Favre e il Dortmund: una conferma tra dubbi e valutazioni

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Per tanti è stata una sorpresa, per altri una scelta inevitabile. La conferma di Lucien Favre alla guida del Borussia Dortmund ha fatto discutere e ha diviso l’opinione pubblica. Il dibattito sull’allenatore svizzero si è protratto in pratica per tutta la stagione. A riaccenderlo è stato tra gli altri Lothar Matthäus, leggenda del calcio tedesco oggi opinionista di Sky Sport Deutschland. Nel suo editoriale del 2 giugno, prima quindi dell’annuncio della conferma, l’ex Inter ha criticato Favre per non aver utilizzato dall’inizio Sancho ed Emre Can nel Klassiker del 26 maggio e si è detto convinto che avrebbe lasciato la panchina, più per scelta sua che della società.

Matthäus introduce inoltre un tema interessante, il paragone con Klopp. L’attuale allenatore del Liverpool è stato infatti l’ultimo a riuscire a competere con il Bayern, battendolo per due stagioni consecutive, 2010/2011 e 2011/2012. Il confronto con i precedenti tecnici del Dortmund dal punto di vista statistico è al contrario un dato che letto da solo avvalla la scelta della società. La media punti di Favre in Bundesliga nei suoi due anni è infatti di 2,13 a partita, mentre ad esempio la media di Tuchel è stata 2,09 e soprattutto quella di Klopp 1,91. Certo il paragone deve tenere conto del numero complessivo di partite e ovviamente quelle di Klopp sono molte di più, ma il dato è comunque positivo.

Un altro elemento a favore dello svizzero è il lavoro con i giovani. Lavorare con calciatori da crescere e lanciare è una peculiarità del Dortmund e Favre ha dato gambe con buoni risultati a questa politica. Il lavoro fatto con Sancho, Hakimi e Gio Reyna, più ancora di Haaland, è sotto gli occhi di tutti e non va sottovalutato.

Lo svizzero ha ottenuto due secondi posti dietro a una corazzata come il Bayern ed è comprensibile la presa di posizione dell’ex capitano e attuale dirigente dei gialloneri, Sebastian Kehl.

Abbiamo sempre detto che sarà difficile vincere data la supremazia economica del Bayern. Accettiamo che il Bayern sia campione anche in questa stagione, avendo anche vinto entrambe le partite contro di noi. Non ha fatto quasi errori, soprattutto nella seconda metà della stagione. Se sono così costanti, è difficile superarli”.

Il bilancio sembra quindi positivo e la conferma una scelta ovvia. Però ci sono dei “ma”. In primo luogo la tenuta difensiva. Favre ha insistito probabilmente troppo sulla difesa a quattro, tardando a passare a tre, soluzione che in effetti ha dato risultati positivi. La seconda criticità è il bilancio nelle coppe: sia in DFB Pokal che in Champions in entrambe le stagioni il BVB è stato eliminato agli ottavi di finale (Tuchel ad esempio nel suo ultimo anno vinse la Coppa di Germania), dando sempre l’impressione che mancasse qualcosa in termini di mentalità. Eccolo il terzo punto interrogativo, quello più decisivo. Tanti addetti ai lavori hanno interpretato la differenza di approccio tra Borussia Dortmund e Bayern nell’ultima partita della stagione come sintesi delle carenze del BVB. I bavaresi, già vincitori del Meisterschale, hanno battuto 4-0 in trasferta il Wolfsburg, mentre i gialloneri hanno perso con lo stesso risultato in casa contro l’Hoffenheim. Entrambe quindi giocavano contro squadre motivate, che lottavano tra di loro per l’accesso diretto all’Europa League. Il Bayern non ha lasciato nulla agli avversari, il BVB non è entrato in campo.

L’aspetto della mentalità e di conseguenza la continuità di risultati sono sembrati effettivamente il principale tallone d’Achille della gestione Favre. La società fa muro intorno allo svizzero anche su questo tema, in primis con le parole dell’Amministratore Delegato Watzke al ‘Kicker’:

Lucien ha ottenuto due secondi posti e ha ancora un contratto fino al 2021. Conosco i pregiudizi su di lui. Il prossimo anno potrà smentirli, se lo merita. Qualsiasi allenatore al mondo avrebbe perso la partita contro l’Hoffenheim perché dipendeva dalla squadra. A Lipsia l’allenatore era lo stesso. Se vinci, la mentalità è sempre quella giusta”.

La dirigenza del Dortmund punta quindi tutto su Favre, consapevole del fatto che un’altra stagione senza titoli non sarebbe un fallimento solo per il tecnico, ma anche per gli stessi vertici. Insomma, un motivo in più per seguire la Bundesliga 2020/2021.

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