Fußball e storia – Arminia Bielefeld, storia di un nome leggendario

arminia Bielefeld nome

Il nome dell’Arminia Bielefeld riapparirà finalmente al top del calcio tedesco, prendendo “l’ascensore” e tornando di nuovo in Bundesliga. Nonostante la storia dei Blauen non sia particolarmente gloriosa, è estremamente affascinante. Tra rifacimenti al periodo delle tribù germaniche e curiosità inconsuete quanto bizzarre, il romanzo degli Arminien è ricco di capitoli interessanti e che vale la pena scoprire.

Partiamo proprio dall’ascensore. Insieme al Norimberga, l’Arminia Bielefeld è noto per essere il fahrstuhlmannschaft, ovvero il club dell’ascensore. Questo soprannome gli è stato attribuito a causa dei continui saliscendi tra Bundesliga e Zweite Liga che hanno caratterizzato la storia di questa squadra (8 promozioni ed altrettante retrocessioni, compresa l’ultima). La prima volta nel massimo campionato tedesco non si scorda mai, o quasi. Infatti i Blauen parteciparono per la prima volta nella stagione del 1970-71, quella del Bundesliga-Skandal ed alcuni loro giocatori ne rimasero coinvolti. La DFB decise di punirli in modo severo: avrebbero giocato in prima divisione anche l’anno successivo ma nonostante il piazzamento in classifica sarebbero stati comunque retrocessi.

L’ultima apparizione in Bundes è datata 2008/09 e coincide con l’inizio dei gravi problemi finanziari che colpirono il club e lo portarono, nel giro di tre stagioni, a precipitare in 3. Liga. Nel 2010/11 in Zweite ottennero solo 17 punti, una vera e propria umiliazione per i frequentatori abituali del Bielefelder Alm (letteralmente il luogo dove vanno a pascolare gli abitanti di Bielefeld). Ciononostante la loro storia è fatta anche di giornate da ricordare. Infatti nel 1925 il calcio debuttò sulla radio tedesca con la cronaca della sfida tra i Blauen ed il Preuβen Munster, partita vinta 5-0 dagli Arminien.

Hermann l’eroe di Bielefeld e della Germania intera

L’Arminia Bielefeld deve il suo nome al leggendario eroe della battaglia della foresta di Teutoburgo, Arminio (Hermann in tedesco). Egli ingannò il capo dell’esercito romano, Publio Quintilio Varo (per questo l’evento si ricorda anche con il nome di Clades Variana, la disfatta di Varo), assumendo il ruolo di ufficiale delle truppe ausiliarie romane nonostante fosse al tempo stesso anche a capo dei Cherusci. Questi erano una tribù che si era stanziata nella zona della Renania Settentrionale, la stessa dell’attuale Bielefeld, e per evitare di essere conquistati e sottomessi chiesero aiuto alle altre tribù limitrofe (Bructeri, Sigambri, Usipeti, Marsi, Camavi, Angrivari e Catti). L’esercito di popolazione germanica era affidato allo stesso Arminio.

La battaglia, combattuta nel 9 d.C., è ricordata come una delle più grandi sconfitte subite dai Romani. In quella che è l’odierna Kalkriese le tribù tesero un’imboscata all’armata guidata da Varo che vide annientare ben tre delle sue legioni. Una ferita che bruciò a lungo l’orgoglio dell’Impero che cercò in tutti i modi di conquistare la Germania ma invano. Dopo sette anni il Reno divenne il confine naturale nord-orientale dell’impero romano fino alla sua definitiva caduta.

Ancora oggi quella battaglia viene interpretata come una delle più gloriose ribellioni mai avvenute contro una superpotenza di tale calibro. Nonostante l’esercito germanico era superiore per numero e per conoscenza del territorio sconfiggere l’armata romana non è certamente una cosa da tutti i giorni. Varo non sospettava minimamente del tradimento di Arminio e quando le legioni si trovarono in uno dei posti più difficilmente attraversabili della foresta vennero attaccati. I romani si trovavano in un imbuto senza altra via d’uscita che consegnarsi ai tedeschi.

La speranza di Varo era quella di raggiungere l’accampamento di Castra Vetera per ricevere l’aiuto di Lucio Nonio Asprenate. L’esercito di Arminio continuava senza tregua ad attaccare ai fianchi i romani che cercavano in tutti i modi lo scontro a campo aperto ma rimasero intrappolati nelle paludi di quella zona. Il terzo giorno fu quello decisivo. Devastati dagli attacchi dei germani, dal vento e dalla pioggia le tre legioni romane erano ormai che decimate. Di fronte ad un nuovo assalto il generale Varo ed i militari più alti di grado decisero di suicidarsi per non essere catturati. La vittoria venne celebrata da tutte le tribù ed è ancora oggi un motivo d’orgoglio per Bielefeld, la Renania e l’intera Germania.

Un pensiero riguardo “Fußball e storia – Arminia Bielefeld, storia di un nome leggendario

Rispondi