Robin Hack, una luce nel buio di Norimberga

robin hack

Salvarsi soltanto grazie al Relegationsspiel, vincendo il derby bavarese contro l’Ingolstadt in pieno recupero dopo mezz’ora di paura, non era propriamente nei piani del Norimberga a inizio stagione. Soprattutto perché il club della Franconia veniva da una retrocessione in Bundesliga. Passare dal top alla Dritte nel giro di 12 mesi sarebbe stato troppo. Per il club, per il valore della rosa. E anche per Robin Hack, una delle poche luci, se non l’unica, nel buio della stagione del Norimberga.

Il classe 1998 è nato a Pforzheim, città di Vincenzo Grifo. Con il nazionale italiano ha anche il percorso in comune: ha iniziato nel Karlsruher per poi trasferirsi all’Hoffenheim, a 14 anni. Nel club del patron Dietmar Hopp è cresciuto sotto la guida di tecnici che poi hanno allenato anche in Bundesliga. Due su tutti: Domenico Tedesco, ma soprattutto Julian Nagelsmann.

“Ha tantissimo talento, è eccezionale, può anche decidere le partite di Bundesliga da solo. Deve solo fare ancora qualche passo in avanti”.

Julian Nagelsmann

Il suo percorso è stato contraddistinto dai tanti goal – sempre in doppia cifra con tutte le Under, spesso anche di assist – e dal continuo coinvolgimento anche con le giovanili della Germania. Anche, però, da tanti infortuni. Nel 2015 il più grave di tutti: si procurò la rottura di tibia e perone in una partita contro l’Ingolstadt, a causa di un contrasto duro con l’attuale difensore del Wolfsburg Marin Pongracic. Ovviamente, un anno di stop. Poi il lento rientro, l’arrivo in prima squadra. Voluto ovviamente da Nagelsmann. Eppure in due anni ha messo insieme solo 6 presenze, segnando anche un goal all’esordio contro il Friburgo nella stagione 2017/18. Esordio peraltro amaro: dopo 42 minuti lasciò il campo a causa di uno scontro con Vogt, che gli provocò una commozione cerebrale.

Lo stesso Nagelsmann lo aveva criticato per non prendersi sufficientemente cura del proprio corpo. Lo aveva fatto esordire in Champions League, gli aveva regalato alcune occasioni, ma non lo riteneva mai pronto al 100%. Così Robin Hack la scorsa state ha deciso di cambiare aria, di andare al Norimberga per mezzo milione di euro. Un colpo che, col senno del poi, ha letteralmente salvato Der Club.

Il classe 1998 ha terminato la stagione al secondo posto per minuti passati in campo, dietro soltanto a Hanno Behrens, capitano e perno del centrocampo. È stato l’unico ad andare in doppia cifra di goal, 10. Gli altri attaccanti han segnato tutti meno della metà. Il secondo, per intenderci, è Sörensen, che di mestiere fa il centrale di difesa. Hack invece durante tutta la stagione ha ricoperto il ruolo in cui si trova più a proprio agio, quello di ala sinistra del tridente d’attacco. Qualche volta è stato spostato più al centro, nel vivo del gioco, ma il meglio lo garantisce quando parte da sinistra, ha spazio per dribblare e accelerare, rientrando sul suo piede forte. Imprevedibile palla al piede, anche se spesso ancora troppo solista. È tra i migliori dribblatori del campionato (2.1 riusciti a partita, il 52% di quelli tentati), anche se spesso si intestardisce e finisce per perdere palla –  2.5 volte a partita.

In ogni caso, a Norimberga gli devono molto. Con una tripletta al Wiesbaden ha firmato l’unica vittoria nelle ultime 10 partite, poi al Relegationsspiel ha fornito un assist all’andata a Nürnberger. Missione salvezza compiuta. Al primo e forse unico anno. Secondo ‘Sport 1’, infatti, Robin Hack viene seguito da numerosi club di Bundesliga e anche in Inghilterra, così come dal Salisburgo, dal Brugge e dai top club olandesi. Una partenza già in estate è tutt’altro che impossibile, l’agente ha addirittura parlato di sedersi al tavolo e discuterne.

La Zweite gli va già stretta. Anche perché, parallelamente al club, da settembre fa anche parte della nuova Under 21 di Stefan Kuntz. Ha inaugurato il nuovo ciclo segnando una tripletta alla prima partita ufficiale, contro il Galles, nelle qualificazioni all’Europeo. Ha tutto per sfondare. Per il Norimberga può comunque essere prezioso: cederlo per diversi milioni, forse già almeno una decina, potrebbe dare respiro alle casse del club, piuttosto stressate. Anche in questo caso, una luce nel buio.

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