Tutta colpa del recupero: l’incredibile doppia sfortuna dell’Ingolstadt

Ingolstadt

Immaginate perdere la promozione per due volte nel giro di una settimana. Per due volte in pieno recupero. Una volta per proprie colpe, l’altra invece per colpe di altri. Non di certo una bella sensazione. E neanche facile da gestire. Eppure, fra un paio di mesi (ufficialmente, visto che ora c’è il calendario…) l’Ingolstadt dovrà riprovarci. Dopo aver visto scivolare via due volte nel recupero la possibilità di tornare in Zweite.

Sabato 4 luglio, intorno alle ore 15.45. Ultima giornata di 3.Liga. Gli Schanzer stanno vincendo in trasferta il derby contro il Monaco 1860. Al Grünwalder non c’è storia, una sola squadra in campo. Obiettivo: mantenere il quarto posto, valido per il Relegationsspiel contro la terzultima della Zweite – la vittoria del Bayern II ha fatto scalare tutto di uno. La matematica, però, concede ancora qualche speranza di promozione diretta. I Würzburger Kickers dovrebbero perdere contro l’Hallescher in casa: l’Ingolstadt li avrebbe agganciati a 63 punti, ma con la differenza reti a favore e quindi in vantaggio.

E invece, al 93′, i Kickers pareggiano grazie a un rigore di capitan Sebastian Schuppan, uomo forse più rappresentativo della squadra. La partita dell’Ingolstadt è finita da un paio di minuti, l’allenatore Tomas Oral chiede calma alla sua squadra, che  sorride sorniona in fondo. Sapendo cosa sta succedendo qualche km a nord di Monaco, nella città che ha dato i natali a Dirk Nowitzki. Poi, mani sul volto e sconforto dopo il rigore che ha fatto esplodere Würzburg di gioia. Ingolstadt allo spareggio.

Una settimana dopo. Sabato 11 luglio, intorno alle 20.10. Relegationsspiel Zweite-Dritte. L’Ingolstadt ha fatto un capolavoro rimontando in 13 minuti lo svantaggio di 2-0 della gara d’andata contro il Norimberga. Al 66′ è 3-0 e l’Audi Sportpark è una bolgia, anche se i tifosi non ci sono. I dirigenti e le panchine fanno comunque casino come se lo stadio fosse quasi pieno. Der Club annaspa, fa fatica ad attaccare. Si mangia un paio di occasioni. Poi, al 96′, il dramma sportivo dell’Ingolstadt: Schleusener in allungo devia la palla quel tanto che basta per fare 3-1. Non riesce il salvataggio sulla linea.

La panchina si appella a un fallo che l’arbitro Christian Dingert, uno che abitualmente arbitra in Bundesliga, non ravvede. Disperazione. Ci saranno un altro paio di minuti di assalto, ma totalmente vani. 3-1, regola dei goal in trasferta. Norimberga salvo, Ingolstadt costretto a rimanere in 3.Liga per un’altra stagione. Peraltro, lo stesso Norimberga aveva eliminato l’Ingolstadt anche dalla DFB-Pokal nell’agosto 2019, al primo turno, con un goal di Dovedan a tre minuti dalla fine. Ancora.

Un altro: Relegationsspiel 2019, Ingolstadt contro Wehen Wiesbaden. Gli Schanzer sono finiti allo spareggio all’ultima giornata: battendo l’Heidenheim avrebbero raggiunto il Sandhausen e se la sarebbero giocata sulla differenza reti. Invece niente. 4-2 e Relegationsspiel. Era 2-2 fino a 8 minuti dal termine. Poi la solita storia. Allo spareggio va anche peggio. Andata a Wiesbaden, 0-2 fino a un minuto dalla fine, poi al 95′ il goal provvidenziale di Kyereh che fa 1-2 e cambia tutto. Perché al ritorno all’Audi Sportpark il Wehen vince 2-3 e si guadagna la promozione in Zweite, totalmente a sorpresa. Grazie, soprattutto a quel goal del recupero. Per l’Ingolstadt, più o meno un’ossessione.

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