Nils Petersen e gli altri: i ‘superSub’ della Bundesliga

Nils Petersen

“Joker”, come il personaggio di Batman ma soprattutto la carta che quando la peschi permette di fare quello che si vuole. Anche vincere. Così i tedeschi chiamano quei giocatori che entrando dalla panchina le partite le sistemano o le risolvono. Ecco chi sono, tra cifre ed “efficienza”, i migliori della Bundesliga. Con Nils Petersen in testa al gruppo.

Il re è Nils – Parlando in termini assoluti nessuno, dall’introduzione delle sostituzioni (1967/1968), ha fatto meglio di Petersen, attaccante del Friburgo. Il pupillo di Christian Streich nelle 79 occasioni in cui è entrato dalla panchina, ha fatto centro 25 volte, la prima nel settembre 2011 con la maglia del Bayern proprio contro la sua attuale squadra. Tra i calciatori in attività l’altro “supersub” è Claudio Pizarro del Werder Brema. Il veterano peruviano ha messi a segno 21 reti ma in 184 presenze da subentrato. Il suo primo “timbro “ da Joker, risale al dicembre del 2000 in una sconfitta dei biancoverdi contro l’Hansa Rostock. A completare il podio, tra chi ancora calca i campi della Bundesliga, Robert Lewandowski. Il fuoriclasse polacco, che la panchina la vede poco, ha messo in porta 16 gol in 36 partite non giocate dall’inizio. Grandi numeri, come sempre.

Campioni e (semi)sconosciuti – Nella classifica assoluta, che comprende anche i calciatori ritirati, in terza piazza dietro Nils Petersen e Claudio Pizarro c’è con 18 marcature Alexander “Zick-Zack” Zickler, sostituto di lusso del grande Bayern a cavallo del nuovo Millennio. Le ha realizzate in 102 partite da subentrato, la prima nell’ottobre ’93, quando aveva sostituito Marcel Witeczek in un incontro con il Colonia. Dopo di lui ci sono altri “grandi” del club bavarese come Franck Ribéry (15 in 69 presenze), Mehmet Scholl (14), Robben (13) ma anche giocatori molto meno di “grido”. Come Hans-Jörg Criens, 14 gol in 67 partite, bandiera del Borussia Mönchengladbach degli Anni Ottanta, che proprio grazie a una prestazione partendo dalla panchina (ma in Coppa di Germania) si era guadagnato dallo storico cronista Heribert Faßbender il titolo di “Joker” per eccellenza. Come Frank Ordenewitz, attaccante di Werder Brema, Colonia e Amburgo, capace di marcare 13 reti in 83 spezzoni di partita, la prima in un Waldhof Mannheim-Colonia dell’ottobre ’84.

Il “cecchino” Alcácer – Per un allenatore, la prima qualità di buon sostituto in attacco è l’efficacia. E nessuno nella storia della Bundesliga è stato più puntuale dell’attaccante spagnolo. In 20 presenze non dal primo minuto nel campionato tedesco l’ex giocatore di Valencia e Getafe è andato a segno 12 volte, con una media di 0,60 gol a partita con sei reti nei primi tre match da joker (e Haaland, suo ‘erede’, non sta facendo peggio…). Una media leggermente più alta di quella di Sébastien Haller (0,55). Il francese ex Eintracht è entrato dalla panchina 11 volte tra il 2017 e il 2019, realizzando cinque gol, il primo nel dicembre 2017 nel 2-2 contro lo Schalke 04. Oltre a Lewandowski, nella classifica dei più efficaci c’è il brasiliano ex Parma Márcio Amoroso (8 gol in 19 partite), Michael Künast, bomber di Eintracht Francoforte, Karlsruhe e Darmstadt (8 gol in 20 partite) e anche Johan Pohjanpalo. Il finlandese ha realizzato 7 reti in 18 match da subentrato con un giorno da ricordare, il 10 settembre 2016. Quando in 18′ abbatte l’Amburgo, la sua attuale squadra con una tripletta. Scorrendo i nomi ci sono Karlheinz Riedle, Alexander Frei ma anche Ionel Ganea e Dieter Hoeneß, gli unici a essere efficaci e in “doppia cifra”, il primo con la maglia dello Stoccarda a inizio Millennio, il secondo, capace di segnare sia con gli “Schwaben” che con il Bayern Monaco. Niente male, per uno, il fratello di Uli, che di palloni in Bundesliga ne ha messi in porta 127 in 10 anni.

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