Uli Hoeneß contro il Dortmund (e viceversa)

hoeness dortmund

Ormai da tre settimane il calcio tedesco non offre partite ufficiali, escludendo gli impegni europei. Così Uli Hoeneß, uno che raramente è banale, ha deciso di giocarne una fuori dal campo, a distanza, contro il Borussia Dortmund. L’ex presidente del Bayern Monaco ha rilasciato un’intervista alla Frankfurt Allgemeine Zeitung attaccando i rivali, le loro strategie di mercato e il (presunto) poco senso di appartenenza dei giocatori nei confronti del club.

“Quando il Borussia Dortmund compra un giocatore molto talentuoso e questo gioca bene, nel giro di pochi mesi è lo stesso club a dire che il giocatore è in vendita. Come fa un giocatore ad assorbire il DNA del club al 100% se si sente perennemente un giocatore in vendita? Al Bayern Monaco non prendiamo mai giocatori per fare affari. I giocatori si sentono parte del Bayern per sempre. Lewandowski due anni fa mi chiedeva di parlare col suo agente per il rinnovo”.

Non pago, Hoeneß ha sottolineato le differenze economiche tra il Bayern e il Dortmund.

“Non si avvicinano a noi nemmeno in termini di sponsorizzazioni, anche se ultimamente hanno colmato un po’ il gap finanziario”.

Poi una dichiarazione relativamente sorprendente riguardo Jadon Sancho: nel 2017, quando è stato acquistato al Borussia, sarebbe stato ad un passo dal Bayern. Come già ‘Sport Bild’ al tempo aveva supposto.

“Con Sancho nel 2017 eravamo d’accordo su tutto, poi all’ultimo momento ha deciso di andare al Borussia Dortmund”.

In casa Dortmund, ovviamente, non sono stati a guardare e hanno risposto per le rime. Su tutti Roman Weidenfeller. L’ex portiere alla Bild ha pizzicato i rivali dopo avergli soffiato il super talento Jude Bellingham, sul quale c’era l’interesse di entrambi i club.

“Sembra esserci della frustrazione, probabilmente perché Jude Bellingham ha deciso di rifiutare il Bayern Monaco e scegliere il Borussia Dortmund”.

Anche il presidente del BVB Reiner Rauball si è rifatto all’attualità, sostenendo che il Bayern in questo periodo hanno di meglio da fare, tipo pensare alla Champions. Anche se Uli, ufficialmente, con il Bayern non c’entra più in maniera diretta come figura chiave.

“Hoeneß avrebbe dovuto risparmiarsi quelle dichiarazioni, anche il tempismo è davvero sorprendente. Il Bayern ha di meglio a cui pensare visto che tra poco ricomincia la Champions League”.

La Bild ha affermato che in casa Bayern le dichiarazioni di Hoeneß contro il Dortmund non sono state prese bene e hanno sorpreso tutti. Sia Rummenigge che il nuovo presidente Hainer erano all’oscuro di tutto, anche perché Kalle è in ottimi rapporti con la società e i dirigenti gialloneri. Insomma, la questione è più tra Hoeneß e il Dortmund che tra il Bayern e il Dortmund. Come ha confermato anche il CEO dei gialloneri Aki Watzke. 

“Rummenigge e io abbiamo provato per anni ad assicurare che i rapporti tra i due club più importanti di Germania si basino sul rispetto reciproco. Ed è un peccato che ci sia qualcuno che regolarmente prova a rompere l’armonia”.

Nessuno in casa Bayern ha rilasciato altre dichiarazioni ufficiali. A dare manforte all’ex presidente è arrivato anche Lothar Matthäus, un altro che raramente è banale. E che, da buon ex bavarese, a Sky si è schierato parzialmente dalla parte di Hoeneß.

“Uli voleva dire che il modello del Dortmund non funziona in termini di identificazione nel club e di titoli. Il Bayern vuole vincere la Champions ogni anno, mentre per il Dortmund va bene vincere ogni tanto la DFB-Pokal e arrivare secondi. Non si arriva primi mettendo clausole sui propri giocatori. Il Bayern lo ha capito negli scorsi 40 anni. I soldi vengono con i successi, e viceversa”.

Intervenuto alla ‘Bild’, il direttore sportivo del Dortmund Michael Zorc ha invece affermato che le parole di Hoeneß sono più che altro arroganti, oltre che sbagliate.

“Sono dichiarazioni che trovo piuttosto arroganti, in più alcune di queste sono fattualmente sbagliate. Quando hai 250 milioni di euro in tasca da spendere ogni estate, vantarsi è decisamente più facile”.

La Bild sostiene che le dichiarazioni “fattualmente sbagliate” riguardino Jadon Sancho, che sarebbe stato sempre più vicino al BVB che al Bayern, anche se questi ultimi avrebbero provato a far saltare l’affare offrendo più soldi proprio quando era in chiusura.

All’inizio della Bundesliga manca più di un mese, ma il clima sembra già discretamente caldo.

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