Joshua Zirkzee, il classe 2001 che è già l’eroe del Bayern

Zirkzee

Flashback: 18 dicembre 2019. Hansi Flick l’aveva fatto capire con le scelte che il Bayern Monaco con il Friburgo aveva soltanto un risultato: vincere. Per riavvicinarsi alla vetta della Bundesliga, arrivare a -4 e rifarsi sotto al Lipsia capolista. Sì, quel Lipsia che oggi è sotto di 8 punti. Così ha messo in campo due difensori, due terzini iper-offensivi, due ali, due trequartisti, un mediano di qualità e una punta. Con tutto questo talento in campo, nessuno immaginava che la soluzione sarebbe arrivata da uno dei giovani della panchina. E invece: l’eroe del Bayern Monaco è diventato Joshua Zirkzee. Classe 2001.

Olandese, strappato al Feyenoord a 16 anni, l’attaccante al suo quinto pallone toccato tra i professionisti ha appoggiato in rete il goal dell’1-2 che ha deciso la sfida tra Friburgo e Bayern. Una palla vagante calciata in rete con la fame del goal, uno come ne ha fatti molti nelle giovanili, a ogni livello. Sia con il club che con la nazionale Oranje. Ne segna circa uno a partita tra Under 17 e Under 19. Tanto che ormai, nonostante abbia l’età per essere ancora un Under 19, il Bayern Monaco lo tiene stabilmente con la prima squadra, come riserva. Salvo alcune apparizioni con la seconda squadra in 3. Liga, dove fa fatica a imporsi data la presenza dal bomber Wriedt, specialista della categoria, con 19 reti complessive.

“Ha un grande talento ed è già in grado di fornire prestazioni consistenti con la seconda squadra”.

Hasan Salihamidzic, DS del Bayern

Joshua ha provato a reinventarsi da seconda punta, ruolo in cui fa fatica, perché la tecnica per fare il rifinitore non rientra nelle sue caratteristiche. Quando si tratta di girarsi e fare sportellate in area, non manca di certo, aiutato dai suoi 193 cm e da un fisico decisamente imponente per un calciatore di 19 anni compiuti lo scorso 22 maggio. E quando c’è da essere glaciali davanti al portiere, come è capitato allo Schwarzwald Stadion, a tu per tu con il connazionale Flekken dopo un rimpallo, Zirkzee ha il sangue freddo per colpire.

L’istinto del centravanti. Lo stesso che tre giorni dopo, all’Allianz Arena contro il Wolfsburg, lo ha fatto ancora una volta risultare decisivo: al primo pallone toccato, ha messo in rete il goal che ha sbloccato il punteggio all’85’. Ancora da attaccante vero. Ne ha messo anche un terzo, con l’Hoffenheim, nella gara ricordata più che altro per gli insulti ad Hopp. 3 tiri in porta, 3 goal, 26 minuti. Una settimana prima era subentrato contro il Paderborn nel finale e un minuto dopo era arrivato il goal di Lewandowski. Sostanzialmente un talismano.

Idealmente il nativo di Schiedam, nel sud dell’Olanda, è il classico numero 9 di fisico, ma in grado di avere movimenti piuttosto agili e con buona coordinazione. Un attaccante moderno (in grado di fare goal come questo), ciò che vede in lui Sebastian Hoeneß, tecnico del Bayern II che spesso lo schiera insieme a Wriedt in attacco. Già lo scorso anno Kovac lo teneva d’occhio e lo faceva allenare con la prima squadra, anche se alla fine non lo ha mai portato in panchina. Il suo talento non era comunque passato inosservato, tanto che a settembre il Bayern gli ha rinnovato il contratto fino al 2023.

Flick lo ha invece fatto esordire contro il Tottenham in Champions League, dopo averlo portato in panchina e coinvolto al 100% al pari di altri giovani di Batista-Meier, Mai (di cui vi abbiamo parlato in estate) o Singh. Quando contava, ha buttato nella mischia il classe 2001. Venendo ampiamente ripagato.

I suoi numeri parlano per lui: goal all’esordio dopo 5 palloni toccati, poi goal alla seconda. Poi goal alla prima da titolare. Diventando il terzo giocatore più giovane a segnare con il club bavarese in Bundesliga, il più giovane olandese di sempre a riuscirci. Deve ancora compiere 19 anni, ma sul Meisterschale che il Bayern alzerà con ogni probabilità a fine giugno c’è la forte impronta di Joshua Zirkzee. Il vice Lewandowski che il Bayern sognava da tempo.

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