Danke schön, Claudio Pizarro: l’addio al calcio di un grande uomo

Claudio Pizarro

Si chiude a quasi quarantadue anni con Heidenheim-Werder e la salvezza degli amati grünweiss la carriera di Claudio Pizarro, presenza fissa in Bundesliga dal 1999, ad eccezione di una stagione in Premier League con il Chelsea nel 2007/2008. I numeri e i record dell’attaccante peruviano sono tanti, come abbiamo analizzato nel dettaglio in un precedente articolo. I dati in Bundesliga sono incredibili: 490 presenze e 197 gol in 20 stagioni tra Werder (dieci stagioni), Bayern (nove) e Colonia (una). Anche il palmarès è da top player: sei Meisterschale, sei DFB Pokal, una Champions League, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale.

Ma la Bundesliga senza Pizza perderà molto di più soprattutto dal punto di vista umano. Un paio di dichiarazioni dell’allenatore del Werder Brema Florian Kohfeldt, di quattro anni più giovane di Pizarro, dopo il sofferto Relegationsspiel bastano per riassumere lo spessore dell’attaccante peruviano. Innanzitutto raccontando di aver rivisto alcuni video di partite degli anseatici da fine anni novanta a oggi.

Uno c’era sempre: Pizarro. Ho detto al vice allenatore: ha sempre la stessa faccia sorridente. E questo dimostra da solo che gioia ha dato ai fan del Werder nel corso degli anni, quanta importanza ha per questo club. Non posso che togliermi il cappello e inchinarmi a Claudio Pizarro, sia per cosa è stato per il Werder sia per quanto ha fatto per la Bundesliga”.

Inoltre Kohfeldt ha aggiunto, commentando il mancato utilizzo del classe ’78 nell’ultima partita della carriera.

Sono andato da lui alla fine e mi sono scusato per non averlo fatto entrare nella sua ultima partita. Ma mi ha subito risposto: “non importa, quello che conta è che ci siamo salvati!”. Questo è Claudio”.

L’eccezionale spirito di squadra, dentro e fuori dal campo, è stato fondamentale in tutti gli spogliatoi con cui ha avuto a che fare e gli attestati di stima lo dimostrano. I compagni durante i festeggiamenti per la salvezza sono corsi da Pizza e lo hanno lanciato in aria. E poco dopo era lì a trascinare il gruppo nello spogliatoio, con musica ad alto volume e ovviamente l’immancabile birra. Con lo stesso sorriso di quasi ventun anni prima, dopo il primo gol in Bundesliga il 12 settembre 1999 contro il Kaiserslautern, sempre con la maglia del Werder. Anche su questo aspetto basta apprezzare le parole dette su Pizarro da chi lo conosce bene, questa volta il suo ex compagno Torsten Frings:

Con i suoi modi allegri non solo può coinvolgere i compagni nei momenti positivi, ma anche aiutarli nelle fasi negative”.

La prossima tappa dovrebbe essere il ritorno a Monaco, dove vivrà con l’inseparabile famiglia e con ogni probabilità lavorerà come ambasciatore del Bayern. Non è difficile immaginare che il Pizarro uomo sarà ricordato ancora più a lungo del Pizarro calciatore.

Ho sempre cercato di essere il migliore a calcio, il migliore a fare festa e il migliore in famiglia”.

Ma soprattutto il peruviano è stato una delle migliori persone che la Bundesliga abbia avuto. Danke schön, Claudio!

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