🗞 BundesCafé, 34ª giornata – Auf Wiedersehen, Bundesliga!

34ª giornata Bundesliga

Tre vittorie in trasferta e sei successi interni nella 34ª e ultima giornata della Bundesliga 2019/20.

34ª giornata Bundesliga risultati
I risultati della 34ª giornata di Bundesliga.

IL TOPSPIEL

La partita indubbiamente più importante della giornata è stata Union Berlino-Fortuna Düsseldorf, quella il cui risultato doveva sancire la squadra che sarebbe retrocessa subito. Nonostante il Fortuna avesse in mano il proprio destino, è riuscito a perdere malamente per 3-0. La contemporanea vittoria del Werder per 6-1 contro un Colonia imballato (non la prima volta in stagione) ha portato i Flingeraner alla retrocessione e il Brema allo spareggio salvezza.

L’MVP

L’uomo della giornata è senza dubbio Andrej Kramaric, che ha deciso la sfida contro il Borussia Dortmund segnando un poker. Il croato dell’Hoffenheim è diventato il primo calciatore di sempre a segnare 4 goal in casa del BVB e in assoluto il primo a riuscirci dal 1984. L’ultimo è stato Rudi Völler.

L’ALTRO PROTAGONISTA

Un assist e un goal nel momento più importante della stagione. Il Borussia Mönchengladbach ha mantenuto il quarto posto, valido per la Champions League, battendo 2-1 l’Hertha Berlino grazie a un goal e a un assist di Breel Embolo. In assenza di Thuram e Pléa, è stato lui a caricarsi sulle spalle l’attacco. E decidere il match. Acquisto azzeccato.

IL VOLTO NUOVO

Non si è trattato di un esordio assoluto, bensì solo dal 1′. Eppure il volto nuovo della giornata non può che essere Leonardo Balerdi, difensore argentino del Dortmund. È in giallonero dal gennaio 2019, ma ha giocato soltanto in questa giornata per la prima volta da titolare, dopo sette spezzoni da 70 minuti complessivi. Esordio da dimenticare: non l’ha mai vista. Curiosamente, aveva esordito prima con la nazionale maggiore.

LA SORPRESA

Al fischio d’inizio delle partite di oggi, il Werder Brema aveva bisogno quasi di un miracolo per salvarsi. Non tanto per i propri risultati, ma per quello del Fortuna. Che, come detto, è riuscito a suicidarsi. E così i grünweiß giocheranno lo spareggio salvezza contro la terza della Zweite (Heidenheim o Amburgo).

LA STATISTICA

C’è chi ride e c’è chi piange. Come lo Schalke 04, che ha scritto un record negativo nella storia del club: 16 partite di fila senza vincere in Bundesliga. Nel girone di ritorno ha vinto alla prima giornata contro il Gladbach, poi mai più. E ha chiuso con un secco 4-0 subito dal Friburgo senza appello l’ennesima stagione fallimentare.

LA CITAZIONE

Tra gli infiniti pregi di Christian Streich c’è anche quello di saper esprimere il pensiero generale. E mentre Seifert, presidente della DFL, a Wolfsburg ringraziava tutti e celebrava il Bayern, a Friburgo il tecnico lo ringraziava. Vox populi.

“Voglio ringraziare Christian Seifert e la DFL, hanno fatto qualcosa di indescrivibile. Tre mesi fa era impensabile chiudere la stagione giocando a calcio”.

LA FOTO

100 goal, seconda prestazione di sempre. L’inevitabile Lewa capocannoniere a 34, Müller re degli assist a 21. Il Bayern è ancora campione di Germania. E la fotografia della giornata e della stagione non può essere che questa: Neuer che alza il Meisterschale. Ormai è abituato…

IL VIDEO

In pochi lo hanno notato, in presa diretta quasi nessuno. Eppure Andrej Kramaric contro il Dortmund ha anche segnato un rigore no look. Finezza.

SOCIAL

L’Union ha fatto un favore al Werder. Ora come minimo si aspetta una cartolina con gli auguri di Natale. E come biasimarli.

LA CLASSIFICA

La Bundesliga si chiude così. Il Lipsia mantiene il terzo posto difendendolo dal Gladbach, che lo accompagna in Champions al quarto posto. Quinto il Leverkusen, che può ancora sperare nell’Europa League per arrivare tra le regine d’Europa. L’Hoffenheim chiude sesto e si evita i preliminari di Europa League: toccano al Wolfsburg. Le due berlinesi chiudono appaiate a 41, lo Schalke precipita. In coda, come detto, il Werder sorpassa.

34ª giornata Bundesliga classifica
La classifica dopo la 34ª giornata di Bundesliga.

🎥 Il rigore no-look di Andrej Kramaric contro il Dortmund

kramaric dortmund

Il primo calciatore in assoluto a segnare quattro goal al Westfalenstadion da avversario del Borussia, il primo a fare un poker ai gialloneri in assoluto da Rudi Völler nel 1984. Andrej Kramaric è stato protagonista indiscusso della sfida tra Dortmund e Hoffenheim, vinta 0-4 con tutti i goal del croato tra l’8′ e il 50′.

L’ultimo goal è arrivato su calcio di rigore, che il croato ha tirato in modo particolare. In presa diretta non è stato evidente, si è visto soltanto un tiro lento e facile – Bürki poteva certamente fare meglio – ma il replay ha svelato una particolarità: lo ha tirato in no-look!

Kramaric infatti al momento del tiro ha girato la testa e incrociato alla cieca verso la porta del Dortmund. Riuscendo a trovare lo specchio e anche il goal, con un po’ di fortuna. Ognuno decida se è un genio o un irrispettoso. Intanto l’ha messa.

Con il Poker l’ex Leicester si è anche tolto anche una soddisfazione non da poco (con tanto di record, come detto) dopo una stagione complicata a causa degli infortuni, chiusa comunque con la qualificazione diretta in Europa League e un bottino di 12 goal in 19 presenze, la quarta consecutiva in doppia cifra da quando indossa la maglia dell’Hoffenheim.

I due volti della Champions: gioisce Mönchengladbach, piange Leverkusen

gladbach leverkusen

Sono bastati due gol, uno di Hofmann e uno di Embolo, al Borussia Mönchengladbach per blindare il quarto posto e centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Non è servita la vittoria sul Mainz al Bayer Leverkusen, le aspirine devono accontentarsi dell’Europa League. Gli ultimi 90 minuti di questa Bundesliga hanno ormai emesso la loro sentenza assolutoria. Gli uomini allenati da Marco Rose centrano il ‘colpo grosso’ al termine di un’annata meravigliosa che ha visto i Fohlen tornare tra le migliori 32 del continente dopo tre anni di attesa. Grande rammarico per la formazione di Peter Bosz, la qualificazione era ad un passo ma anche stavolta i rosso-neri sono riusciti ad auto-sabotarsi.

Mönchengladbach, una grande festa al termine di un’annata meravigliosa

Il 1^ luglio 2019 il Borussia Mönchengladbach ha reso noto il nome del nuovo allenatore, Marco Rose. Un tecnico giovane a cui piace giocare un calcio offensivo. Reduce da due grandi annate alla guida del Red Bull Salisburgo era pronto per il grande salto. Le basi per poter fare bene c’erano tutte ma raggiungere la Champions al primo anno non era un obiettivo facilmente pronosticabile. I Fohlen hanno disputato una prima parte di Bundesliga da sogno: dopo 8 giornate erano primi in classifica, dalla settima in poi sono entrati stabilmente nella top 4, club dal quale sono usciti solamente in tre occasioni nel corso di tutta l’annata.

Probabilmente in pochi si sarebbero aspettati un exploit tale da parte dei bianco-nero-verdi. Grandi meriti vanno però dati proprio a coach Rose capace di far rendere gli attaccanti del Mönchengladbach come mai prima d’ora. Alassane Pléa ha vissuto una stagione meravigliosa, anche migliore di quella storica con la maglia del Nizza al fianco di Balotelli. Marcus Thuram ha fatto il resto. Arrivato in Germania dal Guingamp per 9 milioni di euro l’attaccante francese ha concluso la sua prima esperienza in Bundesliga con 10 gol ed 8 assist in 31 partite, un bottino decisamente notevole. Un altro tassello fondamentale per il BMG è stato Patrick Herrmann. Dopo un inizio in sordina è uscito fuori tutto il talento dell’esterno tedesco che è anche entrato nella top 10 dei giocatori con più presenze con la maglia del Mönchengladbach.

Una stagione indimenticabile anche e soprattutto per il capitano, Lars Stindl. Anima e cuore di questa squadra il ritorno in Champions League è passato dai suoi piedi e dal suo cervello. Il prossimo anno potrà mettersi in mostra sotto i riflettori dei palcoscenici più ambiti in Europa e certamente non deluderà.

Bayer Leverkusen, l’annata dei rimpianti

Un’altra grande occasione persa. Questo è il motto del Bayer Leverkusen negli ultimi anni. Eccezion fatta per la passata stagione dove le aspirine sono riuscite a centrare la Champions, i rimpianti per le mancate qualificazioni sono tanti ed alcuni anche scottanti. Inutile la vittoria odierna sul campo del Mainz, non basta a superare né il Mönchengladbach né il Lipsia. In quella che potrebbe essere stata l’ultima partita di Kai Havertz con la maglia rosso-nera aumentano i dispiaceri. E non si placheranno facilmente perché la sconfitta all’ultimo turno contro l’Hertha Berlino ha di fatto estromesso gli uomini di Bosz dalla massima competizione europea per club.

Dopo il 2018, anche il 2020. Due anni fa per arrivare in Champions il Leverkusen avrebbe dovuto battere l’Hannover 5-0. La partita è iniziata nel migliore dei modi per le aspirine, avanti 3-0 e con in mano il dominio della partita. Poi la maledizione del Neverkusen si è di nuovo abbattuta su di loro. Gli attaccanti hanno sprecato l’inverosimile, la linea difensiva si è alzata di una quindicina di metri scoprendo il fianco all’avanzata avversaria. A fine partita il tabellino recitava 3-2. Quest’anno è bastato ancora meno. Il 2-0 patito all’Olympiastadion ed il pareggio contro uno Schalke alla deriva hanno condannato la squadra all’Europa. Sarà per la prossima volta – vittoria dell’Europa League permettendo – ma dalle parti della BayArena si augurano che questo motivetto possa finire presto.

(S)Fortuna Düsseldorf: retrocesso ancora all’ultima giornata

Fortuna Düsseldorf retrocesso

Alla fine il Werder Brema ce l’ha fatta: nonostante la stagione disastrosa, è riuscito a darsi una speranza agguantando il terzultimo posto valido per il Relegationsspiel. Retrocesso il Fortuna Düsseldorf, crollato totalmente sul campo dell’Union Berlino e sorpassato in extremis dai grünweiß. All’ultima giornata, dopo che la squadra di Uwe Rösler aveva dato segnali rassicuranti. Non abbastanza. Un film già visto nella storia dei Flingeraner. Un incubo già vissuto nel corso della storia.

Si tratta della sesta retrocessione nella storia del Fortuna dalla Bundesliga verso la Zweite. La terza maturata clamorosamente all’ultima giornata. Per tre volte a Düsseldorf le speranze sono svanite abbastanza presto. Nel 1997, ad esempio, la discesa era già scritta a cinque giornate dal termine. Peggio andò nel 1992, quando il club finì ultimissimo dopo un anno complicato. Lo stesso accadde nel 1967.

Nel 1987, invece, il Fortuna Düsseldorf è retrocesso dopo un duello con la meteora Homburg, apparsa in Bundesliga per un paio di stagioni a fine anni ’80. Le due squadre giocarono a non vincere per tre giornate, poi alla penultima entrambe ottennero successi. All’ultima l’Homburg pareggiò 2-2: vincendo con tre goal di scarto il Fortuna sarebbe riuscito ad agganciare e salvarsi, ma si inceppò contro il Bochum in un pareggio per 2-2, agguantato solo nel finale dopo essersi fatto rimontare un iniziale vantaggio di 1-0. Fu retrocessione.

Il caso più clamoroso, comunque, rimane quello del 2013. Dopo aver trascorso la stagione sempre in zona salvezza, tranne dopo la 16ª giornata (terzultimo), il Fortuna affondò all’ultimo. Non vinse nessuna delle ultime 12 partite, ottenne solo 3 punti frutto di tre pareggi. E sarebbe bastato pareggiare anche all’ultima per evitare il dramma. Il Fortuna aveva 30 punti e -15 di differenza reti, era quartultimo, pari con l’Augsburg, dietro per una differenza reti di -20. Penultimo l’Hoffenheim a 28 punti e -26.

All’ultima giornata si consumò il dramma: il Fortuna affondò sul campo dell’Hannover, perdendo 3-0 una partita quasi a senso unico. Nel frattempo, l’Augsburg schiacciava il derelitto Greuther Fürth (dove giocava Zimmermann, oggi sulla fascia destra proprio del Fortuna). L’Hoffenheim, invece, rimontava clamorosamente nei 10 minuti finali in casa del Borussia Dortmund grazie a due rigori segnati da Salihovic: 1-2 contro i gialloneri di Klopp, senza nulla da chiedere alla Bundesliga che una settimana dopo avrebbero giocato la finale di Champions League. Ma rivali regionali. Meglio non parlare di quei rigori oggi a Düsseldorf. L’Hoffenheim salì a a 31, l’Augsburg a 33. Il Fortuna Düsseldorf rimase a 30 e fu retrocesso.

In campo quel giorno c’era Adam Bodzek: anche oggi, nella sconfitta contro l’Union che ha decretato la retrocessione, era protagonista. Presenti nella rosa del 2013 e in quella di oggi anche Oliver Fink e Lambertz (oggi in seconda squadra). L’incubo ritorna.

Tra Dortmund e Argentina: il curioso caso di Balerdi

balerdi

Se cercate su internet una foto di Leonardo Balerdi con la maglia del Borussia Dortmund difficilmente ne troverete una differente da quella di copertina o – se la trovate – sarà con la seconda squadra, quella militante in Regionalliga West. Il motivo di tutto ciò è molto semplice: nonostante sia in Germania da un anno e mezzo, l’argentino non ha mai giocato da titolare con il club tedesco fino all’ultima giornata della stagione in corso, contro l’Hoffenheim.

Balerdi, classe 1999, era una dei difensori più promettenti del Boca Juniors e molti club europei – tra cui la Juventus ed il Barcellona – gli avevano messo gli occhi addosso. Il BVB però è stato molto deciso ad affondare il colpo e presentandosi con una delegazione nella sede Xeneizes ha chiuso l’affare. La cifra di sedici milioni di euro è un esborso notevole per il club, ma è giustificato dall’emergenza dello scorso gennaio, quando Akanji era fuori uso per un problema all’anca. Nonostante questo, il giovane argentino non è riuscito a trovare spazio per esordire in Bundesliga all’inizio. La cosa si è ripetuta anche in questa nuova stagione sebbene Lucien Favre e lo staff mercato del Borussia abbiano deciso di mantenerlo in rosa dopo la partenza di Abdou Diallo. Attualmente è il sesto difensore in rosa dopo Mats Piszczek, Hummels, Emre Can, Manuel Akanji e Dan-Axel Zagadou.

Da quando è arrivato in Europa l’argentino ha collezionato solamente 63 minuti, tutti da subentrato e tutti da dicembre in poi, ma ha guadagnato credito con la sua nazionale. Con l’albiceleste infatti ha disputato il campionato sudamericano U20 e collezionato altre 5 presenze con le giovanili, ma soprattutto è stato convocato dal commissario tecnico Lionel Scaloni nel break di settembre per le partite contro Cile e Messico, prima di diventarne. Ed è proprio contro i messicani che Balerdi ha esordito con la maglia dell’Argentina. Esordio in nazionale prima che con il club di appartenenza.

Il BVB, dal canto suo, ha sempre espresso fiducia nel ragazzo e anche recentemente Sebastian Kehl è tornato sull’argomento dichiarando di essere molto “felici che Leo possa dimostrare le sue capacità nella squadra nazionale argentina e speriamo che questo gli dia una spinta. Avrà le sue possibilità anche con noi”.  Balerdi  è diventato il quinto argentino a vestirela maglia giallonera dopo Patricio Margetic, Leonardo Rodriguez, Juan Fernandez e Diego Klimowicz che ha segnato 6 gol in 39 partite tra il 2007 e il 2009.

Tutti i Man of the Matchday, i Giocatori del Mese e i Goal del Mese della Bundesliga 2019/20

Man of the Matchday

Zack Steffen Fortuna Dusseldorf
Giornata 1 (9 parate contro il Werder Brema)
Lewandowski
Giornata 2 (Tripletta allo Schalke)
Werner
Giornata 3 (Tripletta al Gladbach)
Sancho
Giornata 4 (protagonista in 3 dei 4 goal del Dortmund contro il Leverkusen)
lewandowski
Giornata 5 (doppietta e rigore ceduto a Coutinho)
Lewandowski record
Giornata 6 (Decimo goal in 6 partite, record assoluto)
Sargis Adamyan
Giornata 7 (doppietta al Bayern e vittoria per 1-2)
Giornata 8 (goal decisivo contro il Gladbach)
Giornata 9 (13esimo goal in 9 gare e nona gara di fila a segno)
Giornata 10 (3 goal e 3 assist contro il Mainz)
Giornata 11 (Doppietta nel Klassiker)
Giornata 12 (Doppietta al Dortmund)
Giornata 13 (doppietta al Bayern)
Giornata 14 (doppietta al Bayern)
Giornata 15 (3 goal e 2 assist)
Giornata 16 (Goal decisivo dopo 90 secondi dall’esordio in Bundesliga)
Giornata 17 (rientro da terzino vs Augsburg)
Giornata 18 (tripletta in 23 minuti vs Augsburg all’esordio in Bundesliga)
Giornata 19 (5 goal in 57 minuti)
Giornata 20 (terza gara consecutiva a segno)
Giornata 21 (doppietta all’Augsburg)
Giornata 22 (doppietta al Colonia)
Giornata 23 (4 assist vs Schalke)
Giornata 24 (goal vs Friburgo)
Giornata 25 (2 goal e assist vs Eintracht)
Giornata 26 (3 assist vs Schalke)
Giornata 27 (doppietta al Gladbach, la seconda consecutiva)
Giornata 28 (Goal decisivo a pallonetto nel Klassiker)
Giornata 29 (tripletta al Paderborn)
Giornata 30 (miglior assist-man in una stagione)
Giornata 32 (Goal decisivo per il titolo)
Giornata 33 (miglior marcatore straniero nella storia della Bundesliga)
Giornata 34 (due goal e un assist per mandare il Werder allo spareggio)

90 minuti alla fine: gli ultimi testa a testa della Bundesliga 2019/20

Bundesliga 2019/20

Mancano soltanto 90 minuti alla fine della Bundesliga 2019/20. L’ultima giornata del campionato probabilmente più strano di sempre dovrà esprimere ancora tre verdetti. Ecco quali.

Bundesliga 2019/20 – Gladbach o Bayer: chi va in Champions?

Il sorpasso della penultima giornata ha rimescolato tutte le carte in zona Champions League: ora è il Borussia Mönchengladbach ad avere il quarto posto in mano. Sfida l’Hertha Berlino in casa, lo stesso Hertha che sabato scorso ha beffato il Bayer Leverkusen battendolo 2-0 e facendogli perdere il posto Champions.

Il quadro è abbastanza delineato, anche perché la differenza reti sembra troppa per essere colmata. Al Gladbach basta vincere, ma anche pareggiare, in casa con l’Hertha per andare in Champions e beffare il Bayer. A meno che il Leverkusen decida di battere il Mainz con nove o più goal di scarto. In quel caso, con la differenza reti pareggiata, i Fohlen dovrebbero cercare di pareggiare segnando sei o più goal. Certo, siamo probabilmente nel campo della fantasia.

In realtà la corsa Champions sarebbe a tre, perché di mezzo c’è anche il Lipsia. Ma nel caso finisse quarto pari punti con il Leverkusen – oppure tutte e tre a 63 – ha un vantaggio in termini di differenza reti oggettivamente incolmabile: dovrebbe perdere circa 20-0. Comunque i Rotenbullen rischiano di finire quarti (e quindi comunque in Champions) se il Borussia dovesse vincere e loro solo pareggiare o perdere sul campo dell’Augsburg.

Fortuna e Werder, tra Relegationsspiel e Zweite

Il verdetto più atteso e più drammatico: chi retrocederà e chi andrà al Relegationsspiel contro la terza classificata della Zweite? Il Fortuna Düsseldorf parte con un importante vantaggio di +2 e una trasferta non impossibile contro l’Union Berlino. Il Werder Brema, invece, sfida il Colonia in casa. Al Fortuna basta vincere per non dipendere dal Werder. Oppure pareggiare, se il Werder non dovesse vincere.

A Brema sperano e hanno due sole chance per salvarsi: vincere e sperare in una sconfitta dei Flingeraner oppure vincere con cinque o più goal di scarto e sperare in un pareggio del Fortuna. In tutti gli altri casi, sarà retrocessione. Anche qualora dovesse il Werder vincere 4-0 e il Fortuna pareggiare 4-4, caso in cui tutto sarebbe in perfetta parità, goal segnati compresi. A condannare i grünweiß sarebbero gli scontri diretti.

C’è un precedente che dà speranza alla squadra di Florian Kohfeldt: nel 2013, proprio all’ultima giornata, il Fortuna retrocesse clamorosamente. A 90 minuti dalla fine era quartultimo a 30 punti, davanti ad Augsburg e Hoffenheim. Entrambe vinsero all’ultima giornata, mentre il Fortuna crollò ad Hannover e si ritrovò al penultimo posto. Retrocessione. Che la Bundesliga 2019/20 possa avere un finale simile? A Brema non possono che incrociare le dita e tifare Union. Oltre a fare il loro.

Preliminari di Europa League, un posto per due

C’è anche un’ultima formalità da chiarire nell’ultima giornata: chi dovrà affrontare i preliminari di Europa League e chi accederà direttamente alla fase a gironi. Testa a testa tra Wolfsburg e Hoffenheim: i primi sfidano il Bayern in casa, i secondi il Borussia Dortmund in trasferta. L’Hoffenheim dovrebbe sperare in un’impresa al Westfalenstadion, facendo un risultato migliore dei Wölfe per superarli. Oppure vincere circa 11-0 sperando che il Wolfsburg vinca solo 1-0. Oppure perdere 1-0 sperando che il Wolfsburg perda 11-0. Forse un po’ troppo surreale.