Weston McKennie, l’uomo mercato dello Schalke

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Lo Schalke ha vissuto una stagione decisamente complicata, in particolare nel disastroso girone di ritorno. Non è facile trovare qualche aspetto positivo, ma uno di questi è senza dubbio Weston McKennie. Non stupiscono quindi le voci di mercato che lo riguardano, considerando anche la situazione economica del club peggiorata ulteriormente dopo le dimissioni obbligate di Clemens Tönnies.

McKennie nasce a Little Elm, nel cuore del Texas, il 28 agosto 1998. Il giorno del suo diciottesimo compleanno lo Schalke lo preleva dalla Dallas Academy per portarlo in Germania e farlo crescere con l’Under19. Qui si distingue subito come centrale di centrocampo generoso, duttile e costante: 21 presenze impreziosite da 4 gol e 3 assist ne fanno uno dei migliori centrocampisti del torneo. L’ottimo impatto con un calcio completamente diverso da quello americano viene coronato con l’esordio in Bundesliga nell’ultima giornata di quella stagione, 2016/2017. Il mister Markus Weinzierl gli regala infatti un quarto d’ora contro l’Ingolstadt.

L’arrivo di Domenico Tedesco sulla panchina dei Knappen coincide con l’inizio dell’impiego in pianta stabile del centrocampista statunitense in prima squadra, per di più con un buon minutaggio in una stagione chiusa al secondo posto alle spalle del Bayern di Heynckes. La stagione 2018/2019 è un’ulteriore conferma per McKennie nonostante un campionato difficile per lo Schalke. A livello personale si toglie la soddisfazione di giocare 6 partite in Champions, compresi gli ottavi di finale contro il Manchester City, di segnare una rete decisiva a Mosca contro la Lokomotiv e di entrare per la prima volta nel tabellino dei marcatori anche in Bundes, grazie al gol realizzato il 6 ottobre nella vittoriosa trasferta di Düsseldorf.

Quest’anno come detto è stato uno dei pochi a salvarsi, soprattutto nella seconda parte della stagione. David Wagner lo ha sempre utilizzato quando disponibile, lasciandolo fuori solo in cinque occasioni a causa di infortuni e una volta per squalifica. McKennie si è distinto per impegno e duttilità, probabilmente la miglior caratteristica dell’americano. L’analisi dei ruoli ricoperti in stagione conferma questa peculiarità: ha giocato principalmente come centrocampista centrale o davanti alla difesa, ma sono state parecchie le volte in cui ha fatto il trequartista o addirittura, nella fase in cui lo Schalke era falcidiato dagli infortuni, il difensore centrale o il terzino destro. E nella sua esperienza in Bundesliga ci sono pure un paio di apparizioni come punta centrale.

Anche dal punto di vista caratteriale Weston McKennie sembra sicuro di sé nonostante i ventuno anni. Ci sono due aspetti da cui si può dedurre. Innanzitutto il modo in cui affronta positivamente da una parte la pressione di una piazza non semplicissima come quella di Gelsenkirchen e dall’altra l’attenzione critica che gli appassionati di “soccer” negli Stati Uniti mostrano sempre nei confronti dei giovani connazionali in Bundesliga. In secondo luogo è interessante come il giovane Weston sia stato il primo calciatore a usare la visibilità di un match per chiedere pubblicamente giustizia per George Floyd, mostrando nel corso della partita contro il Werder Brema del 30 maggio scorso una fascia al braccio con la scritta “Justice for George”.

Insomma un centrocampista completo con ampi margini di miglioramento considerando l’età e la crescita costante degli ultimi anni. Lo Schalke deve fare cassa e Weston McKennie sembra, purtroppo per i tifosi dei Knappen, il più papabile. In Inghilterra gli hanno messo gli occhi addosso alcuni grandi club: si parla del Chelsea, del Tottenham e soprattutto del Liverpool di Klopp. Il classe ‘98 potrebbe effettivamente avere le caratteristiche tecniche e caratteriali per fare bene anche in Premier League, ma per la Bundesliga sarebbe davvero un peccato doverne vedere la crescita da lontano. Per questo forse per gli appassionati di calcio tedesco l’ipotesi Hertha ventilata negli ultimi giorni potrebbe essere la soluzione migliore.

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