Tutti pazzi per Dayot Upamecano

dayot upamecano

Fresca di una coppa del mondo conquistata grazie all’esplosione della generazione d’oro, la Francia sembra essere già pronta a sfornare una nuova ondata di talenti. Un esempio calzante è quello di Dayot Upamecano, assente dal trionfo di Mosca ma forte candidato ad un ruolo da protagonista nel futuro prossimo della nazionale d’oltralpe.

Nato ad Evreux nel 1998 da una famiglia di origine guineiana, Upamecano è cresciuto nel vivaio del Valencienne, scalando le gerarchie dei campionati europei parallelamente a quelle delle nazionali giovanili. Nell’estate 2015 passa al Red Bull Salisburgo: dopo un anno e mezzo di apprendistato in Austria arriva la chiamata del quartier generale delle controllate dal toro rosso, il Lipsia.

Da quel momento sono passati tre anni, ed ad oggi il suo nome è sui taccuini degli scout di mezza Europa. La sua crescita con il Lipsia è stata notevole, e l’esplosione definitiva sotto la guida di Nagelsmann lo ha reso appetibile per tutte le grandi squadre del panorama europeo. Il tecnico ex-Hoffenheim è riuscito ad esaltarne i pregi e nasconderne i difetti, affiancandolo a Konaté, Klostermann o (soprattutto dopo l’arrivo di Angeliño) Halstenberg nella sua difesa a tre. Gli altri hanno ruotato, lui – fatta eccezione per le prime partite della stagione, in cui era infortunato – non è mai uscito dal campo, al netto degli infortuni. Un paio di stagioni ad alto livello sono bastate per far fare al difensore francese enormi passi avanti in diversi aspetti del gioco.

Dayot Upamecano è assimilabile al prototipo di difensore moderno: fisicità importante, rapidità nello spazio ed ottima tecnica individuale col pallone tra i piedi. Per un attaccante è davvero difficile affrontarlo, dovendosi destreggiare contro un carro armato di quasi un metro e novanta.

Nonostante i grandi margini di miglioramento, il francese è già un giocatore completo: tiene bene l’uno contro uno, anche con spazio alle sue spalle, sfrutta il fisico in maniera scaltra contro avversari più rapidi di lui. Soprattutto ama essere aggressivo, anticipare l’attaccante ed uscire dalla trequarti palla al piede per lanciare la transizione. Come evidenziato da Squawka, nessun difensore centrale nel bacino dei top-5 campionati europei e della Champions League ha completato così tanti dribbling: 34, più di uno a partita, con una percentuale di realizzazione dell’80%. La buona elevazione e l’ottima scelta di tempo lo rendono un grande colpitore di testa e spesso, in effetti, sembra quasi che gli attaccanti siano costretti a difendersi da Upamecano e non viceversa.

Questa personalità e questa sfrontatezza comportano però un prezzo da pagare. Per diventare un top del ruolo, infatti, l’ex-Salisburgo dovrebbe riuscire a sostenere il suo stile di gioco con una solidità tattica e mentale che ancora gli mancano. Durante i novanta minuti è difficile non coglierlo distratto almeno una volta, nonostante spesso riesca a tappare le falle grazie alle sue grandi qualità fisiche. Giocare con due compagni di reparto vicini per certi versi lo aiuta: in una difesa a quattro i guai potrebbero amplificarsi. Le marcature non sono sempre impeccabili, specialmente sui calci piazzati, ma il margine per lavorare c’è e non è impensabile vederlo sempre più centrato col passare delle stagioni. Di fatti, le prossime tre o quattro annate saranno decisive per capire che giocatore diventerà: non sarebbe la prima promessa drammaticamente svanita una volta abbandonato il nido tedesco (Nuri Sahin anyone?).

Categoria: avversari che si schiantano contro Upamecano e finiscono col sedere per terra cercando di togliergli il pallone.

Il Lipsia ha brillato in questo 2019/20, almeno sino alla dolorosa sospensione di tutte le attività sportive a causa dell’emergenza sanitaria. Questo buco di calendario inaspettato ha scatenato ovviamente la fantasia degli esperti -o presunti tali- di calciomercato: dall’Inghilterra all’Italia, alla Germania stessa, cifre e nomi si rincorrono senza soluzione di continuità. Su di lui ci sarebbero l’Arsenal, il Chelsea di Lampard, ma anche l’onnipresente United, il futuro -possibile- Milan di Rangnick ed i giganti come Real Madrid e Bayern Monaco. Nonostante la sensazione che il suo tempo a Lipsia sia agli sgoccioli, i tifosi possono ancora sperare.

Secondo Sky Deutschland la Red Bull avrebbe messo sulla sua scrivania una proposta di contratto contenente una clausola che gli permetterebbe di liberarsi a cifre ragionevoli nell’estate 2021. Il giocatore sembrerebbe gradire l’idea di rimanere un’altra stagione, e non è difficile condividere il pensiero: il sistema dei RotenBullen è rodato e ad allenarlo c’è un enfant prodige della panchina come Nagelsmann. Chissà che Dayot Upamecano non possa salutare la RedBull Arena con un trofeo in mano.

 

Aggiornamento del 31 luglio: Upamecano ha rinnovato col Lipsia fino al 2023.

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