La triste fine di Thomas Kraft, una promessa mai mantenuta

thomas kraft

Da giovane era uno dei portieri più promettenti del calcio tedesco. L’1 luglio scorso, dopo quattro stagioni passate da riserva del norvegese Jarstein, Thomas Kraft ha annunciato di voler definitivamente appendere gli scarpini al chiodo a 31 anni. Il motivo? Da tempo soffre di problemi al collo e alla schiena, che lo hanno tenuto lontano dai campi di gioco negli ultimi due mesi. Probabilmente questo non è l’unico motivo, anche perché recentemente l’ex Bayern aveva ammesso di voler passare più tempo con la sua famiglia, da cui spesso si doveva assentare per lunghi periodi a causa degli impegni con la squadra.

Poi è lecito pensare anche ad altro, come a una completa perdita degli stimoli necessari per continuare a giocare a calcio: il ruolo del portiere è notoriamente uno dei più stressanti dal punto di vista psicologico, come ha purtroppo insegnato la triste storia di Robert Enke. In più Kraft vive da sempre nel rimpianto di non essere diventato quello che tutti si aspettavano diventasse.

La (non) fiducia del Bayern e la possibilità di van Gaal

Agli inizi della sua carriera, infatti, il classe 1988 era ritenuto un ottimo portiere, con tanto potenziale da esprimere. A 16 anni si era spostato dalla sua regione d’origine, la Renania-Palatinato, per trasferirsi nelle giovanili del Bayern Monaco e dedicarsi completamente al calcio, lo sport di cui si era innamorato da bambino. In Baviera, però, giocava il re dei portieri tedeschi, Oliver Kahn, il cui soprannome era appunto King Kahn (o König, se preferite il tedesco): una leggenda inamovibile del club bavarese, che però lasciò il club e il calcio giocato nel 2008, quando Kraft cominciò a entrare nell’orbita della prima squadra.

Tuttavia qualcosa non andava. Dall’addio di Kahn lo spazio che gli veniva concesso era ancora minore e a 22 anni lui non aveva ancora giocato nemmeno un minuto in Bundesliga. La sua carriera ad alti livelli sembrava già finita, anche se non era mai realmente iniziata. Nella seconda metà della stagione 2010/11, però, gli errori del titolare Butt e l’addio di Rensing, anche lui considerato un grande prospetto delle giovanili bavaresi, convinsero Louis van Gaal a puntare su Kraft, che venne scelto come il portiere titolare per il resto della stagione. Il 15 gennaio arrivò il tanto atteso esordio, contro il Wolfsburg: la partita terminò per 1-1, e fu proprio il portiere tedesco a realizzare l’assist (su cui il portiere avversario sbagliò completamente l’uscita) per il gol di Thomas Müller. Anche se la stagione era stata fino ad allora molto deludente, i tifosi del Bayern erano quanto meno più sicuri con lui fra i pali. Le delusioni tuttavia non erano finite, perché il 15 marzo successivo il Bayern uscì dalla Champions League perdendo per 3-2 contro l’Inter, che diventò la prima squadra a uscire vincitrice dall’Allianz Arena.

Un errore fatale

Van Gaal era prossimo all’esonero e il 9 aprile avrebbe dovuto affrontare il Norimberga con l’obbligo di vincere. Kraft, ovviamente, partì dal primo minuto, e già nel primo tempo corse un rischio enorme con un’uscita assolutamente inguardabile per anticipare l’attaccante avversario. Nel secondo tempo entrò l’altra ex promessa Diego Contento, per cercare di mantenere l’1-0 guadagnato nel primo tempo, ma l’ex promessa rischiò un’altra uscita: anticipò Lahm, cercò di giocare la palla con un morbido pallonetto, che però finì sui piedi del rapace Eigler, che da 30 metri tirò al volo e segnò il gol che segnava la fine dell’avventura dell’allenatore olandese sulla panchina del Bayern. Non solo, perché da quel momento Thomas Kraft non giocò più un solo minuto con la maglia della squadra che l’aveva cresciuto e condannato, in quel preciso istante.

Thomas Kraft, l’inizio di una triste fine

A fine anno andò in scadenza e finalmente era libero di scegliere una squadra che gli avrebbe permesso di giocare con costanza, dimenticando completamente il suo passato. L’offerta più convincente fu quella dell’Hertha Berlino, ritornato in Bundesliga dopo un anno di inferno in Zweite, e Kraft ritornò a fare ciò che più amava: il portiere. Purtroppo l’Hertha retrocedette ancora una volta e dovette rivincere la Zweite. I due anni successivi furono relativamente tranquilli per l’ex promessa del Bayern, che continuò a difendere da titolare la porta dei berlinesi, finché nell’estate del 2015 il secondo Jarstein, più esperto e affidabile, lo scavalcò nelle gerarchie e si prese il posto di titolare. Da quel momento Thomas Kraft giocò pochissimo e ancora più spesso fu costretto a stare fuori a causa di un numero spropositato di infortuni. Niente di gravissimo, ma tanti problemi minori che lo costringevano a pause improvvise e inaspettate. Nel 2017, durante un amichevole di fine stagione contro SV Falkensee-Finkenkrug, venne schierato a centrocampo nel secondo tempo e segnò da un calcio di rigore.

E ora, dopo una stagione da 4 presenze e 9 gol subiti, ha deciso di smettere per sempre con il calcio. Una decisione inaspettata, presa a nemmeno 32 anni. Pochi per un portiere, che però per tutta la carriera è stato tormentato dall’essere considerato una promessa. Una promessa infranta e che, a meno di clamorosi dietrofront, non verrà mai più mantenuta.

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