Come Patrik Schick è rinato a Lipsia

patrik schick Lipsia

Quando a inizio stagione Patrik Schick è arrivato in Germania, firmando con il Lipsia, tutti si aspettavano da lui il riscatto dopo due anni alla Roma in cui – con 8 gol in 58 presenze – aveva deluso profondamente. Invece fino a metà novembre la situazione sembrava ancora più critica: in 2 mesi da giocatore dei Roten Bullen, il ceco aveva collezionato – fino all’undicesima giornata – solo 27 minuti, decisamente anonimi, in Bundesliga contro il Bayer Leverkusen. Un problema alla caviglia infatti lo aveva fino ad allora tenuto praticamente sempre lontano dal campo e gli scettici già gridavano al fallimento.

Il classe 1997 ha poi smentito tutti, terminando la stagione con 10 gol e 2 assist in 22 presenze in Bundesliga, oltre a un assist in Champions League. Il Patrick Schick di Lipsia ha dimostrato di essere un attaccante forte e completo sotto ogni punto di vista, mentre è Roma stato etichettato come flop clamoroso. Per capire perché il ceco ha fallito nella Capitale italiana ed è rinato a Lipsia bisogna analizzare e confrontare ogni aspetto delle due stagioni passate a Roma e quella appena trascorsa in Germania.

Schick è arrivato a Roma nel 2017, dopo una buonissima stagione alla Sampdoria dove si era guadagnato il titolo di fenomeno predestinato e a fronte di una spesa di 42 milioni, che lo ha reso l’acquisto più costoso della storia del club: chiaramente da lui ci si aspettava un grande rendimento, specie in una piazza calda e pronta a contestare spesso al primo errore, come quella romanista. Al contrario, a Lipsia Schick, arrivato in cerca di rilancio, ha trovato un ambiente ambizioso ed esigente, ma non bollente e critico. Lo stesso Schick ha dichiarato di essersi sentito molto più a suo agio nella città sassone:

Qui c’è la possibilità di giocare in un ambiente con minore pressione rispetto a Roma, c’è la possibilità di rimanere più anonimo rispetto a quanto accade nella Capitale italiana”.

Probabilmente quindi il trasferimento a Lipsia ha abbassato le pressioni sul ragazzo, ma è anche vero che l’ex Roma è stato messo nelle condizioni migliori anche dal punto di vista tecnico e tattico: nella squadra di Nagelsmann, Schick viene schierato in un tandem offensivo – come avveniva alla Sampdoria, dov’è esploso – nel ruolo di prima punta atipica in coppia con Werner, ma con la libertà di muoversi su tutto il fronte, come avveniva alla Sampdoria. Il ceco, grazie alla sua agilità, velocità e fine tecnica, riesce a sfruttare gli ampi spazi, per poi puntare verticalmente l’area di rigore e tirare in porta: molti dei suoi gol quest’anno sono arrivati così. Ha anche la capacità di dialogare costantemente e giocare di sponda con i compagni di squadra – la prima punta, gli esterni o i centrali di centrocampo: ha potuto sfruttare questa pienamente questa sua caratteristica nel ruolo.

Al contrario, nella Roma Schick era stato acquistato per ricoprire il ruolo di prima punta: questo ha comportato problemi tattici, perché quella di prima punta è una posizione che determina spazi stretti e che ha inevitabilmente ha impedito al ceco di esprimere al meglio le sue qualità. Inoltre, a Roma molto spesso Schick è partito da riserva di Dzeko, accomodandosi in panchina e accontentandosi di pochi minuti da subentrato: tutto questo ha rappresentato un problema di continuità che ne ha influenzato il rendimento. Al Lipsia invece si è spesso alternato con Poulsen per spalleggiare Werner, trovando regolarmente il posto da titolare e rappresentando un’ottima risorsa quando è partito dalla panchina.

Infine, Patrik Schick al Lipsia ha trovato un’arma non indifferente: Julian Nagelsmann. Il giovane allenatore è stato il primo a credere in lui, a partire dall’acquisto stesso del giocatore, voluto fortemente dal tecnico bavarese. Appena il ceco è rientrato dall’infortunio, Nagelsmann, dopo avergli subito concesso il quarto d’ora finale contro il Colonia alla dodicesima, lo ha schierato dal primo minuto nei successivi tre match contro Paderborn, Hoffenheim e Fortuna Düsseldorf. Con due gol – uno dei quali, il primo, su un’azione individuale meravigliosa – e un assist in queste tre partite, il ceco ha pienamente ripagato la fiducia del mister, che lo ha sempre voluto con sé e che non ha mai perso occasione per elogiarlo e apprezzarne le doti:

“Patrik mi piace, lo volevo anche ai tempi dell’Hoffenheim, poi non se ne fece nulla. Ha grande talento e grandi qualità, è un giocatore da sogno per me. Ha mostrato molti buoni momenti; attacca molto bene e si vede chiaramente che ha fiuto per il gol”.

Il prestito di Patrik Schick al Lipsia è appena scaduto, ma il club dell’ex DDR è intenzionato a rinnovare l’accordo con la Roma: Nagelsmann, Krösche e Mintzlaff vogliono fortemente trattenere il ceco, anche lui favorevole a rimanere in Germania. Per dimostrare chi è e cosa vale, che a Roma si sono sbagliati sul suo conto, che può realmente fare la differenza. La strada è ancora lunga, ma le premesse sono indubbiamente buone.

La top 11 della Bundesliga 2019/20

Top 11 Bundesliga 2019/20

La stagione è finita ed è tempo di bilanci. Gli utenti del gruppo Facebook di BundesItalia hanno espresso le proprie preferenze e votato la top 11 della Bundesliga 2019/20. L’annata più anomala di sempre – ovviamente per cause di forza maggiore – ha comunque trovato undici protagonisti, più l’allenatore ideale per guidarli.

In porta a sorpresa il vincitore è Alexander Schwolow, certezza del Friburgo, che scavalca Neuer. L’annata del classe 1992 è stata straordinaria in termini statistici e non solo (l’avevamo raccontata poche settimane fa). Terzino destro è il neo-acquisto dell’Inter Achraf Hakimi, che stacca la concorrenza. Decisamente più serrati i voti per i centrali di difesa. L’hanno spuntata Dayot Upamecano, autentico muro della difesa del Lipsia, e il mitico Martin Hinteregger, che era già un idolo ancora prima di iniziare a segnare come un attaccante. Chiude la linea – e non poteva essere altrimenti – Alphonso Davies, eletto anche Rookie dell’anno.

A centrocampo il posto di mediano se lo prende senza discussioni Joshua Kimmich, tra le altre cose match-winner del Klassiker, affiancato da Kai Havertz, miglior centrocampista offensivo grazie a un finale in crescendo. Sulle corsie la spuntano invece due uomini del Dortmund: Jadon Sancho a destra e Julian Brandt a sinistra.

In attacco c’è il miglior numero 9 del mondo nel 2020, Robert Lewandowski, affiancato da un altro giocatore che ha letteralmente fatto impazzire tutti: Timo Werner.

Allenatore: Hansi Flick. L’uomo che ha cambiato la stagione del Bayern.

La top 11 della Bundesliga 2019/20

PORTIERE

🥇 Alexander Schwolow (Friburgo) – 51,2%

🥈 Manuel Neuer (Bayern) – 30,2%

🥉 Rafal Gikiewicz (Union) – 11,7%

TERZINO DESTRO

🥇 Achraf Hakimi (Dortmund) – 68,8%

🥈 Christopher Trimmel (Union) – 14,6%

🥉 Benjamin Pavard (Bayern) – 12,5%

CENTRO-DESTRA DI DIFESA

🥇 Dayot Upamecano (Lipsia) – 38,5%

🥈 Sven Bender (Leverkusen) – 25,6%

🥉 Matthias Ginter (Gladbach) – 17,9%

CENTRO-SINISTRA DI DIFESA

🥇 Martin Hinteregger (Eintracht) – 46,5%

🥈 David Alaba (Bayern) – 27,9%

🥉 Mats Hummels (Dortmund) – 23,3%

TERZINO SINISTRO

🥇 Alphonso Davies (Bayern) – 64,2%

🥈 Philipp Max (Augsburg) – 18,9%

🥉 Raphaël Guerreiro (Dortmund) – 17,0%

MEDIANO

🥇 Joshua Kimmich (Bayern) – 85,3%

🥈 Axel Witsel (Dortmund) – 8,9%

🥉 Maximilian Arnold (Wolfsburg) – 2,9%

CENTROCAMPISTA OFFENSIVO

🥇 Kai Havertz (Leverkusen) – 75,6%

🥈 Marcel Sabitzer (Lipsia) – 17,8%

🥉 Leon Goretzka (Bayern) – 6,7%

ALA DESTRA

🥇 Jadon Sancho (Dortmund) – 64,3%

🥈 Serge Gnabry (Bayern) – 23,8%

🥉 Marcus Thuram (Gladbach) – 11,9%

ALA SINISTRA

🥇 Julian Brandt (Dortmund) – 61,1%

🥈 Vincenzo Grifo (Friburgo) – 19,4%

🥉 Christopher Nkunku (Lipsia) – 11,1%

SECONDA PUNTA

🥇 Timo Werner (Lipsia) – 64,3%

🥈 Marco Reus (Dortmund) – 19,0%

🥉 Thomas Müller (Bayern) – 9,5%

PRIMA PUNTA

🥇 Robert Lewandowski (Bayern) – 78,4%

🥈 Erling Haaland (Dortmund) – 18,9%

🥉 Rouwen Hennings (Fortuna) – 2,7%

ALLENATORE

🥇 Hansi Flick (Bayern) – 51,4%

🥈 Christian Streich (Friburgo) – 25,7%

🥉 Marco Rose (Gladbach) – 17,1%