L’osservato speciale: Claudio Pizarro, Werder-Bayern e il cuore diviso

claudio pizarro

La partita tra Werder Brema e Bayern di martedì sera sarà uno spartiacque fondamentale per le due squadre. Per il Bayern perché potrebbe essere il giorno della vittoria del Meisterschale, per il Werder per capire se dopo la netta vittoria a Paderborn la speranza di salvarsi nonostante la pessima stagione diventerà sempre più concreta. Ma ci sarà un altro motivo di curiosità: Claudio Pizarro. I bavaresi e i grün-weiss hanno rappresentato infatti la carriera in Bundesliga dell’uomo dei record.

Per l’attaccante peruviano classe 1978, arrivato a Brema a ventuno anni dall’Alianza Lima, la stagione in corso è la ventesima nella massima serie tedesca (in mezzo soltanto l’anno a Londra con il Chelsea): una al Colonia, nove al Bayern e dieci al Werder. 125 gol in 327 partite con il Bayern, 153 reti in 317 con il Werder. Al Weserstadion ovviamente è un idolo indiscusso: il legame è fortissimo, come dimostrano i tre ritorni. Insomma, gira e rigira alla fine è sempre tornato.

Per questo è comprensibile la dichiarazione fatta a gennaio al ‘Weser Kurier’: “Non voglio concludere la mia carriera in questo modo”. Anche perché le stagioni a Brema, soprattutto negli anni 2000 sotto la guida di Thomas Schaaf, sono stati a loro modo storici per il Werder. Pizarro era già partito per Monaco da due anni nel 2003/2004, quando la squadra trascinata dai gol del brasiliano Ailton vinse un incredibile Meisterschale. Ma c’era nel 2009, protagonista della vittoria della sesta DFB Pokal nella storia del club e della cavalcata in Europa League, conclusa però con la sconfitta in finale contro lo Shakhtar. Ecco, forse quella notte a Istanbul è per ora il più grande rimpianto della carriera di Claudio Pizarro in maglia bianco-verde: il suo colpo di testa di poco a lato sull’1-1 e poi la sconfitta ai supplementari sono ancora oggi un brutto ricordo.

Per un giocatore che ha vinto sei Meisterschale, sei DFB Pokal, una Champions League, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale finire la propria storia calcistica retrocedendo con la squadra del cuore, che peraltro è scesa di categoria soltanto una volta nella storia della Bundesliga (esattamente quarant’anni fa) sarebbe un rimpianto decisamente più grande di quello di Istanbul. Inoltre quest’anno nonostante 15 apparizioni Pizarro non è ancora riuscito a segnare e a migliorare quindi il suo record di gol più “vecchio” della Bundesliga, fissato con la rete al Lipsia all’ultima giornata della scorsa stagione a 40 anni, 7 mesi e 15 giorni.

Nel 2018 Claudio Pizarro ha anche preso la cittadinanza tedesca e lui stesso ha raccontato di come Brema, Monaco e la Germania in generale lo abbiano cambiato.

Ricordo che quando sono arrivato sono rimasto scioccato da quanto tutto fosse pulito. Le strade, per esempio. È un po’ diverso in Perù. E anche la disciplina. La conoscevo a casa perché mio padre era nella Marina. Ma al di fuori della famiglia, l’ordine e l’organizzazione non erano così importanti in Perù. Queste sono tutte cose che ora mi piacciono molto. Impegno e disciplina sono caratteristiche che mi hanno portato avanti come giovane giocatore, e queste sono qualità che apprezzo oggi.

Martedì sera avrà di fronte la squadra con cui ha vinto tutto e Robert Lewandowski, colui che gli ha tolto il record di calciatore straniero con più gol in Bundesliga. Se sarà chiamato in causa darà tutto come sempre per dare il suo contributo ed evitare di chiudere la carriera con la retrocessione dell’amato Werder. Certo, visto il modo di essere e di vivere il calcio di “Pizza”, non sarà poi così dispiaciuto se dovrà assistere alla festa del suo ex club per l’ottavo titolo consecutivo.

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