La calda estate dello Schalke 04

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Trentanove punti. Di cui solo nove conquistati nel girone di ritorno. Dopo un avvio promettente lo Schalke 04 è arrivato dodicesimo in Bundesliga, non vincendo nessuna delle ultime sedici partite. I problemi che la dirigenza dei Knappen deve risolvere ora sono soprattutto fuori dal campo.

Conti in “rosso” – Il primo grosso nodo per il club di Gelsenkirchen è il bilancio. Nel 2019 lo Schalke 04 aveva 197 milioni di euro di debiti e gli ultimi mesi non hanno migliorato la situazione. Lo stop forzato per l’epidemia di Covid-19 e la ripresa a porte chiuse hanno causato ai Knappen, come a tutti gli altri club di Bundesliga, perdite economiche consistenti (solo per le partite a porte chiuse si parla di due milioni di euro a match), che hanno inciso sulle finanze già precarie dei biancoblù. Tanto che era stata addirittura ventilata l’avvio di un “Insolvenzverfahren”, di una procedura di fallimento – come successo al Kaiserslautern – scongiurata temporaneamente anche dal versamento delle quote dei diritti TV.

Soluzioni? Tetto salariale e aiuti del Land – Per provare a migliorare una situazione che rischia di peggiorare, anche per la mancata qualificazione dello Schalke 04 alle coppe europee, i dirigenti dei Knappen stanno studiando l’introduzione di un tetto salariale. Da questa sessione di mercato la società di Gelsenkirchen non dovrebbe offrire ai nuovi arrivati un ingaggio superiore ai 2,5 milioni di euro a stagione e non stipulerà rinnovi superiori a tale cifra. In più sul tema stipendi i giocatori già sotto contratto potrebbero rinunciare ancora a parte dei loro salari, come già fatto in questa ultima fetta di stagione. Lo Schalke 04 per risollevarsi avrebbe anche chiesto una mano al governo del suo Land, il Nordrhein-Westfalen. L’ipotesi sul piatto sarebbe, secondo i media locali, l’emissione di una fideiussione, ovvero di una garanzia, da 40 milioni di euro, con cui lo Schalke avrebbe un prestito bancario. Di certo non c’è anche nulla, se non che Armin Laschet, esponente della CDU e presidente del Land, ha garantito che non ci sarà nessuna “legge Schalke”. Peraltro più volte i Knappen hanno ricevuto un aiuto dal governo regionale, l’ultimo nell’estate 2019 a favore dello Schalker Stadion-GmbH.

Turbolenze societarie – I conti non sono l’unico problema del club di Gelsenkirchen. Difficili sono stati i rapporti interni alla società. Nel pieno dell’emergenza Coronavirus Peter Peters, il responsabile finanziario ha annunciato il suo addio al club dopo 27 anni. Un’uscita di scena, seguita a quella del capo della comunicazione Thomas Spiegel, che è arrivata dopo la polemica riguardo ai rimborsi dei biglietti dei tifosi, ma che secondo alcuni media locali sarebbero la conseguenza della situazione economica precaria dei Knappen e soprattutto dei contrasti tra Peters e l’ormai ex presidente Clemens Tönnies. Sì, perché l’uomo che per 19 anni ha presieduto l’Aufsichtsrat, il consiglio di sorveglianza, dello Schalke, si è dimesso il 30 giugno, venendo sostituito da Jens Buchta.

Lo Schalke non ha mai amato Tönnies, patron della carne. Fonte: Getty/OneFootball

L’ha fatto, dopo quasi un anno di polemiche, partite dall’agosto 2019 quando Tönnies ad un evento a Paderborn, aveva pronunciato affermazioni razziste, venendo poi sospeso dal suo stesso club. Da lì era stato un attacco continuo, soprattutto dopo che erano state rese note alcune delle misure della società per ridurre i costi. Come licenziare 24 autisti che si occupavano di accompagnare i ragazzi delle giovanili, se i loro genitori non potevano. E poi nelle ultime settimanale il colpo finale per Tönnies, accusato anche di aver gestito il club in maniera autoritaria. Negli stabilimenti del dirigente, proprietario di un colosso della carne, sono scoppiate dei focolai di Covid-19, la cui diffusione sarebbe stata accelerata dalle condizioni in cui gli operai, spesso provenienti dall’Europa dell’Est lavoravano e vivevano. Troppo per una società, con 160mila soci, che dell’essere a forte base operaia ha fatto parte della sua identità.

Conferma Wagner, liberi tutti? – Infine c’è il problema sportivo. David Wagner è stato confermato dai dirigenti, ma la situazione finanziaria, oltre a implicare investimenti minori nella campagna di rafforzamento, potrebbe portare a cessioni eccellenti, che potrebbe indebolire una squadra, che insieme al Werder Brema, è stata la vera delusione della Bundesliga.

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