Meunier, a Dortmund per non far rimpiangere Hakimi

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Nonostante le dichiarazioni di facciata di inizio aprile potessero lasciar pensare altro (“voglio rimanere al PSG”) il destino di Thomas Meunier è ufficialmente al Borussia Dortmund. 29 anni a settembre, dei quali gli ultimi 4 passati a Parigi, per il terzino belga è arrivata l’ora di cambiare aria. Il mancato rinnovo con il club che nel 2016 lo acquisto dal Club Bruges lo ha reso un parametro zero. Uno che con un tale bagaglio di esperienza (84 presenze in Ligue 1 e 17 in Champions League) può fare comodo a parecchie squadre.

Tra queste, la posizione privilegiata è sempre sembrata quella del BVB: nonostante l’interessamento di Inter e Juventus, l’accordo si è chiuso con gli Schwarzgelben. Fino al 2024. Inevitabile, dunque, pensare che il Dortmund stia cercando Meunier per sostituire Achraf Hakimi. In prestito per questa stagione, il Real Madrid sembrerebbe averlo valutato 60 milioni di euro. Troppi, secondo la dirigenza di Zorc e soci, che quindi vorrebbe optare per una soluzione low-cost nel ruolo di terzino destro. A maggior ragione se si considera che anche il veterano Lukasz Piszczek viene ormai utilizzato in pianta stabile come centro-destra dei tre di difesa, non avendo più la gamba per fare il terzino come un tempo.

Hakimi è indubbiamente stato uno dei protagonisti delle avventure recenti della squadra di Lucien Favre. La sua spinta costante sulla fascia destra rende il 3-4-3 del tecnico francese un rebus per le difese avversarie, data la brillantezza della sua progressione, sia palla al piede che negli spazi creati dagli attaccanti.

Meunier per il Dortmund sarebbe sicuramente un giocatore diverso, in primis per caratteristiche fisiche: longilineo e piuttosto robusto a differenza della maggior parte dei pari-ruolo, il belga tocca il metro e novanta per quasi ottanta chili. Di conseguenza, il suo scatto è sicuramente meno bruciante ed incisivo, ma non per questo si tratta di un giocatore meno pericoloso.

Favre, difatti, potrebbe avere tra le mani una pedina utile per il suo gioco. Nelle squadre di club Meunier ha giocato soprattutto da terzino destro, in costante proiezione offensiva soprattutto nel PSG, orientato costantemente a schiacciare gli avversari. Tuttavia, in nazionale ha  ricoperto il ruolo di esterno in un centrocampo a quattro, dimostrando di avere il ritmo ed il passo per rendere bene in entrambe le fasi.

L’ex-Brugges ha sempre messo in mostra ottime capacità tecniche: solo tre difensori superano i suoi 1.2 passaggi chiave di media a partita in questa stagione di Ligue 1. Porta palla con sicurezza e personalità, andando bene in dribbling anche contro la pressione di più avversari. Spesso si concede giocate di fino, che però porta a termine con buone percentuali di successo, e che comunque fanno parte di un repertorio utile nella sua situazione di gioco preferita: l’uno-due con l’ala che gli gioca davanti o con un centrocampista, partendo con i piedi vicino alla linea laterale ed attaccando la trequarti avversaria, spesso arrivando direttamente in area di rigore.

Da non dimenticare, inoltre, che con una fisicità del genere può dire la sua anche sulle palle alte. Non solo su situazioni di calcio piazzato, ma anche e soprattutto nelle combinazioni “esterno-esterno”, quando può arrivare in corsa dal lato debole e saltare in testa al diretto marcatore. Il rovescio della medaglia, però, è rappresentato dalla poca esplosività: il belga non è sicuramente il giocatore che spacca le difese palla al piede, e senza un riferimento vicino con cui dialogare fatica a trovare sbocchi, preferendo ricominciare la circolazione di palla da dietro.

Anche difensivamente, Meunier è un giocatore fatto e finito. All’alba dei trent’anni, le sue qualità sono ben chiare e definite, al pari dei suoi difetti. Osservandolo nel PSG si nota il suo ottimo senso tattico, che gli permette di riprendere rapidamente la posizione in fase di transizione difensiva e di muoversi in armonia con la difesa (se schierato da terzino) quando c’è da azionare la trappola del fuorigioco.

Rapido nell’accorciare sul portatore di palla ed efficace, seppur in maniera un po’ rude, nei contrasti, il suo punto debole è senza dubbio la difesa del campo alle sue spalle: quando viene puntato da giocatori rapidi e molto tecnici, spesso e volentieri con il baricentro più basso del suo, fa fatica a tenere la posizione e deve ricorrere alle maniere forti. Favre tuttavia potrebbe “nascondere” questa debolezza, posizionandolo appunto tra i quattro di centrocampo, posizione in cui avrebbe supporto sia dal centrocampista di centro-destra che dal terzo di difesa alle sue spalle, e concedendogli qualche licenza in più del normale.

Insomma, Thomas Meunier a Dortmund porta un bagaglio pesante al seguito: la responsabilità di non far rimpiangere uno dei migliori giocatori della rosa 2019/20. L’investimento per la società è comunque relativamente basso; essendo un parametro zero, i dirigenti gialloneri dovranno limitarsi alle – pur onerose – spese per l’ingaggio e le commissioni del procuratore. Verosimilmente, il belga arriva però con una voglia di rivalsa importante, dopo essere stato scaricato senza troppi complimenti dalla sua squadra precedente. Un piccolo stimolo in più che, assieme ad un mix di esperienza, tenuta fisica e caratteristiche adatte all’allenatore, potrebbero trasformare l’operazione in una scommessa riuscita. E non far rimpiangere Hakimi più di tanto.

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