Choupo-Moting, dai gol salvezza a Mainz a eroe per caso a Parigi

choupo moting

Una delle rivelazioni dei quarti di finale di Champions è stata senza dubbio Eric Choupo-Moting del Paris Saint-Germain. Dopo l’ingresso decisivo nel finale contro l’Atalanta gli elogi in Francia si sono sprecati. ‘L’Equipe’ ha titolato “Chapeau Moting” e l’allenatore Thomas Tuchel (il suo nome tornerà parecchie volte in questo articolo) ha dichiarato:

Avevo fiducia in lui, era il suo momento. So che è un buon giocatore, che può entrare e fare la differenza”.

In realtà il contratto tecnicamente sarebbe già scaduto a giugno, ma il PSG ha rinnovato per due mesi giusto per far numero nella lista Champions, visto l’addio di Cavani. Questo è un po’ il leitmotiv della carriera di Choupo-Moting. Classe 1989, camerunense nato ad Amburgo, cresce proprio con gli anseatici, esordisce diciottenne in Bundesliga ed è protagonista con le nazionali giovanili tedesche (poi sceglierà il Camerun). Nella stagione 2009/10 viene mandato in prestito al Norimberga, dove contribuisce alla salvezza con un gol nel Relegationspiel contro l’Augsburg, al termine di una buona annata a livello personale. Torna ad Amburgo e dopo una stagione con più ombre che luci i Rothosen lo scaricano, lasciandolo andare a parametro zero.

È il Mainz a dargli una possibilità e Choupo-Moting la coglie alla grande. L’allenatore Tuchel non gli fa saltare una partita il primo anno, chiuso con 10 gol e 4 assist. Sono 32 le presenze il terzo anno, anche questo chiuso in doppia cifra. La stagione storta è la seconda, 2012/2013, a causa di un persistente problema al menisco. L’esperienza nel Palatinato resta comunque decisamente buona: i suoi gol salvano il Mainz e i tifosi lo adorano. L’addio di Tuchel e la voglia di provare a fare il passo successivo lo portano però allo Schalke.

A Gelsenkirchen vive tre anni tutto sommato positivi. Certo a livello realizzativo non arriva mai in doppia cifra, ma gioca con regolarità sia in Bundesliga che nelle coppe, Europa League in primis. Al termine della terza stagione rivive però la strana situazione già provata ad Amburgo: scaricato senza grossi demeriti.

Dopo un anno in Premier con lo Stoke City, chiuso con la retrocessione, arriva a sorpresa la chiamata del suo mentore, l’allenatore con il quale ha reso di più. La curiosità è che quel mister è Thomas Tuchel e allena uno squadrone come il PSG. A Parigi i media faticano a capire questa scelta: un attaccante di ventinove anni, appena retrocesso, che al massimo ha segnato 10 reti in una stagione, come può essere utile al Paris Saint-Germain? Peraltro nonostante l’impegno ciò che viene ricordato di più della sua prima stagione è l’incredibile errore sulla linea contro lo Strasburgo, quando con un intervento goffo “salva” un gol del compagno Nkunku.

Tuchel però non molla, anche perché Choupo-Moting continua a lavorare in allenamento e a ricoprire senza fiatare il ruolo da comprimario alle spalle di grandi campioni. Gli undici minuti (più il decisivo recupero) e il gol contro l’Atalanta sono una piccola grande rivincita per il camerunense – peraltro, il rapporto con la nazionale non è facile, sia istituzionalmente che per il ruolo e il rendimento – anche perché al termine i compagni dimostrano tutta la loro stima. Sia con i gesti, come quello di Neymar che gli consegna il premio di “man of the match” appena ricevuto, sia a parole. Emblematica la dichiarazione del veterano Ander Herrera:

Choupo ha giocato dieci minuti incredibili. Voglio davvero parlare di lui. Il suo contratto sta scadendo, ma è qui, pronto ad aiutare, si allena sempre come se fosse l’ultimo allenamento della sua vita”.

Tuchel con il PSG vuole continuare a sognare la Champions (martedì incontrerà il Lipsia in semifinale), consapevole che in caso di bisogno potrà contare su Choupo-Moting, il fedelissimo che ha cresciuto a Mainz e su cui ha scommesso contro tutti a Parigi.

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