Müller-Wohlfahrt, il medico che sente con le dita

Müller-Wohlfahrt

Dal primo luglio 2020 Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt non sarà più il responsabile dello staff medico del Bayern Monaco. Non è un semplice addio, ma la fine di un’era nella storia del club bavarese (il medico ha lavorato a Säbener Strasse, salvo qualche breve interruzione, dal 1977) e del calcio tedesco, dove “Mull”, come lo chiamano tutti è un’istituzione, amata ma anche odiata.

La medicina invece di Dio – Classe 1942, Hans-Wilhelm, che alla nascita di cognome fa solo Müller, è il figlio di un pastore luterano della Frisia Orientale, regione del nord-ovest della Germania al confine con i Paesi Bassi. Papà lo vorrebbe religioso come lui, ma Hans-Wilhelm ha altri progetti. Pratica l’atletica (non il calcio, perché nel suo paese non c’è un campo), è uno sprinter più che discreto e vuole diventare medico. Per raggiungere il suo sogno, nonostante l’opposizione del padre che a causa di un’esperienza negativa con loro odia i dottori, lascia la Frisia Orientale per studiare a Kiel e a Innsbruck, prima di completare il suo tirocinio a Berlino Ovest. Suo papà non lo vedrà mai con il camice bianco, visto che morirà per un infarto prima che Hans-Wilhelm diventi un ortopedico.

L’entrata nel calcio e l’arrivo al Bayern – Il primo approccio professionale di Müller-Wohlfahrt con il Fussball avviene a metà degli Anni Settanta. Nel 1975 diventa il medico sociale dell’Hertha Berlino, club che lascerà due anni dopo, in direzione Baviera. A volerlo nell’aprile 1977 è Dettmar Cramer, già tecnico dei berlinesi e in quel momento alla guida del Bayern. La svolta vera però è quando nel 1979 Uli Hoeneß diventa il direttore sportivo della società di Sabener Strasse. L’ex giocatore, appena ritiratosi, affida a Müller-Wohlfahrt, la riorganizzazione dello staff medico. È l’inizio di una nuova era, che trasformerà Hans-Wilhelm Müller, diventato Müller-Wohlfahrt dopo il matrimonio con Karin Wohlfahrt, in una vera icona del club e nel medico sportivo più famoso di Germania.

Il mago del “recupero” – Hans-Wilhelm, capelli fluenti, abbronzatura perenne e forma fisica invidiabile, diventa quasi subito un elemento fondamentale della prima squadra. Gli allenatori e i giocatori si fidano di lui, non solo sotto il profilo professionale. Lui, che fino al 1996 andrà in tutte le partite anche in panchina, ascolta, consiglia ma soprattutto cura. Il segreto, a detta di Mull, sono l’esperienza e soprattutto le sue mani. “Ho elaborato il mio modo di curare quando non c’erano né ultrasuoni, né TAC – ha raccontato – dovevo usare le mie mani, imparare a utilizzarle per indagare, palpare e per fare terapie”. A lui non si rivolgono in tanti, fuori dal Bayern, dove peraltro è il medico personale di Franz Beckenbauer. Giocatori di altre squadre, come Lukas Podolski ai tempi del Colonia, campioni di altri sport, come Usain Bolt che gli ha dedicato gli ori olimpici di Rio 2016, ma anche personalità del mondo dello spettacolo, come Eric Clapton. In più dal 1995 fino al 2018, dopo i Mondiali di Russia è anche il medico della Nationalmannschaft, con cui vince il titolo iridato nel 2014, di fianco al ct Joachim Löw, uno di quelli che ha speso lui parole di grande stima: “È un fenomeno come uomo e come medico. Per noi c’è giorno e notte”.

Metodi controversi – Müller-Wohlfahrt però è amato quanto discusso. Per esempio sotto accusa sono i suoi metodi. “Mull” ha usato spesso delle iniezioni intramuscolari di Actovegin, un prodotto utilizzato per persone emodializzate, ha prescritto su vasta scala degli integratori alimentari e ricorre anche all’omeopatia e alla medicina alternativa. Nonostante questo è considerato un luminare soprattutto per gli infortuni al ginocchio e ai tendini.

Uscito dalla porta.. ma sempre rientrato – “Mull” ha lavorato con più di venti allenatori. Con due ha avuto particolari problemi: con Jürgen Klinsmann e con Pep Guardiola. Qualche mese dopo l’arrivo dell’ex ct della Nazionale nel novembre 2008 Müller-Wohlfahrt è stato allontanato, mentre con il tecnico catalano è “guerra aperta”. La goccia che fa traboccare il vaso nell’aprile 2015, prima dell’andata dei quarti di finale di Champions League con il Porto. I due non se le mandano a dire e Guardiola accusa il medico dei molti infortuni. Müller-Wohlfahrt si dimette. Tornerà come era tornato nel 2009 dopo l’esonero di Klinsmann.

In pensione? Macché… – “Mull”, anche se non lavorerà più per il Bayern non abbandonerà la professione. Dal 2008, anche grazie ai finanziamenti di Dietmar Hopp, patron dell’Hoffenheim ha aperto un mega studio a Monaco. Dove continuerà a fare quello che faceva prima, insieme al figlio Kilian, medico pure lui. Ovvero curare con le mani.

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