Max Kruse è tornato: dalla Turchia alla sfida salvezza con l’Union Berlino

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Il biglietto di sola andata per la Turchia, direzione Fenerbahçe, aveva reso orfana la Bundesliga che, non più di un anno fa, perdeva Max Kruse, attirato da una nuova sfida e – soprattutto – da un contratto che a 31 anni di certo non capita più.
La Süper Lig lo ha accolto e lui ha ripagato con 20 partite, sette gol e altrettanti assist, mentre il Werder Brema annaspava nei bassifondi e si salvava solo grazie allo spareggio vinto contro l’Heidenheim. Proprio quel Werder, la squadra che l’ha lanciato tra i grandi e nella quale, dal 2016 al 2019, è diventato leader indossando la fascia da capitano. Ma poteva chiudersi così la storia tra l’attaccante e il calcio tedesco? Assolutamente no e infatti, a sorpresa, Max Kruse ha rescisso il contratto con il Fenerbahçe, motivandolo per il mancato pagamento dello stipendio (e dalla Turchia fanno sapere che intenderanno intraprendere un’azione giuridica) e ha accettato l’intrigante avventura con la maglia dell’Union Berlino. Ovviamente nel suo stile.

Giovedì 6 agosto, al suo arrivo ufficiale, si è presentato allo Stadion An der Alten Försterei in sella a una eROCKIT, una moto elettrica, infervorando gli animi degli Unioner che mai avevano accolto a Köpenick un giocatore della sua caratura e spezzando, al contrario, i sogni dei suoi ex tifosi che immaginavano un ritorno al Weserstadion. Con tanto di stoccata da parte di Frank Baumann, direttore sportivo del Werder, che nella scelta di Kruse non ci vede solo una ragione sportiva, ma anche l’effervescente vita notturna della capitale berlinese.

Max Kruse ha scelto l’Union Berlino perché elettrizzato da un club che lui stesso ha definito “cool” ma anche perché galvanizzato da un ambiente e da una squadra che accetteranno di ruotare attorno a lui senza mettere troppo in discussione la sua titolarità: la stessa presentazione, un giorno prima che fosse svelata la nuova maglia griffata Adidas, è stata un colpo in termini di merchandising con il suo nome e il numero 10 già svelati in anticipo. Un altro dato? Su Instagram, l’attaccante ha 400mila followers, il club di Berlino Est, invece, solamente 109mila. Inevitabilmente, a questo giro, non è stata una scelta economica, ma il sentirsi responsabilizzato, a 32 anni, nel caricarsi sulle spalle un squadra che lotterà per la salvezza.

Tatticamente, poi, sarà molto interessante il suo contributo alla manovra offensiva per la sua visione di gioco e la propensione anche a mandare in rete i suoi compagni di reparto: se Urs Fischer, l’allenatore dell’Union Berlin, dovesse propendere ancora per gli esterni larghi o leggermente più accentrati (moduli entrambi provati l’anno passato), Bülter, Ingvartsen o il giapponese Endo ben si inserirebbero nelle trame con l’ex nazionale tedesco perno d’attacco. E se Andersson dovesse rimanere, possiamo anche immaginare l’utilizzo delle due punte.

Il contatore fermo a 250 presenze, 74 gol e 68 assist in Bundesliga, può riprendere da dove si era fermato. In otto stagioni, tra Friburgo, Borussia Mönchengladbach, Wolfsburg e Werder Bremen, ha dimostrato di essere un eccellente punta, fuori dall’ordinario, per colpi di genio e duttilità tattica. Funambolico in area o libero di far esplodere il suo tiro da fuori area, segna, e quando decide di farlo, esagera come la tripletta contro l’Hannover nella stagione 2017(18, o la striscia di sei gol e tre assist in quattro partite nel marzo 2019 che, ovviamente, gli è valso il titolo di giocatore del mese. O come il poker piazzato nella vittoria del Werder contro l’Ingoldstadt per 4-2 nel 2017.

Ecco, appunto, il poker, quello che gli riesce meglio quando passa dal campo verde di calcio al tavolo verde: nel giugno 2014 si è piazzato terzo su 241 giocatori nelle World Series di Las Vegas. A ognuno il suo passatempo , così come ha detto Urs Fischer.

“Io mi rilasso andando a pesca, lui giocando a poker”.

E chissà magari la sua “pokerface” gli torna utile quando si presenza sul dischetto di rigore: nella sua carriera non ha mai sbagliato dagli 11 metri. In 24 occasioni ha sempre segnato, 14 volte in Bundesliga. Meglio di lui, attualmente, hanno fatto solo Lewandowski e l’ex portiere Hans-Jörg Butt, specialisti con 17 rigori consecutivi. Ecco, un’ulteriore sfida per Max.

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