Il Norimberga vive l’incubo della doppia retrocessione

Norimberga

Lo scorso anno il Norimberga ha chiuso all’ultimo posto la prima stagione di Bundesliga dopo quattro anni di assenza. Una retrocessione annunciata, sia per il valore della rosa sia per i problemi finanziari che avevano costretto il club a un mercato al risparmio, di certo non sufficiente per garantirsi una stagione di buon livello nella massima divisione. Anche quest’anno tutto sta andando per il verso sbagliato: der Club vede l’incubo della seconda retrocessione consecutiva prendere sempre più forma e, per la prima volta nella lunga storia, vive il rischio di un doppio salto verso il basso.

L’ultima e unica volta che la squadra della Franconia ha giocato nella terza categoria del calcio tedesco risale alla stagione 1996/97, quando la 3.Liga non esisteva ancora. La permanenza nella Regionalliga Süd, per fortuna, durò un solo anno. Anche in quel caso fu un crollo verticale, anche se parzialmente attenuato da una salvezza conquistata in Zweite alla prima stagione dopo la retrocessione dalla Bundesliga nel 1994. Decisivi in negativo i 6 punti di penalizzazione comminati dalla federazione alla squadra a causa di gravi problemi finanziari. La risalita portò anche alla conquista della DFB-Pokal nel 2007, il punto più alto negli ultimi 20 anni. Quello di oggi, invece, è certamente il più basso.

Il Norimberga ha chiuso al terzultimo posto e dovrà giocare lo spareggio contro la terza della 3.Liga. Ha raccolto 37 punti in 34 partite, a fronte di 45 goal segnati e 58 subiti. Soltanto Wehen Wiesbaden e Dynamo Dresda, ovvero le ultime due, hanno una differenza reti peggiore. Der Club si è trovato a giocarsi la salvezza e lo spareggio all’ultima giornata con un altro club sicuramente meno attrezzato come il Karlsruher, promosso in Zweite soltanto un anno fa. Non una stranezza, nel campionato in cui i pronostici vengono puntualmente ribaltati.

La squadra allenata da Jens Keller – che ha preso il posto di Damir Canadi a inizio stagione, dopo un intermezzo con la leggenda Marek Mintàl tecnico ad interim – ha interrotto alla terzultima giornata una serie negativa di 7 gare senza successi, con una sola vittoria nelle scorse 10 partite. Tra ottobre e dicembre aveva fatto anche peggio, arrivando a 9 partite consecutive senza una vittoria. Uno dei principali problemi è stato quello del goal, soprattutto per gli attaccanti. Michael Frey e Mikael Ishak sono fermi a 5 reti complessive, tante quante Geis e Behrens, che di professione fanno i centrocampisti. Unica luce il giovane Robin Hack, per distacco il migliore della stagione e non solo in termini statistici. Protagonista, peraltro, dello 0-6 contro il Wehen che ha ridato fiducia e quantomeno evitato la retrocessione diretta. Anche se lo spettro dello spareggio non se n’è ancora andato. Anzi: la giornata dopo lo 0-6 è stato subito dallo Stoccarda. Poi all’ultima giornata il disastro: 1-1 con l’Holstein Kiel mentre il Karlsruher vinceva, agganciava a 37 e si salvava per differenza reti.

La fortuna, certamente, non ha mai aiutato il club della Franconia, soprattutto in autunno. Per un periodo infatti la squadra ha vissuto una girandola di portieri incredibile: tutto iniziato dall’infortunio del titolare Mathenia, poi tra campo e panchina ne sono girati altri 7 nel giro di neanche 20 partite. Sicurezza pari a zero. Con gli arrivi di Mavropanos e Heise a gennaio si è sistemata un minimo la difesa – 17 goal incassati in 15 partite nel girone di ritorno contro i 34 del girone d’andata – ma l’attacco non è riuscito a trovare ritmo.

Quella che doveva essere una stagione in cui lottare per la promozione (paradosso: il terzo posto dista ‘solo’ 18 punti), è diventata un’annata da incubo. Sin dalla seconda giornata, dalla prima grande debacle della stagione in casa con l’Amburgo. Uno 0-4 che ha fatto scattare qualcosa di negativo nella testa del Norimberga. Poi ne sono arrivate altre, ugualmente pesanti: 1-5 con l’Arminia, 0-3 con l’Hannover, 0-6 con lo Stoccarda. Solo 16 punti al Max-Morlock-Stadion, peggior rendimento interno insieme a quello del Wiesbaden. I presupposti erano altri.

Ora l’ultima chance è lo spareggio. Senza Keller in panchina, esonerato dopo l’ultima giornata. Altrimenti sarà doppio salto all’indietro. Una delle squadre più importanti e titolate del calcio tedesco rischia di entrare nella storia dalla parte sbagliata.

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