Lipsia, il trionfo della progettazione

Lipsia champions

La vittoria del Lipsia sull’Atletico Madrid è già diventata Storia, con la S maiuscola: Storia per il giovane club tedesco, che per la prima volta nella sua brevissima storia giocherà una semifinale di Champions League. Storia per il calcio tedesco, che ha visto “crescere” questa nuova potenza del calcio europeo. Storia per Nagelsmann e per i suoi ragazzi, che ora si giocheranno la possibilità di accedere ad una finale dove, a distanza di 7 anni, potrebbe giocarsi un altro derby tutto tedesco.

Eppure, il merito di questa vittoria appartiene anche a qualcun altro, che, come un padre, ha preso per mano questo Lipsia, portandolo dove è ora. Questo qualcun altro è Ralph Rangnick. L’ex allenatore e direttore sportivo della squadra tedesca, infatti, è il vero artefice di questo miracolo calcistico, benché non ricopra più alcuna incarico nei Roten Bullen. Il miracolo del Lipsia di Rangnick, però, non è frutto di un uomo che ha avuto la “fortuna” di scovare decine e decine di talenti in giro per il mondo, come non è frutto del puro caso, di una favola tutta da scrivere e poi da rileggere. Questo Lipsia, infatti, è il trionfo di una progettazione studiata in ogni singolo dettaglio, dal talent scouting alle strutture della squadra agli investimenti in giocatori già formati e pronti: la fortuna, ovviamente, è stata un fattore importante, ma non determinante, non quanto l’attenzione maniacale che Rangnick ha dedicato al club tedesco.

 

A partire dal 2012, l’anno del suo ingaggio come direttore sportivo di Salisburgo e Lipsia, il Professore ha cercato di costruire il futuro di entrambi i club, concentrandosi principalmente sulle sviluppo del settore giovanile della squadra tedesca. I giovani, infatti, hanno sempre rappresentato una risorsa dal valore inestimabile per Rangnick, che nel 2015 aveva posto Beierlorzer alla guida della formazione U17. Il risultato? La vittoria della Bundesliga U17 Nord/Nordost. L’anno successivo Rangnick decise di sedersi sulla panchina del Lipsia per portarlo in Bundesliga, prima di lasciare la guida ad un altro Ralph, Hasenhüttl, che continuò l’opera del suo predecessore, cercando di imporre un gioco estremamente moderno e dinamico, posto sempre sotto il vigile occhio del Professore, che nella scorsa stagione ha deciso di ritornare in panchina, riportando il Lipsia in Champions, prima di assumere l’incarico di head of sport and development soccer del gruppo Red Bull.

Lo stesso Julian Nagelsmann è stato scelto da Rangnick in persona, che ha deciso di affidare a lui un club in rampa di lancio, come era stato l’Hoffenheim, la prima squadra allenata dal più giovane allenatore della Bundesliga. E i risultati ottenuti fino ad ora non possono che dare ragione al Professore: Nagelsmann, infatti, ha ulteriormente rafforzato la squadra, mantenendola piacevole da vedere e, contemporaneamente, rendendolo terribilmente solida (con 37 gol subiti è stata la seconda difesa meno battuta del campionato tedesco). Tanto solida da battere prima il Tottenham e poi l’Atletico Madrid, allenate da due colonne portanti del catenaccio internazionale. Tutto questo subendo un solo gol in tre partite.

 

Per comprendere, tuttavia, meglio l’eccezionale lavoro di Rangnick bisogna anche considerare questo: Poulsen, Klostermann, Sabitzer, Gulacsi e Halstenberg nel 2016, erano i protagonisti della squadra, ovviamente allenata dal Professore, che quell’anno aveva raggiunto la prima storica promozione in Bundesliga. Questi stessi cinque sono scesi in campo da titolari nell’ultima partita contro l’Atletico Madrid, dimostrando di poter essere decisivi a questi livelli. Eppure Poulsen era arrivato in Germania da sconosciuto, quando il Lipsia era ancora in Dritte Liga, e da quel momento si è affermato come uno degli attaccanti più duttili del campionato tedesco, arrivando a segnare 15 gol nella passata stagione di Bundesliga.

Klostermann, invece, ci era cresciuto in Germania e al Lipsia si è affermato come un eccellente terzino destro. Sabitzer, comprato per appena 2 milioni e “parcheggiato” al Salisburgo, società “sorella” del Lipsia, è diventato uno dei centrocampisti più ambiti d’Europa, capace di realizzare 43 gol e 35 assist in 187 partite, abbinando qualità, quantità e personalità. In quello stesso anno erano arrivati anche Gulacsi e Halstenberg, che, nonostante le aspettative non fossero alte, si sono rivelati fondamentali per una squadra che, essendo giovanissima, sente di poter contare sulla loro esperienza.

Il Lipsia, ora, dovrà affrontare il PSG. Una squadra più temibile rispetto alle sue precedenti avversarie, una squadra che è la favorita in questa sfida che sicuramente regalerà spettacolo e buon calcio. E bisogna ripetere: non è fortuna e non è nemmeno una favola. Il Lipsia è semplicemente il trionfo della progettazione.

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