Ailton, il brasiliano che a sorpresa conquistò il Werder

Ailton Werder Brema

Ricordare le gesta di grandi calciatori del recente passato per i tifosi del Werder Brema può essere doloroso vista la situazione attuale del club, ma allo stesso tempo può servire a ricordare come nel calcio ci possano essere di tanto in tanto storie di successo totalmente inaspettate. È il caso di un ex stella del club, il brasiliano Ailton.

Basta partire da numeri e palmarès per capire quanto abbia lasciato un segno indelebile a Brema: due DFB-Pokal e uno storico Meisterschale a livello di squadra, 106 reti in 214 match per lui in maglia bianco-verde. Attaccante dalla forma fisica non impeccabile, arriva in Germania nel 1998 a venticinque anni dai messicani del Tigres. La prima è una stagione di ambientamento (2 gol in 12 partite), che però termina con la vittoria della DFB-Pokal e due arrivi in società che saranno decisivi per il futuro del Werder: l’arrivo in panchina di Thomas Schaaf al posto di Felix Magath a maggio e l’ingresso nel club di Klaus Allofs. Dall’anno successivo il rendimento di Ailton è un continuo miglioramento. Al termine della stagione 2002/2003 il conto sarà di 72 reti tra Bundesliga e coppe.

Nonostante il brasiliano fino a quel momento dimostri di essere un attaccante prolifico e costante, sempre in doppia cifra (i primi due anni in coppia con Claudio Pizarro), in pochi si potevano aspettare la vera e propria esplosione della stagione 2003/2004. Con 28 reti in 33 gare si laurea capocannoniere del torneo e trascina la squadra di Schaaf alla conquista di un incredibile Meisterschale, il quarto e finora ultimo della storia dei grünweiss. Nonostante il fisico “particolare” che gli fa guadagnare il soprannome di “lightning ball” (in sostanza “fulmine circolare”) salta soltanto una partita, contro l’Hannover a novembre, e segna almeno un gol in 20 dei 33 match giocati. È decisivo anche nella vittoria della Coppa di Germania, con 6 reti in 6 partite.

La gioia per quest’annata così trionfale è però attenuata da un peso che si porta dietro negli ultimi mesi. Nel corso della stagione Ailton aveva infatti firmato un pre-contratto per la successiva con lo Schalke, a parametro zero. Ha poi raccontato che in quel periodo ha pianto molto, continuando a chiedersi il perché della scelta. Ma i contratti vanno rispettati e così a fine anno si trasferisce a Gelsenkirchen. Un’altra buona stagione in doppia cifra, poi l’addio momentaneo alla Germania, direzione Turchia.

In Bundesliga tornerà per sei mesi all’Amburgo nel 2006 e altrettanti al Duisburg tra il 2007 e il 2008. Alla fine i gol in Bundes saranno 106 in 219 partite, quinto straniero della classifica all time. Prima di chiudere la carriera vive tre esperienze nelle serie minori tedesche, con Uerdingen, Oberneuland e Hassia Bingen. Il rimpianto maggiore, oltre all’addio al Werder nel momento sbagliato, è la nazionale brasiliana. Certo i verdeoro all’inizio degli anni 2000 avevano un attacco di livello altissimo, ma non aver ottenuto neanche una convocazione resta un cruccio per Ailton. Proverà a prendere anche la cittadinanza del Qatar pur di giocare in una nazionale, ma senza successo.

A Brema sperano che la storia di quel venticinquenne brasiliano sovrappeso arrivato dal Messico possa essere d’esempio per la squadra che dovrà ripartire dopo una stagione difficile. Perché con l’affetto del Weserstadion, una squadra affiatata e la voglia di emergere tutto è possibile. Ailton docet.

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