5 motivi per non perdersi Heidenheim-Werder Brema

Heidenheim Werder Brema

Perché una sconfitta del Werder Brema contro l’Heidenheim nel ritorno del Relegationsspiel sancirebbe la prima retrocessione dei Grünweiß dopo 40 anni. Quattro decadi caratterizzati da due ere, quella di Otto Rehhagel (dal 1981 al 1995) e quella di Thomas Schaaf (dal 1999 al 2013). Quattro decadi nelle quali i due tecnici – unici a durare più di Kohfeldt sulla panchina del Weserstadion – hanno portato 3 Meisterschale, 5 DFB-Pokal, 4 Supercoppe, una Coppa delle Coppe. Dal 1980 il Werder ha scritto la propria storia, è diventato un club nobile. Ha ospitato, cresciuto e lanciato fior di campioni.

Perché l’Heidenheim in Bundesliga sarebbe il coronamento di una cavalcata partita in quinta divisione neanche vent’anni fa. Una cittadina di montagna del Baden-Württenberg, neanche 50mila abitanti, sogna di portare il proprio nome nell’élite del calcio tedesco. Sarebbe un record di ‘altitudine’, visto che Heidenheim sta a quasi 600 metri sopra il livello del mare. In più, sarebbe una delle città più piccole ad avere la squadra in Bundesliga. L’ultimo step da fare dopo aver scalato le categorie della gerarchia calcistica tedesca.

Perché potrebbe essere l’ultima partita in carriera di Claudio Pizarro. Sì, in teoria ha già annunciato l’intenzione di chiudere. Sì, ma è Claudio Pizarro. E anche a 42 anni esiste una minima probabilità che cambi ancora idea. Aiuterà il Werder Brema a mantenere la categoria contro l’Heidenheim, sperando di riuscire a giocare almeno ancora qualche minuto. Conscio però che nelle gerarchie di quell’attacco davanti a lui ce ne sono diversi. Piza chiederà ai compagni un ultimo favore: non fargli finire la carriera retrocedendo. In effetti, non se lo meriterebbe.

claudio pizarro
Claudio Pizarro, classe 1978. Fonte: @werderbremen

Perché c’è Milot Rashica. Uno il cui nome può essere messo vicino anche a grandi squadre, non solo tedesche. Si è molto parlato del Lipsia per il suo futuro, ma anche altre squadre, soprattutto italiane, sarebbero interessate. La stampa tedesca ha rivelato che se il Werder dovesse retrocedere il kosovaro si potrebbe liberare soltanto con 15 milioni di clausola. Altrimenti, in caso di salvezza, si arriverebbe a 36. Quest’anno, nelle enormi difficoltà dell’attacco del Werder, ha contribuito segnando 11 goal e fornendo 9 assist, quasi il 50% di quanto prodotto dalla squadra di Kohfeldt. Da seguire.

Perché Marc Schnatterer si gioca probabilmente l’ultima opportunità per arrivare in Bundesliga. In Germania viene considerato uno dei giocatori più forti a non aver mai giocato in Bundesliga. Vive con l’etichetta di giocatore più forte della seconda e della terza serie, ma a lui non dispiace. Avrebbe avuto tante occasioni per andare via dall’Heidenheim, ha sempre scelto di rimanerci perché si trova perfettamente a proprio agio nella realtà della squadra allenata da Frank Schmidt. Ora può realizzare un sogno, a 35 anni: arrivare in Bundesliga, proprio con l’Heidenheim.

BONUS POINT – Perché è l’ultimo assaggio di Bundesliga della stagione più anomala di sempre. Una lunga pausa di mezzo, e non quella invernale. Un finale di stagione senza i tifosi. Una scelta necessaria, che non è piaciuta a nessuno, nemmeno alla DFL. Una scelta che comunque ha permesso ai club di mantenersi in linea di galleggiamento, limitando i casi di insolvenza e permettendo di gestire meglio le difficoltà economiche provocate dall’assenza dei tifosi. Dopo stasera, dopo Heidenheim-Werder Brema, la Bundesliga chiuderà i battenti per almeno un paio di mesi. Sperando di riaprire le porte anche ai tifosi a settembre.

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