La crescita alternativa di Niklas Dorsch

niklas Dorsch

Niklas Dorsch nel mese di luglio anche in Italia ha vissuto un’inaspettata popolarità. Identikit: classe 1998, professione centrocampista, appena trasferitosi dall’Heidenheim al Gent dopo aver provato, invano, a prendersi un posto in Bundesliga allo spareggio contro il Werder Brema. Cresciuto nel settore giovanile del Bayern Monaco, si è fatto notare in 2.Bundesliga: due anni tra i migliori giocatori dell’intero campionato. Con gli occhi addosso di tanti club, anche del piano superiore. Oltre che della Germania Under 21, della quale fa parte sin dall’inizio del nuovo ciclo.

In Italia, in realtà, se n’è parlato non tanto per motivi calcistici, quanto più per gossip (è il fidanzato della blogger Chiara Nasti). Chi invece segue il calcio tedesco da diversi anni, ha già sentito inevitabilmente parlare di questo ragazzo. Come detto, i primi passi li ha mossi nel Bayern. Poi nel 2018 ha deciso di andarsene. Troppo poco lo spazio che poteva ottenere in prima squadra. Ha fatto fatto in tempo a esordire tra i professionisti contro l’Eintracht nell’aprile 2018, segnando anche il primo e unico goal col Bayern.Poi per il suo percorso di crescita ha preferito cambiare rotta, scegliendo l’Heidenheim. Decisione che, probabilmente, non rimpiange.

Niklas Dorsch sotto la guida di Frank Schmidt ha trovato grande continuità. Nel centrocampo a due della squadra rivelazione dell’ultima edizione della Zweite, è stato il cervello. Quello a cui si dava la palla nei momenti di difficoltà. E non solo. A fianco di due giocatori con caratteristiche tra loro diverse come Andrich e Griesbeck, Dorsch è riuscito a brillare e dimostrare di essere uno dei migliori giocatori in assoluto della categoria. Non è un caso che il Gent, uno dei club più importanti del campionato belga, abbia deciso di pagare per lui i 3,5 milioni di euro previsti dalla clausola nel contratto. In molti club si erano interessati e lui, anche della Bundesliga: per il suo percorso di crescita però Dorsch ha deciso di provare un’esperienza diversa rispetto a quella che tutti si immaginavano, ovvero una squadra di medio-bassa classifica del campionato tedesco.

In fondo, trovare un giocatore di 22 anni con la sua personalità non è così comune. Sa gestire la palla, ha grande visione di gioco, sa dialogare con i compagni, sa schermare molto bene davanti alla difesa. Non proprio un box-to-box: non ha grande gamba e anzi a volte può risultare anche compassato nei ritmi. Forse le gambe non sono tra le più veloci del calcio tedesco, la testa sicuramente lo è. In più è dotato di un ottimo fisico: sa difendere la palla ed è difficile portargliela via.

Nello scorso campionato è stato uno dei migliori “6” insieme a Fein, connazionale dell’Amburgo nonché compagno di squadra nella Germania Under 21 di Kuntz. I due hanno anche un passato comune: entrambi sono cresciuti a Säbener Straße. Solo che Fein, dopo i prestiti al Regensburg e all’HSV, si è guadagnato la chances di tornarci con un contratto da professionista col Bayern, mentre l’ex compagno ha scelto di tagliare i ponti con la società in cui è cresciuto nel 2018 decidendo di andare via a parametro zero. Non senza rimpianti in casa Bayern.

D’altro canto, se l’esordio lo fai con un certo Jupp Heynckes in panchina è inevitabile che a Monaco ti possano ritenere un giocatore di grande potenziale. Niklas Dorsch Invece non si è voluto accontentare di un posto in seconda squadra, qualora non avesse trovato un prestito che potesse fare al caso suo. Ha deciso di andare per la sua strada, ha deciso di intraprendere un percorso diverso da quello che al Bayern si aspettavano per lui. Ovvero: valutazione interna poi eventualmente prestito e in caso le aspettative fossero state confermate un posto in prima squadra.

Il settembre prossimo si giocherà un posto in Champions League con i suoi nuovi compagni al Gent, che ha concluso al secondo posto lo scorso campionato belga. O meglio, al momento della sospensione si trovava secondo posto, valido comunque per un posto ai preliminari della massima competizione europea. Quella che forse Dorsch sognava di giocare con il Bayern. Per ora dovrà accontentarsi. Anche se, a 22 anni, il futuro è dalla sua parte. E gli occhi del Bayern non lo perderanno di vista.

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