Diego Contento, l’ex talento del Bayern riparte dal Sandhausen

Diego Contento

La sua carriera non è stata quella che aveva immaginato. Non è arrivato a giocare per il Napoli, la sua squadra del cuore, né probabilmente mai ci arriverà. Per questo non è riuscito a onorare quel nome, Diego Armando, che i suoi genitori, napoletani nel sangue, hanno deciso di dargli. A inizio giugno, dopo due stagioni rovinate dagli infortuni e dalla poca fiducia, il direttore sportivo del Fortuna Düsseldorf, Uwe Klein, ha annunciato che non rinnoverà il suo contratto in scadenza. L’ennesima delusione nella carriera di Diego Armando Valentin Contento, che ripartirà dal Sandhausen e dalla Zweite. È nato l’1 luglio del 1990 a Monaco di Baviera. Qui Diego cominciò a giocare a calcio sin da piccolo, a 5 anni entrò nelle giovanili del Bayern e il 10 febbraio del 2010 esordì con la prima squadra, subentrando a Christian Lell nella sfida di Bundesliga contro il Greuter Fürth.

Di lui si diceva un gran bene: era un terzino sinistro tatticamente intelligente, dotato di tanta corsa e di un buon mancino. In altre parole, era un giovane con tanto potenziale, che, però, non era ancora pronto a prendersi sulle spalle la corsia mancina del Bayern Monaco. E, soprattutto, il suo fisico aveva già dimostrato di essere molto delicato. Tuttavia, la fiducia nelle sue qualità era tanta, quindi Contento rimase a Monaco per alternarsi sulla corsia sinistra con David Alaba, cresciuto anche lui nelle giovanili del Bayern. Sin da subito l’austriaco scavalcò nelle gerarchie il terzino di origini italiane, che comunque riuscì a giocare 14 partite nella Bundesliga 2010/11, dimostrando di essere una buona alternativa.

Per la stagione successiva il Bayern acquistò Rafinha, che andò a spostare Lahm sulla fascia sinistra. Con lui e Alaba davanti, Contento trovò pochissimo spazio, pur riuscendo a giocare la finale di Champions League contro il Chelsea. Purtroppo questa partita fu solo un caso isolato, perché nelle due stagioni successive gli infortuni che già l’avevano limitato molto si presentarono sempre con maggiore frequenza, finché il Bayern non lo mise sul mercato, perché di quel terzino di buona prospettiva non rimaneva più nulla.

A 24 anni Contento era la perenne riserva di Alaba in un Bayern che praticamente aveva vinto tutto, dalla Bundesliga alla Coppa di Germania fino alla storica Champions League vinta contro i rivali del Borussia Dortmund: lui, però, cercava nuovi stimoli, perché sapeva di poter dare ancora qualcosa al mondo del calcio.

La Fiorentina provò a portarlo in Italia, ma alla fine scelse di trasferirsi in Francia, al Bordeaux. Forse per il soprannome della città, la Monaco francese, che richiamava alla memoria di Contento quei 19 anni passati con la maglia del Bayern. Il suo nuovo club stava vivendo un periodo buio, dopo che nel 2009 aveva vinto la Ligue 1: tanti piazzamenti mediocri e la sola vittoria della Coppa di Francia avevano fatto sprofondare i girondini in una triste malinconia, in attesa di un rilancio che sembrava impossibile con l’ascesa del PSG e il rafforzamento di realtà come il Lione e il Marsiglia. Questo contesto complicato, tuttavia, era quello che cercava Diego Contento: una nuova sfida, in cui lottare per ogni singolo punto. E i primi tre anni in Francia furono probabilmente i migliori della carriera dell’ex Bayern: ebbe modo di giocare con continuità, segnare due gol e mostrare il suo reale valore. Nel suo quarto anno in Ligue 1, però, venne messo fuori dal progetto del Bordeaux e l’allenatore Gourvennec, che aveva guidato la squadra anche l’anno prima, gli chiese di trovarsi un’altra sistemazione. Per Contento questa fu un’amarissima delusione, ma lui voleva ancora giocare a calcio.

Diego Contento
Diego Contento con la maglia del Bordeaux. Fonte: Getty/OneFootball

A fine anno andò in scadenza di contratto. Era libero di scegliere la squadra migliore per ripartire ancora una volta, a 28 anni. E così si fece avanti il Fortuna Düsseldorf, che lo avrebbe riportato nel suo passato, in Bundesliga. Diego Contento accettò subito: il fisico l’aveva fermato, la volontà lo aveva portato lontano, in Francia, ma ora il destino lo voleva di nuovo in Germania.

L’1 luglio del 2018 firmò un biennale con il Fortuna. Era felice e sicuramente avrebbe giocato con costanza, diventando forse un giocatore importante della squadra. Esordì il 19 agosto in DFB-Pokal, nel 5-0 contro il RW Koblenz. Giocò solo 22 minuti, che poi sarebbero anche stati gli unici della sua nuova avventura. L’8 settembre, infatti, Diego Contento si ruppe il legamento crociato in allenamento e la diagnosi era impietosa: 9 mesi fuori dai campi di calcio. Un’eternità, per un giocatore che aveva pensato di aver finalmente superato i suoi problemi fisici.

L’ex Bayern ritornò più forte di prima, con tante motivazioni per fare bene: il Fortuna Düsseldorf, però, non lo voleva più. Iniziò la stagione in panchina e lentamente scivolò in tribuna, dimenticato da tifosi e compagni di squadra. Nel 2020 è stato convocato una sola volta in prima squadra ed ha giocato una partita, in Regionalliga West, con la seconda squadra. E due settimane fa è arrivato l’annuncio di Uwe Klein, come tutti, compreso Contento, si aspettavano. Tanto rammarico e tanta delusione per la fine poco romantica di un’esperienza che avrebbe potuto dare molto a entrambe le parti, eppure rimane la speranza di rivedere l’ex rivelazione del Bayern calcare i campi di calcio di Bundesliga. Intanto, ripartirà dal Sandhausen, in Zweite: la sua riscossa comincia da qui.

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