L’Arminia e le altre: le squadre ascensore della Bundesliga

ascensore Bundesliga

La promozione ottenuta dall’Arminia Bielefeld derivante dalla vittoria della Zweite Bundesliga ne segna il ritorno nel massimo campionato tedesco dopo oltre dieci anni. L’ultima apparizione degli Arminien risale alla stagione 2008/09, ma dopo il dominio di quest’anno sono finalmente tornati a premere il tasto su dell’ascensore. L’Arminia è infatti una delle squadre soprannominate fahrstuhlmannschaft, letteralmente le squadre dell’ascensore, ovvero quel gruppo di squadre che molto spesso nel corso della propria storia hanno alternato promozioni e retrocessioni dalla massima divisione del campionato tedesco.

Gli Arminien, che hanno ottenuto la prima promozione in Bundesliga nel 1970, sono entrati a far parte di questo gruppo tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila quando hanno collezionato quattro promozioni e retrocessioni. Certamente, però, la squadra di Bielefeld è in ottima compagnia. In questa speciale classifica, infatti, i Blauen sono i secondi per numero di promozioni e conseguenti retrocessioni. A guardare tutti dall’alto, senza troppe esultanze, è il Norimberga. Der Klub ha più volte preso l’ascensore, ma a differenza di molte squadre che citeremo più avanti lo ha raramente fatto in anni successivi. Con otto promozioni e nove retrocessioni tra la prima e la seconda serie tedesca, il Norimberga è a tutti gli effetti il club più adatto al soprannome di ascensore, sperando che l’Arminia non raggiunga lo stesso record in breve tempo.

Norimberga
Il Norimberga vede gli spettri della 3. Liga. Fonte: Getty/OneFootball

Anche altri club noti come l’Hertha Berlino, Fortuna Düsseldorf, Hannover e Colonia fanno parte di questa ristretta cerchia. I Geißbock sono gli ultimi ad essere entrati in questo gruppo di squadre a causa delle crisi di risultati che stanno vivendo dai primi anni duemila. Con l’avvento del nuovo millennio il Colonia ha iniziato un saliscendi praticamente continuo tra le prime due serie del calcio tedesco partendo dalla retrocessione storica del 1998 fino a quella clamorosa di due stagioni fa figlia di una stagione sfortunatissima a livello di infortuni.

C’è però un record poco invidiabile e lo detiene un club che per il momento non ha ancora i numeri per entrare a far parte di questo non molto glorioso gruppo: il Paderborn. La società, retrocessa quest’anno in Zweite Bundesliga, è l’unica squadra che dopo aver ottenuto la promozione in Bundesliga – parliamo della prima della sua storia al termine della stagione ’13-’14 – ha subito due retrocessioni consecutive che l’hanno portata a giocare in 3.Liga. In realtà il record sarebbe potuto essere ancora più assurdo, perché nella stagione 2016-2017 era arrivata la terza retrocessione di fila ed il conseguente ritorno al dilettantismo abbandonato sette anni prima, ma la mancata iscrizione del Monaco 1860 ha fatto sì che il Paderborn venisse ripescato. Da quel ripescaggio è ripartita la scalata con altre due promozioni consecutive fino al ritorno in Bundesliga di questa stagione concluso con un’altra discesa. Se il Paderborn non è presente nella tabella sottostante è solo perché è da poco nel calcio professionistico tedesco, ma al momento è l’ascensore fatto a club, sperando che la conferma di Baumgart in panchina serva ad evitargli il secondo doppio salto in basso della sua storia.

SquadraNumero di promozioni e retrocessioni
1. FC Nürnberg17 (8 promozioni + 9 retrocessioni)
Arminia Bielefeld15 (8+7)
VFL Bochum12 (6+6)
1. FC Köln12 (6+6)
Hertha BSC12 (6+6)
Fortuna Düsseldorf12 (6+6)
Hannover 9612 (6+6)
MSV Duisburg11 (5+6)
Karlsruher SC11 (5+6)
KFC Uerdingen10 (5+5)
FC St. Pauli10 (5+5)

BundesTalenti – Robin Hack, una luce nel buio di Norimberga

robin hack

Salvarsi soltanto grazie al Relegationsspiel, vincendo il derby bavarese contro l’Ingolstadt in pieno recupero dopo mezz’ora di paura, non era propriamente nei piani del Norimberga a inizio stagione. Soprattutto perché il club della Franconia veniva da una retrocessione in Bundesliga. Passare dal top alla Dritte nel giro di 12 mesi sarebbe stato troppo. Per il club, per il valore della rosa. E anche per Robin Hack, una delle poche luci, se non l’unica, nel buio della stagione del Norimberga.

Fonte: Getty/OneFootball

Il classe 1998 è nato a Pforzheim, città di Vincenzo Grifo. Con il nazionale italiano ha anche il percorso in comune: ha iniziato nel Karlsruher per poi trasferirsi all’Hoffenheim, a 14 anni. Nel club del patron Dietmar Hopp è cresciuto sotto la guida di tecnici che poi hanno allenato anche in Bundesliga. Due su tutti: Domenico Tedesco, ma soprattutto Julian Nagelsmann.

“Ha tantissimo talento, è eccezionale, può anche decidere le partite di Bundesliga da solo. Deve solo fare ancora qualche passo in avanti”.

Julian Nagelsmann

Il suo percorso è stato contraddistinto dai tanti goal – sempre in doppia cifra con tutte le Under, spesso anche di assist – e dal continuo coinvolgimento anche con le giovanili della Germania. Anche, però, da tanti infortuni. Nel 2015 il più grave di tutti: si procurò la rottura di tibia e perone in una partita contro l’Ingolstadt, a causa di un contrasto duro con l’attuale difensore del Wolfsburg Marin Pongracic. Ovviamente, un anno di stop. Poi il lento rientro, l’arrivo in prima squadra. Voluto ovviamente da Nagelsmann. Eppure in due anni ha messo insieme solo 6 presenze, segnando anche un goal all’esordio contro il Friburgo nella stagione 2017/18. Esordio peraltro amaro: dopo 42 minuti lasciò il campo a causa di uno scontro con Vogt, che gli provocò una commozione cerebrale.

Lo stesso Nagelsmann lo aveva criticato per non prendersi sufficientemente cura del proprio corpo. Lo aveva fatto esordire in Champions League, gli aveva regalato alcune occasioni, ma non lo riteneva mai pronto al 100%. Così Robin Hack la scorsa state ha deciso di cambiare aria, di andare al Norimberga per mezzo milione di euro. Un colpo che, col senno del poi, ha letteralmente salvato Der Club.

Il classe 1998 ha terminato la stagione al secondo posto per minuti passati in campo, dietro soltanto a Hanno Behrens, capitano e perno del centrocampo. È stato l’unico ad andare in doppia cifra di goal, 10. Gli altri attaccanti han segnato tutti meno della metà. Il secondo, per intenderci, è Sörensen, che di mestiere fa il centrale di difesa. Hack invece durante tutta la stagione ha ricoperto il ruolo in cui si trova più a proprio agio, quello di ala sinistra del tridente d’attacco. Qualche volta è stato spostato più al centro, nel vivo del gioco, ma il meglio lo garantisce quando parte da sinistra, ha spazio per dribblare e accelerare, rientrando sul suo piede forte. Imprevedibile palla al piede, anche se spesso ancora troppo solista. È tra i migliori dribblatori del campionato (2.1 riusciti a partita, il 52% di quelli tentati), anche se spesso si intestardisce e finisce per perdere palla –  2.5 volte a partita.

In ogni caso, a Norimberga gli devono molto. Con una tripletta al Wiesbaden ha firmato l’unica vittoria nelle ultime 10 partite, poi al Relegationsspiel ha fornito un assist all’andata a Nürnberger. Missione salvezza compiuta. Al primo e forse unico anno. Secondo ‘Sport 1’, infatti, Robin Hack viene seguito da numerosi club di Bundesliga e anche in Inghilterra, così come dal Salisburgo, dal Brugge e dai top club olandesi. Una partenza già in estate è tutt’altro che impossibile, l’agente ha addirittura parlato di sedersi al tavolo e discuterne.

La Zweite gli va già stretta. Anche perché, parallelamente al club, da settembre fa anche parte della nuova Under 21 di Stefan Kuntz. Ha inaugurato il nuovo ciclo segnando una tripletta alla prima partita ufficiale, contro il Galles, nelle qualificazioni all’Europeo. Ha tutto per sfondare. Per il Norimberga può comunque essere prezioso: cederlo per diversi milioni, forse già almeno una decina, potrebbe dare respiro alle casse del club, piuttosto stressate. Anche in questo caso, una luce nel buio.