Leonardo, l’attacco alla Bundesliga e la polvere nascosta sotto il tappeto

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Settimana scorsa la Bundesliga ha subito un “attacco” proveniente dalla vicina Francia. Un altro. Dopo le parole di Deschamps che ha definito la ripresa del campionato tedesco “incoerente ed ipocrita”, sono arrivate quelle di Leonardo. Il direttore del Paris Saint-Germain si è scagliato contro le squadre tedesche ed il loro comportamento quando si tratta di acquistare giocatori dalla Ligue 1, soprattutto i giovani. Andiamo però punto per punto, perchè il brasiliano ha prima di tutto attaccato il Borussia Dortmund, reo di aver trovato un accordo a parametro zero con Thomas Meunier.

“Per tutti i giocatori che erano in scadenza abbiamo portato avanti la stessa linea: prolungare per due mesi per completare le competizioni alle stesse condizioni del loro contratto. Thiago Silva, Eric Choupo-Moting e Sergio Rico hanno accettato le condizioni, Meunier, però, aveva già firmato con il Borussia Dortmund.

Ha chiesto di ricevere per quei due mesi lo stesso stipendio che gli garantirà il Borussia. Ho chiamato il BVB per il prestito e ha chiesto soldi. In queste condizioni era impossibile raggiungere un accordo”.

Detto che i gialloneri hanno tutte le ragioni del caso, esattamente come nel caso Werner-Chelsea o Tousart-Hertha Berlino, Leonardo ha sfruttato questo episodio solamente come pretesto per poter sferrare l’offensiva principale ed indirizzata su quella fetta del mercato che riguarda i teenager.

“Bayern Monaco, Lipsia e Borussia Dortmund, stanno acquistando sempre più giovani giocatori francesi. Sono sleali e un pericolo per il settore giovanile, questo è un grosso problema. Chiamano genitori, amici, familiari, facendo girare la testa a giocatori di 15-16 anni”.

La Bundesliga è – da anni – il campionato più propenso a lanciare i giovani in prima squadra grazie ad un clima più permissivo e senza troppe pressioni nei loro confronti. Due anni fa c’è stato il boom dei teenager inglesi, Sancho su tutti, ma è da diverse stagioni ormai che molti giovani francesi scelgono la Bundesliga per passare professionisti e sicuramente non lo fanno perché i club tedeschi gli promettono mari e monti. Anzi, probabilmente, gli promettono solo una cosa, la più importante: farli giocare.

Attualmente pronti a prendere il via nel prossimo campionato tedesco ci sono 28 giocatori francesi – la terza nazione per rappresentanza dopo Germania ed Austria – che rappresentano il 9.7% dei calciatori totali della Bundesliga con un età media di 23,64 anni, alzata considerevolmente dalla presenza di alcuni veterani come Anthony Modeste, Jonathan Schmid e Benjamin Stambouli. Che molti di loro arrivino dal Paris Saint-Germain è un dato di fatto. Lo scorso anno sono sbarcati in Bundes dal club parigino Christopher Nkunku e Moussa Diaby ed in precedenza è toccato a Dan-Axel Zagadou, Jean-Kevin Augustin e, se vogliamo, anche Kingsley Coman, un altro prodotto PSG passato prima dalla Juventus. L’ultimo in ordine di tempo a prendere parte all’emorragia di giovani che lasciano Parigi è Tanguy Kouassi fresco di accordo con il Bayern Monaco ed è probabilmente stata questa la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso di Leonardo.

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Kouassi presentato dal Bayern Monaco. Fonte: Getty/OneFootball

Le parole del ds brasiliano hanno comunque trovato risposta. Michael Zorc, suo corrispettivo al Borussia Dortmund, ha replicato così tramite Bild.

“Di solito è esattamente il contrario rispetto a quello che dice Leonardo. Sono le famiglie e gli agenti dei giovani francesi che si rivolgono direttamente a noi, perché spesso vedono qui migliori possibilità di entrare in prima squadra e un maggiore potenziale per lo sviluppo di giovani giocatori di talento”.

Che Leonardo dia la colpa alla Bundesliga per i talenti che lasciano la sua società è quindi profondamente ipocrita. E’ come nascondere la polvere sotto il tappeto. I giovani calciatori francesi preferiscono continuare la propria crescita in Germania non perché i club tedeschi gli promettono fuoco e fiamme in fase contrattuale, anzi, il PSG se volesse potrebbe farla da padrona facilmente in questo ambito, ma perché sanno che giocheranno.

La realtà dei fatti è che a Parigi non viene dato molto spazio ai giovani del proprio vivaio se non quando si avverte il pericolo di poterli perdere. E’ accaduto così con Coman, che ha ottenuto tre presenze solamente nel momento in cui la Juventus si è fatta viva, in parte con Diaby, solo 8 partite da titolare, ed è esattamente quanto successo con Kouassi, schierato da gennaio in poi, ovvero da quando era ormai chiara la sua volontà di lasciare Parigi. Magari, se Leonardo ed il suo staff si impegnassero maggiormente a valorizzare i propri prodotti questa emorragia si fermerebbe. Invece, i giovani francesi si trovano sempre chiusi in patria e scelgono quindi chi gli permette di giocare, crescere e spesso diventare campioni affermati in quello che, internazionalmente, è visto come un torneo migliore di quello francese.

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