Il Paderborn retrocede, ma non tutto è da buttare

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Il Paderborn è la prima squadra retrocessa in questa edizione della Bundesliga. Nonostante fosse ampiamente pronosticabile e pronosticato la stagione dei nero-blu non è stata fatta solo di note negative, anzi. La squadra data in mano a Steffen Baumgart non era assolutamente all’altezza del massimo campionato tedesco. Il tecnico però ha cercato in tutti i modi di far rendere al meglio giocatori che forse non erano adatti neanche alla Zweite. Una delle principali note liete, infatti, riguarda proprio l’allenatore. Dopo la doppia promozione non gli è riuscita una nuova impresa ma questo non scalfisce neanche di una virgola il suo lavoro. Il coefficiente di difficoltà era proibitivo, però lui si è messo in gioco dando una fisionomia precisa ed una dignità notevole alla squadra. È molto probabile che a fine stagione le strade si divideranno, quella di Baumgart sembra però destinata a continuare in Bundesliga.

Tra le note positive non c’è solo il coach, naturalmente. La rosa del Paderborn era composta anche da giocatori più che discreti i quali sono pronti per continuare a giocare in uno dei principali campionati europei. Calciatori come Dennis Srbeny o Sebastian Vasiliadis, per citarne due, non avranno troppe difficoltà a trovare un club di Bundes disposto a pagare il loro cartellino. Un’annata probabilmente infelice da un punto di vista emotivo ma che sicuramente apre loro le porte di squadre di caratura superiore.

Anche da un punto di vista economico quest’annata nel massimo campionato tedesco è stata una manna dal cielo. Alla fine del primo decennio del secondo millennio il club ha patito molto gli effetti della crisi scoppiata nel 2008. Ciò nonostante il Paderborn è riuscito a raggiungere la Bundes nel 2015. Un’annata non particolarmente felice perché, oltre alla retrocessione, quello è stato l’anno delle nuove difficoltà economiche che hanno afflitto la società. In due stagioni dalle stelle alla Dritte, senza passare dal via. Sembrava essere l’inizio della fine, invece l’oculata gestione Baumgart ha prima sistemato le casse del club e poi regalato un sogno alla tifoseria nero-blu. Probabilmente durato troppo poco ma non è detto che il prossimo anno la squadra non possa provare di nuovo a tornare tra le grandi.

Baumgart Paderborn
Steffen Baumgart ha portato il Paderborn fino in Bundesliga.
Fonte: Getty/OneFootball

Paderborn, i migliori della stagione

Come già scritto precedentemente tra le fila dei nero-blu comparivano giocatori (pochi) di un livello decente per il campionato tedesco, come per esempio il portiere Leopold Zingerle. Titolare l’anno scorso in Zweite, ha iniziato la stagione in Oberliga con la seconda squadra a causa di un infortunio alla spalla. Dopo alcune panchine, ha preso rapidamente il posto di Jannik Huth, arrivato in estate dal Mainz ma mai in grado di convincere Baumgart. Zingerle ha subito 50 gol in 25 partite di Bundes, il dato però va circoscritto. La difesa del Paderborn era composta da giocatori non all’altezza della categoria, e ciò ha esposto il portiere ha molti più tiri del previsto. Nonostante ciò l’estremo difensore è riuscito a mantenere la propria porta inviolata in ben sei occasioni. Ovviamente non sarà il prossimo portiere di una squadra di vertice ma ha dimostrato in partite come quella con il Lipsia o con il Friburgo di poter tranquillamente rimanere in Bundesliga.

Tra i pochi a salvarsi nella difesa del Paderborn c’è sicuramente Sebastian Schonlau. Arrivato nella Renania Settentrionale nel 2013, il centrale, e all’occorrenza mediano, è stato il pilastro della squadra nelle ultime 4 stagioni. Sia in Dritte che in Zweite ed ora in Bundes (23 presenze e 2 gol) ha dimostrato le proprie qualità attirando su di sé gli occhi di diversi club tedeschi. Dotato di una buona capacità di giocare in anticipo, non disdegna l’impostazione dal basso. Rispetto ai pari-ruolo tocca spesso il pallone e, nonostante non sia un regista, lo fa piuttosto bene (63.7 passaggi a partita, l’89% dei quali a buon fine). Dopo sette indimenticabili annate ora sembra essere arrivato il momento di spiccare il volo, insieme al suo compagno Luca Kilian, classe 1999 di grande prospettiva.

Il premio di giocatore più futuribile della rosa va sicuramente a Sebastian Vasiliadis. Nato ad Auenwald da papà greco ha scelto di vestire la maglia della nazionale ellenica anche se ancora non ha esordito. È stato il pilastro della formazione di Baumgart, il quale si è privato di lui a fatica. Ha giocato come titolare tutte le partite disputate dal Paderborn in questa Bundes tranne due: una a causa della diffida ed una in cui è subentrato. Costanza e determinazione sono le parole d’ordine di un giocatore ordinato e tecnicamente pulito. Il suo bottino stagionale recita un gol ed un assist ma poteva essere ben più ampio se i suoi compagni fossero riusciti a sfruttare il quasi un passaggio chiave generato a partita. Tra tutti è quello che potrebbe avere la carriera migliore, l’esperienza alla Benteler Arena non può avergli fatto altro che bene.

Dennis Srbeny
Dennis Srbeny è tornato al Paderborn a gennaio. Fonte: Getty/OneFootball

Ultimo ma non per importanza è il centravanti Dennis Srbeny. Arrivato a gennaio dal Norwich ha lasciato il suo nome sul tabellino ben cinque volte con una media di un centro ogni 192 minuti. Prima del crollo generale del Paderborn segnava una volta ogni poco meno di due partite. Un impatto notevole che non è valso la salvezza per i nero-blu ma che certamente può valere un posto nella prossima Bundesliga per lui. 190 centimetri ed un buon fiuto del gol fanno di lui uno dei profili perfetti per quelle squadre che lottano per la salvezza ed hanno bisogno sia di un totem dove rifugiarsi dal pressing avversario sia di un giocatore in grado di realizzare.

Nonostante la mediocrità diffusa questi elementi sono riusciti a spiccare ed è estremamente probabile che vestiranno una maglia più prestigiosa a fine stagione. Il Paderborn è stato un ottimo trampolino di lancio per loro ed ora sono pronti a ripagare il club attraverso gli svariati milioni di plusvalenza che farà sui loro cartellini.

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