L’osservato speciale: Schwolow, la nuova sicurezza del Friburgo

Schwolow

Nell’ultimo decennio, il Friburgo si è confermato una certezza della Bundesliga grazie allo straordinario lavoro di Christian Streich, uno che, secondo Hitzfeld, “dovrebbe vincere il premio di allenatore dell’anno ogni volta che il Friburgo si salva”. Risultati di prestigio, sogni europei, anche qualche retrocessione. Sempre, però, con una costante: il miglioramento dei singoli. Pochi club riescono a far emergere il talento come il Friburgo. Anche quando i giocatori non sono magari più giovanissimi. Come Alexander Schwolow, 28 anni, che da cinque stagioni difende da titolare la porta dei Brisgau-Brasilianer. Mostrando miglioramenti esponenziali partita dopo partita.

Se escludiamo una parentesi in prestito all’Arminia Bielefeld in 3.Liga – con tanto di promozione – la carriera del portiere classe 1992 si è sviluppata interamente a Friburgo, sin dalle giovanili. Nativo di Wiesbaden, ha iniziato nel Wehen prima di andare in Brisgovia nel 2008. Due anni più tardi è entrato nel giro delle nazionali giovanili tedesche. Dopo tre anni ha iniziato a collezionare panchine con la prima squadra: l’esordio assoluto è arrivato piuttosto tardi, il 10 maggio 2014, a 22 anni. Certo non poteva essere facile strappare il posto a Oliver Baumann, uno dei portieri in rampa di lancio in quegli anni, ceduto poi all’Hoffenheim nell’estate 2014. Il sostituto scelto fu un altro nome pesante: Roman Bürki, oggi titolare al Dortmund. Schwolow ha dovuto aspettare ancora un anno prima di prendere il posto da numero uno: dopo l’anno all’Arminia, nel 2015, con il Friburgo in Zweite, Streich ha deciso di promuoverlo a numero uno. E da lì non lo ha più tolto.

Nel 2016 Schwolow si è ritrovato anche a fronteggiare la concorrenza di Rafal Gikiewicz, arrivato con ambizioni di titolarità in un club di Bundesliga. Non è però riuscito a spodestare il classe 1992, rimasto saldamente titolare. Per la cronaca: il polacco quest’anno con l’Union è stato uno dei migliori portieri della Bundesliga. Anche se i numeri premiano ancora Schwolow: dopo Sommer e Neuer, ha la miglior percentuale di tiri parati tra i portieri titolari, 74%.

Nel 3-3 contro l’Eintracht dello scorso 26 maggio ha dato il meglio, effettuando 13 parate. Si tratta di un record in Bundesliga dal 2005 ad oggi: ci era riuscito soltanto il sopracitato Baumann, predecessore di Schwolow a Friburgo, contro il Norimberga nel 2013.

Il classe 1992 ha proseguito una tradizione di portieri che a Friburgo ha iniziato Jörg Schmadtke, l’attuale direttore tecnico del Wolfsburg, e che poi hanno portato avanti Golz, Walke, lo stesso Baumann, Bürki. Schwolow si è iscritto al club delle sicurezze del Friburgo. Sta dimostrando di essere un portiere completo e che sta acquisendo sicurezza stagione dopo stagione, molto tecnico più che istintivo. Magari con uno stile di parata poco alla Neuer, ma spesso pulito ed efficace. È anche in grado di giocare coi piedi in caso di necessità.

Dettagli che hanno notato anche club importanti come Benfica ed Ajax: secondo il ‘kicker’, i due club stanno riflettendo sulla clausola da 8 milioni di euro inserita nel suo contratto con il Friburgo, rinnovato lo scorso agosto fino al 2022. A quelle cifre rischia di diventare un’occasione per tutti. Nei mesi scorsi ci aveva pensato anche la Fiorentina. Il suo nome è stato accostato anche a Roma e Siviglia.

A 28 anni, nel pieno della maturità, Schwolow potrebbe fare il salto in un club che gioca in Europa, accumulare esperienza internazionale. E perché no, entrare nel giro della nazionale tedesca. L’età e la filosofia dei giovani di Löw forse potrebbero rappresentare un ostacolo, ma potrebbe non essere mai troppo tardi. Per il Friburgo potrebbe diventare l’ennesimo giocatore lanciato da Streich e approdato in un club di maggior caratura, dopo Bürki, Ginter, Philipp, Söyüncü, Mehmedi, Caligiuri, Cissé, Toprak. Quest’anno potrebbe toccare a lui, all’altra stellina Robin Koch, a Luca Waldschmidt. Poi a Lienhart, Haberer, Schlotterbeck. A Friburgo il talento non manca mai. Schwolow è uno dei veterani e più volte si è detto riconoscente al club e di essere “parte del viaggio”, compresa la corsa verso l’Europa League di quest’anno. Ora potrebbe essere il momento di lasciare casa e provare a viaggiare da solo. Prima, però, il test del Bayern campione: forse l’ultimo esame prima della definitiva promozione.

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