Leroy Sané e il Bayern, il matrimonio perfetto

Leroy Sané Bayern

Parola d’ordine: pazienza. Questo probabilmente ripeteva Hasan Salihamidzic durante ogni meeting di mercato negli ultimi 15 mesi. Ovvero, più o meno, da quando il nome di Leroy Sané ha iniziato a circolare con insistenza sulla stampa vicino a quello del Bayern Monaco. Probabilmente negli uffici di Säbener Straße girava già da un po’. Il motivo? Ne avevamo parlato anche esattamente un anno fa, luglio 2019: Leroy Sané è l’acquisto perfetto per il Bayern. Le ragioni sono più o meno le stesse.

Lo pensavamo per un Bayern in piena ricostruzione e ai nastri di partenza senza grandi certezze, a maggior ragione lo si pensa per una versione del Bayern che 12 mesi dopo conta su una serie di certezze che fanno tremare anche l’Europa. Difficile trovare qualcuno che, a inizio marzo, non inserisse il Bayern tra le due-tre principali favorite per la Champions. Una pandemia ha cambiato i tempi, sia del calcio che della Champions League, rimettendo in discussione qualche certezza a causa della pausa di un mese tra la fine del calcio in Germania e la ripresa delle competizioni europee. Un’eventuale eliminazione non minerà comunque la solidità dei principi di gioco – e non solo – della squadra di Hansi Flick.

Ecco, Leroy Sané va a inserirsi esattamente in questo contesto. Un contesto nel quale il cambiamento di uno-due-tre interpreti non mina l’efficacia del sistema. Dove anche l’inserimento dei giovanissimi riesce ad essere di successo (vero, Joshua Zirkzee?). La linea che sognava Karl-Heinz Rummenigge quando, alcuni mesi fa, aveva dichiarato di volere un Bayern con 15-16 titolari e poi tanti giovani pronti a essere i sostituti in caso di assenze. Se poi quei 15-16 sono perlopiù fuoriclasse, il presidente può esser solo che felice. Il classe 1996 ex Schalke 04 e, a questo punto, anche ex Manchester City, rientra nella categoria.

In più, Leroy Sané porta al Bayern duttilità. Quella appresa grazie a Pep Guardiola, che lo ha schierato spesso sull’ala sinistra e altrettanto spesso nel ruolo di attaccante centrale. All’occorrenza, un vice-Lewa. Anche se Zirkzee – con cui Sané condivide il look – sembra tagliato per quel ruolo. Il classe 1996 porta competitività e competizione sulle fasce, occupate in questa stagione soltanto da Gnabry e Coman, più la situazione provvisoria Perisic e il solito adattamento di Müller. Numericamente c’era necessità di rinforzare il reparto, una linea comune su cui tutti nel quartier generale del Bayern erano concordi. Anche pubblicamente dirigenza e staff hanno tenuto la stessa linea: c’erano due ruoli da consolidare, l’esterno offensivo e il terzino destro. Perché, di fatto, Robben e Ribéry non erano stati sostituiti. Problema risolto, in un colpo solo.

Durante la presentazione del giocatore, Rummenigge ha voluto complimentarsi pubblicamente con Salihamidzic per aver portato a termine il trasferimento. Soltanto due giorni fa Brazzo era stato promosso ufficialmente come membro del board. Ieri ha fatto firmare un contratto quinquennale a uno dei migliori talenti tedeschi in circolazione. I giornali negli scorsi mesi hanno affermato che lo stesso direttore sportivo aveva messo personalmente il veto su alcuni nomi che erano stati proposti dallo staff tecnico. Ecco, quando siamo soltanto a inizio luglio – con tre mesi di mercato davanti – ha già fatto firmare il miglior vice Neuer possibile, valutando potenziale e caratteristiche, uno dei talenti più puri del panorama calcistico europeo e una star affermata. Anzi, un nuovo numero 10, visto che lo erediterà da Coutinho. Nübel, Nianzou Kouassi e Sané. Spendendo neanche 50 milioni – bonus esclusi.

Sì, perché la valutazione dell’operazione conclusa dal Bayern per Leroy Sané non può prescindere dal prezzo. Secondo la stampa tedesca, 49 milioni di euro più bonus fino a circa 60. Un ingaggio di 17 milioni lordi. Per uno che a 24 anni ha già 200 presenze tra i professionisti (saremmo a 250 senza quel maledetto crociato), una cinquantina di goal e altrettanti assist, sette trofei vinti a livello pro. Difficile portare a termine un affare migliore, specialmente nelle condizioni economiche in cui si trova la gran parte dei club europei post Coronavirus. In più, zero rischi: il giocatore non scenderà più in campo con il City fino al termine di questa stagione anomala. Anche per questi motivi l’unione tra Leroy Sané e il Bayern può essere tranquillamente definita come il matrimonio perfetto. E il più importante da quando in Baviera è sbarcato un certo Robert Lewandowski.

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