayern Monaco c’è sempre stata una componente francese più o meno forte in squadra. Nella finale della stagione 2000/01 i francesi in campo erano Willi Sagnol e Bixente Lizarazu – quest’ultimo autore anche del penultimo calcio di rigore della serie -, mentre nello scontro tra tedesche del 2013 a Wembley c’era, ovviamente, Franck Ribéry. Anche nella squadra che domani sera proverà a vincere la sesta UEFA Champions League nella storia del Bayern c’è una discreta presenza di francesi in ogni reparto della squadra.

Partendo dalla difesa troviamo già due tasselli importanti in maniera differente per il Bayern Monaco. Uno è Lucas Hernandez, l’acquisto più costoso nella storia del club, che nonostante qualche infortunio di troppo è riuscito a raccogliere venticinque presenze nel suo primo anno in Germania. Una parte decisamente più importante nello scacchiere di Hansi Flick la ha però Benjamin Pavard, ormai a tutti gli effetti l’esterno basso titolare per la corsia di destra. Come Lucas, anche Pavard è al primo anno di Bayern, ma il suo contributo è stato infinitamente superiore. Dopo essersi tolto di dosso un po’ di timore, l’ex difensore dello Stoccarda ha messo in fila ottime prestazione  che hanno permesso di spostare Kimmich a centrocampo. Il classe ’96 poi è riuscito ad incidere anche in attacco con sette assist e quattro reti stagionali, un rendimento offensivo simile al suo connazionale che gioca qualche metro più avanti a lui.

 

Se Pavard è un punto fermo del Bayern, Corentin Tolisso non è ancora riuscito a diventarlo, ma il suo apporto resta comunque decisivo, soprattutto in Champions League. Nella massima competizione continentale il centrocampista francese ha giocato 335 minuti distribuiti su nove partite trovando tre gol e tre assist. In pratica l’ex Lione prende parte ad un gol ogni cinquantacinque minuti ed il suo apporto è stato fondamentale per la vittoria della fase a gironi. Una menzione la merita anche Mickaël Cuisance. Il centrocampista classe ’99 ha scelto il Bayern a sorpresa nella scorsa estate e sta crescendo all’ombra del connazionale Tolisso, di Goretzka, Kimmich e Javi Martinez seguendo passo passo la prima squadra, anche nella Final Eight di Lisbona.

Un punto fermo lo è anche Kingsley Coman. L’esterno d’attacco è l’uomo più esperto di questo particolare lotto essendo approdato in Germania ormai da cinque stagioni. L’ex giocatore della Juventus è di fatto la prima opzione offensiva in uscita dalla panchina, più che altro a causa degli infortuni che lo tormentano ormai da anni, non certo per mancanza di qualità. Quando Flick deve dare il cambio ad Ivan Perisic lui è sempre il primo ad alzarsi dalla panchina. Con la sua velocità Coman è forse l’arma più importante sulla panchina del Bayern assieme a Coutinho ed in una finale come quella di domani, che potrebbe arrivare ai supplementari, averlo fresco in quei trenta minuti di gioco addizionali potrebbe fare tutta la differenza del mondo.

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