Saarbrücken, dalla 4° serie alla semifinale di DFB-Pokal

Saarbrücken

Il Saarbrücken la sua storia l’ha già scritta. Ha partecipato alla Champions League, è stato tra i soci fondatori della Bundesliga. Ve l’abbiamo raccontata, soltanto qualche settimana fa, dopo che il club del Saarland, ex regione indipendente che attualmente è invece parte della Germania – e nel dubbio, qui la potete trovare in modo più dettagliato ed esaustivo. Eppure il piccolo club, che dal 2014 gioca nella Regionalliga Südwest, ora ne sta scrivendo un’altra: è arrivato fino alla semifinale di DFB-Pokal. Un obiettivo che mancava dal 1985, in un contesto totalmente diverso. Diventando la prima squadra di sempre a riuscire in quest’impresa.

Gli ultimi anni sono stati difficili: la Zweite manca dal 2006, la Bundesliga dal 1993. Questa stagione, invece, sembra poter essere quella della prima rinascita. Non solo per il cammino in coppa, ma anche perché la squadra è in testa al campionato e si aggiudicherà probabilmente un posto per risalire in 3. Liga. Sul fiume Saar, insomma, si sta tornando a pensare in grande e finalmente positivo. Anche se non ci sono più i 35mila spettatori del Ludwigsparkstadion, le postazioni stampa sono dietro i bagni, che sono soltanto delle cabine stile cantiere. D’altro canto lo stadio oggi è l’Hermann-Neuberger-Stadion e di spettatori ne contiene solo 7mila e ha più posti in piedi che a sedere. Ma sono 7mila che vivono un sogno.

Un sogno iniziato ad agosto con la vittoria contro lo Jahn Regensburg nel primo turno di DFB-Pokal, per 3-2. Un risultato di prestigio vista la differenza di due categorie. Ma era solo l’inizio: il top è arrivato a fine ottobre, quando la squadra allenata da Dirk Lottner ha battuto per 3-2 il Colonia, un club di Bundesliga, conquistando gli ottavi. E il bello doveva ancora venire.

La strada non si è fermata nemmeno a febbraio, davanti al Karlsruher negli ottavi di finale, anche se sono stati necessari i rigori dopo 120 minuti senza nemmeno un goal. Curiosamente, con un altro allenatore in panchina: Lukas Kwasniok. Dopo due sconfitte a novembre, infatti, Lottner è stato esonerato. Peccato che fossero due sconfitte arrivate dopo averne collezionata solo una, con un pareggio, nei precedenti 6 mesi. Insomma, un esonero totalmente a sorpresa.

Il cambio di allenatore comunque non ha intaccato i risultati, che sono stati sempre gli stessi: vittorie, vittorie e vittorie in campionato. E, soprattutto, il sogno in DFB-Pokal, grazie al successo contro il Fortuna Düsseldorf. Quella squadra specialista in rimonte di Coppa (era sempre andata sotto e aveva sempre vinto), che si è piegata al Saarbrücken.

L’eroe del Saarbrücken ha un nome e cognome: Daniel Batz, autentico muro, che ha parato il rigore del possibile 1-1 a Hennings a 10 minuti dalla fine, ultimo miracolo dopo una serie impressionante di parate. Lui in Bundesliga ci ha giocato con il Friburgo, esordendo contro il Dortmund: ha mantenuto la freddezza e la concentrazione per 90 minuti. Una prestazione surreale, suggellata dai quattro rigori parati nella lotteria finale.

Il goal nei 90 minuti lo aveva segnato Tobias Janicke, uno che ha giocato con Dynamo Dresda e Hansa Rostock in Zweite, con oltre 170 presenze in dritte. Su assist di Froese, che ha giocato le ultime tre stagioni con la maglia proprio del Fortuna, nonostante avesse fatto soltanto parte della seconda squadra. Nel Saarland ci gioca anche Schorch, uno passato dal Real Madrid in giovane età. Ma la gloria se l’è presa tutta, meritatamente, Batz.

E ora, come qualcuno si augurava già dopo il passaggio agli ottavi, per il Saarbrücken può essere il momento buono per volare in finale ed affrontare il Bayern (se sorteggio e risultati li assisteranno: prima di mezzo c’è il Leverkusen). Sognando di andare all’Olympiastadion. Un obiettivo che sembra impossibile, se di impossibile si può parlare. Anche se la storia, con la conquista della semifinale, in fondo è già stata scritta.

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