Barcellona-Bayern 2-8: i record di una partita leggendaria

barcellona-bayern 2-8

Sulla carta doveva essere il quarto di finale di Champions League più equilibrato, più spettacolare, più bello. Per gli ultimi due ci siamo, per il primo, invece, proprio no. Basta il punteggio: Barcellona-Bayern Monaco 2-8. Solo a leggerlo vengono i brividi. Talmente impensabile che Kimmich lo ha definito un sogno pazzesco. Müller lo ha messo anche sopra il Mineirazo, l’iconico 1-7 di Brasile 2014. 90 minuti, con poco recupero, di pura follia collettiva. Inimmaginabile per tutti, anche per lo stesso Bayern. Che, nella serata del Da Luz, ha fatto registrare una serie di record impressionante. L’ennesima, per la verità.

Con la vittoria nel quarto di finale di Champions League, la squadra di Flick ha centrato la vittoria numero 19 in fila in tutte le competizioni. L’ultima non vittoria è lo 0-0 contro il Lipsia del 9 febbraio, che è anche l’unica partita che il Bayern nel 2020 non è riuscito a vincere. Ovviamente, anche l’unica nella quale non è riuscito a segnare. Da lì in poi, vittorie su vittorie. Dalla ripresa del calcio, non ha mai conosciuto altri risultati.

Sempre continuando su quest’onda: la stagione del Bayern è durata finora 50 partite, anche se tutti sperano diventino 52, e in totale la squadra prima di Kovac e poi di Flick ha prodotto la bellezza di 155 goal totali. 39 dei quali nelle nove partite di Champions League fin qui disputate. Oltre tre di media a partita in assoluto, oltre quattro di media a partita nella competizione europea. Ovviamente, nessuno è mai riuscito a fare meglio. Anche perché per tre volte il Bayern ha ottenuto un punteggio tennistico o maggiore: 0-6 contro la Stella Rossa, 2-7 contro il Tottenham, 2-8 contro il Barcellona.

Il grande protagonista? Ovviamente Robert Lewandowski. Che è arrivato a 54 reti totali in stagione e ieri ha realizzato soltanto il sesto goal. In compenso l’assist per il goal dello 0-1 di Müller gli ha permesso di diventare il miglior assistman nella competizione (5, pari con Mbappé e Ziyech), oltre ad essere già miglior marcatore a quota 14, -3 dal record assoluto di Ronaldo del 2014, che però ha giocato tre partite in più (ritorno nei quarti e in semifinale, più la finale). Peraltro lo stesso polacco ha segnato in ogni singola gara fin qui disputata, rimanendo in panchina contro il Tottenham.

Il premio di migliore in campo nella sfida con il Barcellona – ah, sì: la nona vittoria in nove partite di questa Champions per il Bayern – se lo è invece preso Thomas Müller, uno che contro il Barcellona ha uno score di sei goal segnati in cinque partite. Ha festeggiato con due goal e due assist il traguardo delle 113 presenze in Champions League: miglior tedesco di sempre, meglio anche del suo ex compagno e capitano Philipp Lahm.

Müller ha segnato due dei primi quattro goal del Bayern, arrivati nei primi 31 minuti del match. Un altro record: mai nessuna squadra aveva segnato quattro goal in così poco tempo in un quarto di finale di Champions. E nessuno aveva mai segnato otto goal in una partita della fase a eliminazione diretta della Champions League. Lo scarto più ampio in un quarto di finale tra andata e ritorno era di Real Madrid-APOEL del 2012. Totale? 8-2. Quello che il Bayern ha eguagliato in metà del tempo.

Comunque, i bavaresi alle goleade ci sono abituati: è già la quinta volta negli ultimi 10 anni che segnano 8 o più goal. Anche se in precedenza era sempre successo contro squadre di Amburgo: il St. Pauli nel 2011, poi l’HSV per tre volte. Nessuno, neanche il più ottimista dei tifosi, immaginava che la quinta volta sarebbe stata contro il Barcellona, che non prendeva 6 goal in Europa dal 1962 e così tanti in assoluto non li prendeva dal 1940.

Numeri che rimarranno scolpiti nella storia, riassunti dentro una formula che in Baviera conoscono già a memoria e si tramanderanno di generazione in generazione, come una leggenda: Barcellona-Bayern Monaco 2-8. Il “sogno pazzesco” di Kimmich e di ogni tifoso che si identifica nel Mia san Mia.

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