La nuova dimensione di Florian Neuhaus

Florian Neuhaus

Ci siamo tutti innamorati di lui da interno sinistro, quasi trequartista, in un ruolo in cui poteva esprimere talento, fantasia ed eleganza, tre delle doti che lo contraddistinguono. Invece Florian Neuhaus nel giro di qualche mese ha trovato una nuova dimensione nel Borussia Mönchengladbach: quella di regista davanti alla difesa, di uomo d’impostazione, deputato alla costruzione del gioco. Una dimensione nella quale ora è arrivato ad esprimersi quasi al meglio, per diventare quel centrocampista completo immaginato da Marco Rose e pronto, tra le altre cose, per la nazionale tedesca.

Florian Neuhaus è arrivato in Bundesliga dopo una straordinaria stagione di Zweite in prestito al Fortuna Düsseldorf, a cui il Gladbach lo aveva prestato subito dopo averlo acquistato dal Monaco 1860. Obiettivo farlo maturare e trovarlo più pronto. Centrato, in pieno. 8 assist nelle prime 14 giornate della scorsa stagione, giocando da interno sinistro del centrocampo a tre di Dieter Hecking. Con licenza di andare sostanzialmente dove preferisse, per scambiare con Pléa, Stindl e Hazard, con le spalle protette dalla diga Strobl e stando sempre fronte alla porta. Almeno fino a quando gli avversari hanno capito il giochetto e hanno smesso di concedergli tutto lo spazio da attaccare anche palla al piede.

Anche all’inizio di questa stagione Rose ha riscontrato spesso lo stesso problema, tanto che dopo le prime 6 di Bundesliga tutte da titolare nelle successive 12 ne ha giocate la metà. Poi l’epifania, sotto forma di goal: una delizia da 40 metri contro il Mainz. Da lì non ha mai saltato nemmeno un minuto. Fiducia, sì, ma anche nuovi compiti che Rose gli ha assegnato. Neuhaus aveva bisogno di tornare a giocare fronte alla porta, così l’allenatore ha deciso di arretrarlo, renderlo più regista, di rimetterlo nel vivo del gioco. Gli ha dato in mano le chiavi del Gladbach affiancandolo a Zakaria a centrocampo.

Dopo l’infortunio di quest’ultimo, ha tenuto in mano la squadra, riuscendo anche ad adattarsi al compagno di reparto che Rose gli ha dovuto affiancare per scelta tecnica o per necessità. Sia con Strobl che con Hofmann, che ha caratteristiche molto più offensive, Neuhaus è riuscito a esprimere al meglio il proprio gioco. Anche perché i tempi e le letture delle situazioni le ha sempre avute nel DNA. Per questo nella turbina di moduli che è stata il Gladbach nelle ultime 10 partite Neuhaus è sempre riuscito a distinguersi: sia con la difesa a tre che a quattro, sia con la mediana a due che a tre, le sue prestazioni non sono cambiate.

“Conosciamo le sue doti tecniche e il suo potenziale, capisce il gioco. Sta lavorando sulla fisicità”.

Marco Rose su Florian Neuhaus

La tecnica e la visione di gioco, come dicevamo, le ha sempre avute. La nuova dimensione in cui sta entrando esaltano queste caratteristiche: sa smarcarsi per ricevere palla e la gioca velocemente, anche se spesso ha bisogno di toccare tanto il pallone per trovare confidenza. Nelle ultime 6 partite ha completato di media 50 passaggi a partita toccando oltre 70 palloni, mentre nelle prime 6 era poco sopra i 40 passaggi e poco sopra i 50 palloni toccati. In fase di miglioramento anche il dato dei palloni persi, 1.4 ogni 90 minuti.

Neuhaus
Florian Neuhaus, classe 1997, al secondo anno in Bundesliga col Gladbach. Fonte: Getty

Il classe 1997 sarà chiamato a ulteriori miglioramenti in estate, soprattutto quando si tratta di fase di non possesso: spesso va morbido a contrasto e in altre circostanze tende a piacersi un po’ troppo palla al piede. Certo quando tenta le giocate spesso gli riescono, come le aperture a 50 metri sugli esterni. O i goal difficili. Dovrebbe migliorare su quelli facili, dato che spesso davanti al portiere pecca della freddezza necessaria per concretizzare. In verità ha sempre preferito il passaggio: in quei casi raramente sbaglia o perde la lucidità. Ed probabilmente è la ragione per cui Rose ha deciso di arretrarlo di qualche metro. Meno statistiche, più efficacia.

La scelta del tecnico potrebbe tornare molto utile in ottica futura e anche in chiave Nazionale. Quello di oggi non è più il Florian Neuhaus che conoscevamo un anno fa, ma un giocatore più completo che senza dubbio è sul taccuino di Löw e anche dei top club. Si diceva che Kovac lo volesse al Bayern l’estate scorsa e che la società non lo avrebbe accontentato. Un salto in un top club già ora, per la verità, potrebbe essere prematuro: un altro anno al Borussia-Park potrebbe solo che giovare. In ogni caso è già chiaro a tutti che si tratti solo di una questione di tempo. Perché uno come Florian Neuhaus è destinato al top.

Rispondi