Stoccarda promosso in Bundesliga: i cinque volti chiave della stagione

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Meglio di così non poteva andare. 12 mesi fa l’Union Berlino faceva il miracolo e lo spediva in Zweite Liga. Dopo soltanto un anno di inferno, però, lo Stoccarda è subito promosso in Bundesliga. Non è stata una stagione facile, soprattutto di alti e bassi, ma alla fine la risalita è stata immediata, come era successo anche nel 2017. Secondo posto, dietro l’Arminia Bielefeld. Tanto basta per tornare su. Grazie a cinque protagonisti in assoluto.

Nico González – È stato il miglior marcatore della stagione dello Stoccarda, ma non solo. Nel momento chiave della stagione, ovvero dal rientro dopo la lunga pausa post Coronavirus, ha iniziato a segnare con grande continuità: 8 goal in 9 partite. Era lecito aspettarsi proprio da lui uno scatto, visto che da ottobre è anche un nazionale argentino con già tre presenze all’attivo nella Selección di Scaloni. Mica male per uno che gioca in Zweite. Il classe 1998 lo scorso anno in Bundes aveva deluso, quest’anno ha recuperato con gli interessi.

Nico Gonzalez. Fonte: Getty/OneFootball

Pellegrino Matarazzo – Era il 30 dicembre quando, un po’ a sorpresa, lo Stoccarda comunicava il licenziamento di Tim Walter con la squadra a 31 punti dopo 18 partite. Al suo posto un esordiente come Pellegrino Matarazzo, metà americano e metà tedesco, ma di chiare origini italiane, arrivato dall’Hoffenheim dove era il vice di Nagelsmann fino alla scorsa estate. La media punti non è cambiata, anche se l’attacco produce di più e la difesa subisce meno, ma la dirigenza con lui ha trovato fiducia e stabilità. Dimostrazione: il rinnovo dal 2021 al 2022 firmato il giorno prima della sfida decisiva con l’Amburgo. Vinta.

Gonzalo Castro – Già, la sfida contro l’Amburgo. Se lo Stoccarda è stato promosso è soprattutto grazie a quel 3-2 di rimonta, risultato a sorpresa perché gli ospiti avevano dominato. Vincevano 0-2, poi si sono fatti rimontare. Il goal decisivo lo ha segnato Gonzalo Castro nel recupero. Entrando dalla panchina. All’improvviso. Uno che ha giocato la Champions League, che quest’anno in Zweite ha accettato di fare il terzino e girare tutti i ruoli a centrocampo. A 33 anni, si toglie una grande soddisfazione.

Gonzalo Castro esulta dopo il goal che vale una stagione. E sì, quello in borghese è Matarazzo. Fonte: Getty/OneFootball

Pascal Stenzel – Nel marasma di formazioni cambiate continuamente, sia da Walter che da Matarazzo, il terzino destro in prestito dal Friburgo è stato quasi l’unico elemento di continuità insieme a Kobel, che però di mestiere fa il portiere e che a dicembre per tre partite il posto lo ha perso. Invece Stenzel ha giocato tutte le 34 partite di campionato, tre volte entrando dalla panchina, adattandosi anche a fare il centrale di difesa all’occorrenza.

Wataru Endo – Arrivato in prestito dal Sint-Truiden a fine mercato, ha guadagnato spazio soltanto dall’autunno. Walter lo ha schierato da titolare il 24 novembre contro il Karlsruher e non è più uscito, se non una volta per squalifica. Endo è l’uomo che ha dato ordine a centrocampo dello Stoccarda, apparso molto in confusione nelle prime dieci uscite. Poi, complice la partenza di Ascacibar, il centro del campo è stato suo. Equilbrio, schermo e palleggio. Il nazionale nipponico ha dato una grande svolta a livello di equilibrio. Quella buona per arrivare alla promozione.

Il Norimberga vive l’incubo della doppia retrocessione

Norimberga

Lo scorso anno il Norimberga ha chiuso all’ultimo posto la prima stagione di Bundesliga dopo quattro anni di assenza. Una retrocessione annunciata, sia per il valore della rosa sia per i problemi finanziari che avevano costretto il club a un mercato al risparmio, di certo non sufficiente per garantirsi una stagione di buon livello nella massima divisione. Anche quest’anno tutto sta andando per il verso sbagliato: der Club vede l’incubo della seconda retrocessione consecutiva prendere sempre più forma e, per la prima volta nella lunga storia, vive il rischio di un doppio salto verso il basso.

L’ultima e unica volta che la squadra della Franconia ha giocato nella terza categoria del calcio tedesco risale alla stagione 1996/97, quando la 3.Liga non esisteva ancora. La permanenza nella Regionalliga Süd, per fortuna, durò un solo anno. Anche in quel caso fu un crollo verticale, anche se parzialmente attenuato da una salvezza conquistata in Zweite alla prima stagione dopo la retrocessione dalla Bundesliga nel 1994. Decisivi in negativo i 6 punti di penalizzazione comminati dalla federazione alla squadra a causa di gravi problemi finanziari. La risalita portò anche alla conquista della DFB-Pokal nel 2007, il punto più alto negli ultimi 20 anni. Quello di oggi, invece, è certamente il più basso.

Il Norimberga ha chiuso al terzultimo posto e dovrà giocare lo spareggio contro la terza della 3.Liga. Ha raccolto 37 punti in 34 partite, a fronte di 45 goal segnati e 58 subiti. Soltanto Wehen Wiesbaden e Dynamo Dresda, ovvero le ultime due, hanno una differenza reti peggiore. Der Club si è trovato a giocarsi la salvezza e lo spareggio all’ultima giornata con un altro club sicuramente meno attrezzato come il Karlsruher, promosso in Zweite soltanto un anno fa. Non una stranezza, nel campionato in cui i pronostici vengono puntualmente ribaltati.

La squadra allenata da Jens Keller – che ha preso il posto di Damir Canadi a inizio stagione, dopo un intermezzo con la leggenda Marek Mintàl tecnico ad interim – ha interrotto alla terzultima giornata una serie negativa di 7 gare senza successi, con una sola vittoria nelle scorse 10 partite. Tra ottobre e dicembre aveva fatto anche peggio, arrivando a 9 partite consecutive senza una vittoria. Uno dei principali problemi è stato quello del goal, soprattutto per gli attaccanti. Michael Frey e Mikael Ishak sono fermi a 5 reti complessive, tante quante Geis e Behrens, che di professione fanno i centrocampisti. Unica luce il giovane Robin Hack, per distacco il migliore della stagione e non solo in termini statistici. Protagonista, peraltro, dello 0-6 contro il Wehen che ha ridato fiducia e quantomeno evitato la retrocessione diretta. Anche se lo spettro dello spareggio non se n’è ancora andato. Anzi: la giornata dopo lo 0-6 è stato subito dallo Stoccarda. Poi all’ultima giornata il disastro: 1-1 con l’Holstein Kiel mentre il Karlsruher vinceva, agganciava a 37 e si salvava per differenza reti.

La fortuna, certamente, non ha mai aiutato il club della Franconia, soprattutto in autunno. Per un periodo infatti la squadra ha vissuto una girandola di portieri incredibile: tutto iniziato dall’infortunio del titolare Mathenia, poi tra campo e panchina ne sono girati altri 7 nel giro di neanche 20 partite. Sicurezza pari a zero. Con gli arrivi di Mavropanos e Heise a gennaio si è sistemata un minimo la difesa – 17 goal incassati in 15 partite nel girone di ritorno contro i 34 del girone d’andata – ma l’attacco non è riuscito a trovare ritmo.

Quella che doveva essere una stagione in cui lottare per la promozione (paradosso: il terzo posto dista ‘solo’ 18 punti), è diventata un’annata da incubo. Sin dalla seconda giornata, dalla prima grande debacle della stagione in casa con l’Amburgo. Uno 0-4 che ha fatto scattare qualcosa di negativo nella testa del Norimberga. Poi ne sono arrivate altre, ugualmente pesanti: 1-5 con l’Arminia, 0-3 con l’Hannover, 0-6 con lo Stoccarda. Solo 16 punti al Max-Morlock-Stadion, peggior rendimento interno insieme a quello del Wiesbaden. I presupposti erano altri.

Ora l’ultima chance è lo spareggio. Senza Keller in panchina, esonerato dopo l’ultima giornata. Altrimenti sarà doppio salto all’indietro. Una delle squadre più importanti e titolate del calcio tedesco rischia di entrare nella storia dalla parte sbagliata.

L’ennesimo, assurdo fallimento dell’Amburgo

Amburgo zweite

Se qualcosa potrà andare male, andrà peggio. Neanche la celebre legge di Murphy ormai sembra più sufficiente per descrivere gli ultimi anni dell’Amburgo. Quella squadra con una Champions League in bacheca, svariati Meisterschale, seguita in tutto il mondo, che nel 2018 ha vissuto l’onta della prima e unica retrocessione in 2.Bundesliga della propria storia.

Quello che era il Bundes-Dyno, il club sempre presente nel massimo campionato sin dalla fondazione, oggi vive una maledizione. Secondo quarto posto consecutivo in Zweite, l’anno scorso dietro a club decisamente meno attrezzati come Paderborn e Union, quest’anno dietro ad Arminia e Heidenheim. Budget imparagonabili, differenze abissali, azzerate nel giro di un paio di stagioni. Alla caccia di una risalita che rimane una chimera.

Fernandez, Leibold, Kinsombi, Dzudziak, Schaub, Kittel, Hinterseer. Tutti giocatori d’élite per la Zweite LIga. Più nomi pesanti dalla Bundes come Harnik, Pohjanpalo.  Un talento limpido come Adrian Fein. Più di tutto, un allenatore come Dieter Hecking, in grado di garantire esperienza. Aachen, Norimberga, Hannover, soprattutto Wolfsburg, soprattutto Gladbach. Dalla lotta Champions alla Zweite nel giro di un’estate. Neanche lui è riuscito a rompere la maledizione. Non ci erano riusciti due “giovani” come Titz – finito in quarta serie – e Hannes Wolf. Certo l’Amburgo è un animale strano. Dal 2018, da quando l’orologio del Volksparkstadion si è fermato, non è sicuramente più un dinosauro.

Le assonanze della stagione appena conclusa con la scorsa fanno quasi paura tanto che sono simili. Un anno fa dopo 21 giornate l’Amburgo era primo davanti al Colonia. Poi 3 vittorie, 4 pareggi, 6 sconfitte. Sconfitto allo scontro diretto contro l’Union, poi alla penultima battuto e staccato dal Paderborn. Rimasto quarto. Nel 2019/20 invece il bilancio dalla 22ª in poi è di 3 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. Con il dramma alla penultima, di nuovo, contro il piccolo Heidenheim dei miracoli: battuto e sorpassato al terzo posto, visto che il secondo era già sfumato dopo aver perso 3-2 contro lo Stoccarda lo scontro diretto. Peraltro, dominato. Dopo aver vinto 6-2 l’andata. Sempre dentro le prime tre, fino a 90 minuti dal termine. Fino a quando Kerschbaumer ha segnato al 95′ il goal che ha firmato il sorpasso.

Neanche l’Arminia Bielefeld all’ultima giornata, club che con l’Amburgo ha una grande amicizia (le tifoserie sono gemellate), è riuscito a salvare i Rothosen dal proprio dramma. O meglio, in realtà ci ha provato. E ha fatto il suo: battuto 3-0 l’Heidenheim in casa. All’Amburgo è andata addirittura peggio, distrutto in casa dal piccolo Sandhausen, già salvo, senza pretese. Voleva solo fare bella figura. Ha stradominato il primo tempo, è andato sullo 0-2. Un rigore di Hunt ha ridato speranza all’HSV, poi nel finale il crollo. Beffa finale: 1-5. Con il quinto goal segnato da Diekmeier, uno che in quasi 200 partite con l’Amburgo non aveva mai visto la porta. Ha segnato due goal negli ultimi due mesi. Questo beffardo come pochi, come pochissimi.

Una gestione societaria a tratti sciagurata ha portato a fondo il club, che ha risorse per risalire, ma non riesce a capitalizzare. Nel 2014 e nel 2015 è sopravvissuto in Bundesliga solo al playout, battendo Karlsruher e Greuther Fürth con tanti brividi. Salvato all’ultima giornata da Waldschmidt nel 2017. Solo nel 2016 con Bruno Labbadia ha vissuto un anno tranquillo. Il prossimo, invece, sarà ancora nell’inferno della Zweite. Dopo aver mancato ancora una volta la grande, grandissima occasione. Alla ricerca di una promozione tecnicamente alla portata, ma diventata psicologicamente una chimera.

Ultima giornata, ultimi verdetti: cosa c’è in ballo in 2.Bundesliga

ultima giornata 2 Bundesliga

Ieri si è conclusa la Bundesliga, oggi tocca anche la 2.Bundesliga: si gioca l’ultima giornata. Tutte in campo alle 15.30, come al solito, per decretare chi otterrà la promozione e soprattutto chi retrocederà. Questa la situazione a 90 minuti dal termine.

Ultima giornata di 2.Bundesliga: la lotta promozione

Lo Stoccarda dorme sonni tranquilli: basta un punto in casa contro il Darmstadt, quinto e senza più obiettivi, per avere la certezza del secondo posto. In ogni caso, anche una sconfitta potrebbe bastare: l’Heidenheim dovrebbe battere l’Arminia Bielefeld, già primo e già promosso, e colmare un divario enorme in termini di differenza reti (+23 contro +12).

Per Scnhatterer e compagni, piuttosto, la priorità è vincere per tenere dietro l’Amburgo, battuto una settimana fa per il sorpasso. Per aver la certezza di tenersi il terzo posto, valido per il Relegationsspiel, dovrà vincere, oppure pareggiare sperando che l’HSV non batta il Sandhausen (12°, già matematicamente salvo). Insomma, l’Amburgo per riagganciare il terzo posto deve sperare di vincere e che l’Heidenheim non vinca, oppure pareggiare e sperare che l’Heidenheim perda. La differenza reti lo favorisce. Dettaglio curioso: l’Arminia è gemellato con l’Amburgo. Si scalda l’atmosfera…

Chi sopravvive in Zweite?

In fondo alla classifica di Zweite il discorso sembra piuttosto delineato. Dynamo Dresda e Wehen Wiesbaden non solo devono vincere per salvarsi (giocano contro Osnabrück e St. Pauli in casa, già salve), ma anche cancellare una differenza reti decisamente peggiore se raffrontata a quella del Karlsruher, al momento nel posto valido per il Relegationsspiel contro la terza della 3.Liga.

Certo quest’ultima parte da una posizione di vantaggio e può ambire anche alla salvezza  diretta: dovrà battere il Greuther Fürth in trasferta e sperare in un pareggio o in una sconfitta del Norimberga sul campo dell’Holstein Kiel. Insomma, l’ago della bilancia è il Kalsruher. E il Norimberga continua a rischiare la doppia retrocessione. Insomma, Dynamo e Wehen sembrano spacciate. Ma è la Zweite. Mai dire mai.