Cosa dobbiamo aspettarci dalle squadre tedesche in Europa League

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L’Europa League più strana di sempre. Senza dubbio. Un mini-torneo di tre turni a gara secca. Dai quarti alla finale. Anche se qualcuno, in realtà, dovrà prima disputare la gara di ritorno dopo aver giocato l’andata a marzo. 5 mesi dopo, riparte l’Europa League, anche per le squadre tedesche. Obiettivo: la finale in casa. A Colonia, al RheinEnergieStadion. Chiuso, senza pubblico, come saranno anche gli impianti di Duisburg, Düsseldorf e Gelsenkirchen. Comunque, i club di Bundesliga si potranno giocare almeno parzialmente in casa la Final Eight. Prima, comunque, devono arrivarci. E il percorso non per tutte è in discesa. Anzi.

Il Bayer Leverkusen è, tra le squadre tedesche, quella che parte sicuramente dalla miglior posizione in questa Europa League. Ha vinto l’andata contro i Rangers Glasgow per 1-3 e in casa basterà non fare catastrofi. Certo la tendenza storica dei Werkself è quella di riuscire a perdere anche da situazioni di vantaggio. Le rassicurazioni di Völler su Havertz hanno però riportato un po’ di tranquillità nell’ambiente: Kai sarà a disposizione di Bosz per l’Europa League. Poi si vedrà. Certo il quinto posto perso alla penultima giornata e la finale di DFB-Pokal hanno abbattuto il morale della squadra. L’imprevedibilità del Leverkusen potrebbe portarlo anche a miracoli come ad esempio far fuori l’Inter di Antonio Conte, squadra tra le favorite alla vittoria finale, che il Bayer potrebbe incrociare ai quarti. In più c’è il fattore vicinanza: Havertz e compagni giocano davvero in casa, anche se non nel proprio stadio nella propria regione. Niente viaggi o trasferte, niente ritiri troppo stringenti. Tranquillità. Ciò di cui ha bisogno il Bayer.

L’Eintracht Francoforte dovrà recuperare un brutto 0-3 interno subito dal Basilea, in una delle prime gare a porte chiuse giocate in Germania. Il problema delle Adler è sostanzialmente uno: quale versione della squadra di Hütter vedremo. Se quella brillante che abbiamo ammirato a giugno, se quella decisamente più sgonfia di maggio, se quella salvabile di febbraio o peggio quella dell’autunno. La pausa non ha fatto bene a una squadra molto fisica, che ha bisogno di tempo per entrare in ritmo e in forma. Forse l’Eintracht avrebbe preferito non dover attendere un mese prima di poter giocare nuovamente. In più il risultato complicato fa pensare che un eventuale passaggio ai quarti sia davvero un’impresa. Anche se l’anno scorso Hinteregger e compagni ci hanno abituati bene a livello di imprese impensabili.

Il Wolfsburg, invece, è quella che parte più di tutte le altre da una posizione complicata. Sia per il risultato dell’andata (1-2 subito in casa) sia per il livello dell’avversario (lo Shakhtar Donetsk). I campioni d’Ucraina non giocano una partita ufficiale dal 19 luglio, hanno avuto giusto il tempo di rifiatare e nel post lockdown non hanno mai perso. In stagione sono andati k.o. in casa soltanto contro Atalanta e Man City in Champions League. Dalla propria, il Wolfsburg ha un ottimo rendimento in trasferta: 7 vittorie, un pareggio e due sconfitte nel 2020. Si è visto di peggio. Certo per andare a fare l’impresa in Ucraina servirà molto di più, a partire da un Wout Weghorst in forma: dopo il rigore dell’andata sbagliato scivolando, l’uomo da 5 goal a giugno dovrà cercare di fare ancora meglio. Ha tanti occhi addosso: è il momento di farsi valere.

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