Achraf Hakimi al Dortmund: due anni, cinque ruoli

hakimi dortmund

Arrivato come una giovane promessa tutta da costruire, a vent’anni, con un Mondiale già all’attivo e tante responsabilità già gestite, come quelle che implica essere un giocatore del Real Madrid. Partito come uno degli esterni offensivi più seguiti in tutta Europa, lasciato andare per questioni economiche. Achraf Hakimi ha vestito solo per due anni la maglia del Borussia Dortmund, peraltro in prestito. Le strade del marocchino – destinato all’Inter – e del club giallonero si separano dopo 24 mesi intensi, che hanno reso il classe 1998 uno dei migliori nel suo ruolo. Anche se a Dortmund Hakimi un ruolo preciso non l’ha mai avuto fino a novembre.

Le due stagioni del prodotto della Casa Blanca al Westfalenstadion sono state contraddistinte, tra le altre cose, dagli svariati cambiamenti di posizione che Lucien Favre ha varato per il proprio numero 5, trovatosi a coprire per cinque ruoli diversi fino a trovare la sua dimensione ideale nel sistema dell’allenatore svizzero.

Hakimi ha iniziato come alternativa a Lukas Piszczek come terzino destro del 4-2-3-1 con cui il BVB ha disputato interamente la scorsa stagione. Alcuni acciacchi del polacco gli hanno permesso di esordire (con goal) nel 7-0 contro il Norimberga in quello che anche a Madrid era il suo ruolo naturale.

Una situazione estremamente provvisoria: appena rientrato il polacco, tornato nella sua posizione, Hakimi è stato spostato da terzino sinistro, dove né Raphaël Guerreiro né Abdou Diallo garantivano al 100%: il primo per le lacune in fase divensiva, il secondo al contrario per quelle in fase offensiva. Hakimi sembrava rappresentare un buon compromesso per l’equilibrio di squadra: nelle prime 11 partite con lui da titolare arrivarono 10 vittorie e un pari. Poi, quando è stato messo in panchina, il BVB ha perso contro il Fortuna.

Anche nella seconda parte della sua prima stagione ha continuato a dividersi tra fascia destra e sinistra della difesa a quattro, dando un contributo solido alla fase offensiva, molto meno in fase di non possesso, risentendo anche di una linea difensiva ancora lontana dal concetto di stabilità.

Anche per questo probabilmente all’inizio della nuova stagione, dopo un paio di panchine e qualche partita giocata ancora da terzino, Favre ha identificato Hakimi come l’uomo ideale per giocare tra i tre dietro la punta. Con Sancho ancora lontano dal top e Hazard e Brandt partiti a rilento, oltre all’assenza di una vera punta oltre ad Alcácer, il marocchino ha giocato alcune partite da ala sinistra. Compresa una gara di Champions sul campo dello Slavia Praga nella quale il Borussia vinse 0-2 grazie a una sua doppietta. Ne avrebbe segnata un’altra un mese e mezzo dopo, a inizio novembre, contro l’Inter giocando però da terzino destro – con licenza di andare più o meno dove volesse dopo lo 0-2 dei nerazzurri all’intervallo. Risultato finale: 3-2 BVB.

Sempre nell’autunno del 2019 ha giocato in alcune occasioni anche da ala destra, senza riuscire a brillare particolarmente: poco campo da attaccare e troppa prevedibilità quando entrava dentro al campo. Probabilmente anche per questo Favre lo ha ridisegnato come ‘quinto’ a destra del 3-4-3 con il quale il Dortmund ha iniziato a giocare a fine novembre, la prima volta a Berlino contro l’Hertha. Sia per il club che per il marocchino è stata la svolta. Nel suo nuovo ruolo, ha segnato tre goal e fornito 7 assist nel giro di 21 partite. Ha sempre giocato titolare quando contava, poi dopo la squalifica alla penultima ha lasciato il posto a Morey, uno dei suoi ‘eredi’ – l’altro è ovviamente Thomas Meunier.

Dal prossimo settembre la fascia destra del Dortmund avrà un nuovo padrone: Zorc ha già chiarito che il riscatto di Hakimi è fuori discussione per il prezzo eccessivo del cartellino – si dice il BVB abbia un tetto di spesa di circa 20 milioni a giocatore. Se però oggi Favre ha trovato un sistema di gioco su cui costruire la prossima corsa al Bayern, è anche grazie al marocchino. Che si godrà il futuro in nerazzurro.

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