La stagione del Bayern II: campioni in 3.Liga nel segno del talento

bayern II

Il fatto che il Bayern Monaco vinca il campionato ormai non fa più neanche tanto rumore. D’altro canto, da quando esiste la Bundesliga il Meisterschale è finito a Monaco il 50% delle volte. Fa invece molto più notizia il fatto che il Bayern II abbia vinto il campionato: la seconda squadra del club bavarese ha infatti concluso la 3.Liga 2019/20 al primo posto. Una vera sorpresa, soprattutto se si pensa a dove si trovava la squadra al termine del girone d’andata e se si pensa al continuo viavai di giocatori tra Under 19, seconda e prima squadra. Eppure, a Säbener Straße hanno aggiunto un altro trofeo.

Non si tratta per la verità del primo trionfo del Bayern II in terza divisione: già nel 2004 aveva vinto il campionato, ma si trattava ancora di Regionalliga e non di girone unico. Come invece è accaduto quest’anno. Peraltro, da neopromossa: aveva vinto lo spareggio con il Wolfsburg II lo scorso anno. Quest’anno è arrivato il bis. Inatteso, a dir poco. Anche se non varrà la promozione in Zweite per regolamento: le seconde squadre non sono ammesse, altrimenti un club avrebbe due voti nell’assemblea della DFL.

Al temine del girone d’andata la squadra si trovava in 15a posizione con soli 22 punti raccolti in 19 partite, a -16 dalla vetta e con una differenza reti addirittura negativa, con 41 goal subiti. Peggiore difesa della 3.Liga, anche peggio del derelitto Jena. Priorità salvezza e poco altro. Poi, la svolta improvvisa. Senza una vera e propria rivoluzione, ma in maniera quasi del tutto naturale. Un girone di ritorno da 13 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Un totale di 43 punti raccolti, migliore di tutta la 3.Liga. 42 goal segnati e soprattutto 19 subiti, arrivando fino alla prima posizione.

Dopo essere rimasto giù dal podio per le prime 29 giornate, è entrato nella top 3. Alla 33ª, complice il crollo del Duisburg – primo candidato per la promozione fino al post-Covid –  si è ritrovato in testa. Poi ha continuato a correre. Come già faceva. Dalla 25ª giornata non ha mai smesso di guadagnare posizioni. Alla fine i 65 punti sono stati sufficienti per vincere il campionato. Certo, anche grazie alle non vittorie di Eintracht Braunschweig e Würzburger Kickers in una pazza ultima giornata. Nonostante la sconfitta contro il Kaiserslautern, il Bayern II ha alzato il trofeo.

Sconfitta non casuale, così come non è stato casuale il difficile pareggio ottenuto alla penultima giornata, proprio contro il Duisburg. Nelle ultime due partite della stagione i bavaresi non hanno avuto a disposizione Otschi Wriedt, capocannoniere del campionato con 24 goal, eletto anche miglior giocatore della 3.Liga 2019/20. I goal del classe 1994, uno dei fuoriquota, sono stati la grande costante, anche nei momenti più difficili. Non una novità, visto che il nativo di Amburgo, ma di origini ghanesi (fa parte anche della nazionale maggiore delle black stars) è andato oltre quota 20 anche nei due anni scorsi in Bundesliga.

Il motivo per cui Wriedt non ha potuto giocare le ultime due è stato un mancato accordo tra il Bayern e il Willem II, squadra tedesca di Eredivisie con cui il 26enne centravanti ex Osnabrück ha firmato un accordo già da gennaio per la prossima stagione. Come lui anche Derrick Köhn, terzino sinistro classe 1999 di grande spinta e prospettiva. I contratti col Bayern scadevano il 30 giugno, gli olandesi non hanno dato il placet per prolungarli. Poco male, col senno di poi.

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Wriedt e Köhn sono stati tra i giocatori maggiormente utilizzati. Non un aspetto da sottovalutare, visto che l’obiettivo primario della seconda squadra per il Bayern è formare giovani da sfruttare al piano di sopra. Due esempi: hanno accumulato alcuni minuti con il Bayern II anche Davies e Cuisance, elementi prevalentemente della prima squadra, ‘prestati’ alla seconda per alcune partite (3 il canadese, 5 il francese) soprattutto nel girone d’andata. Altri hanno iniziato con la seconda e poi sono finiti in pianta stabile nel giro della prima, come Joshua Zirkzee, l’uomo della provvidenza. Curiosamente l’olandese classe 2001 ha segnato più tra i pro che in Dritte.

Anche tanti altri elementi saltellavano tra la seconda e la prima, su tutti il giovane difensore (o mediano all’occorrenza) Lukas Mai. Non ha mai giocato con la prima in stagione – aveva già esordito con Heynckes due anni fa – ma per 20 volte è stato convocato e portato in panchina. Altri invece hanno anche debuttato al piano di sopra: tra questi il neozelandese Singh (7 goal e 7 assist con la seconda) che è anche partito da titolare. Poi Batista-Meier, Dajaku, Richards. Anche Musiala, talento classe 2003. Alcuni sono stati soltanto convocati tipo Will, Arp, i portieri Früchtl e Hofmann. Tutti elementi chiave della seconda squadra, talenti purissimi che il Bayern vuole far crescere per poi tenerseli stretti nel futuro.

Dietro questo successo e questo sviluppo del talento c’è un regista dal cognome importante in casa Bayern: Sebastian Hoeneß, l’allenatore del Bayern II. Figlio di Dieter, quindi nipote di Uli. Qualcuno parlava di ‘raccomandazione’: troppo facile. In ogni caso, è stato zittito. Il 38enne non è stato un giocatore non forte come il babbo o lo zio. Meglio è andata in panchina. Un passato recente nelle giovanili del Lipsia, poi il Bayern Under 19 dal 2017. Quest’anno prima volta con la seconda squadra. Subito vincente. Sulle orme del papà e dello zio Uli.

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